La differenza tra giustizia ed iniquità. Commento a Sal 97, 10

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Egli custodisce le anime dei suoi fedeli, li libera dalla mano degli empi.

Salmo 97, 10

Or il Dio di ogni grazia, che vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo, dopo che avrete sofferto per breve tempo, vi perfezionerà egli stesso, vi renderà fermi, vi fortificherà stabilmente.

1 Pietro 5, 10

Custodire e liberare, cosa possono significare per noi questi verbi nelle prime avvisaglie del nuovo anno? In questo versetto proposto oggi dal Lezionario Un giorno una parola abbiamo uno dei casi in cui il termine nephesh è riferito alla vita dei giusti che è preziosa agli occhi di Dio.

Al vs. 9 Dio è lodato perché è «Elyon, Altissimo al di sopra del mondo, eccelso sopra tutti gli elohim», che ama quelli che hanno in abominio «il male». Questo contrasto tra i giusti e gli empi percorre il Salmo. La differenza tra giustizia ed empietà impone costantemente, di fronte a ciascuna decisione da prendere, una scelta di carattere etico ad ogni essere umano. Questa differenza è rivelata dalla Torah che è parola divina che illumina il territorio della giustizia. Il giusto deve inseguire nella propria vita questa luce e collaborare con Dio per lo stabilimento della giustizia (e del suo Regno sulla terra). Il giusto è colui/ei che sceglie la giustizia, e la giustizia di Adonai lo custodirà e lo libererà dal male. Nel verbo custodire shamar vi è l’idea di proteggere come l’uccello spiega le ali per covare e difendere la sua nidiata, come la ruach divina custodisce il creato, lo rinnova e sostiene costantemente, così il giusto partecipa a questa opera di custodire la creazione e il prossimo suo collaborando con Dio nel perseguire la giustizia.

Davanti a noi si dispiega un anno nuovo fitto di impegni e di decisioni, di scelte di vita che segneranno la nostra esistenza lungo i solchi dei giorni che ci attendono. La parola del Signore si propone a ciascuno e a ciascuna di noi come una guida delle decisioni da prendere. Viviamo tempi difficili, tempi di crisi e di sconvolgimento dei veri valori che custodiscono e proteggono la nostra società. Vi è la tentazione di ripiegare su se stessi, sui propri bisogni, sugli istinti tribali della nazione contro chi viene da fuori, di costruire muri e di alimentare le divisioni e l’odio tra diversi. Non possiamo cedere a questa tentazione, sappiamo che vi è una distinzione netta tra giustizia e iniquità. La nostra responsabilità come credenti consiste nel seguire la giustizia, questa è la via che custodisce e libera non solo la vita del giusto ma dell’intera società e di tutta la creazione di Dio.

Martin Ibarra

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