Pubblichiamo una meditazione di mons. Saverio Xeres su don Primo Mazzolari ai sacerdoti della diocesi di Cremona. File audio e testo scritto della meditazione di don Xeres; Omelia di S.E. Mons. Dante Lafranconi
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Giovanni Battista Montini e le ACLI. La crisi del 1971 e le sue conseguenze: L’ipotesi socialista e la “deplorazione”
Dal 19 al 22 giugno 1969 si era svolto l’XI Congresso nazionale delle ACLI, il congresso della fine del collateralismo nei confronti della Dc e dell’acquisizione del principio del voto libero degli aclisti, proclamato per la prima volta in Italia da una associazione cattolica.
Le preoccupazioni e i timori che il congresso di Torino non avevano mancato di suscitare in ambito democristiano e cattolico sono destinati a moltiplicarsi ben presto. Con le lotte dell’ ”autunno caldo”, l’unità con le forze del movimento operaio acuisce all’interno delle ACLI la sensibilità anticapitalistica e classista, mentre si intensifica l’attenzione per il marxismo come metodo privilegiato di interpretazione della realtà sociale.
Madeleine Delbrêl e il marxismo
da Theologicalmind.wixsite.com, Theological mind: theology notes, il blog di Fabio Cittadini.
Forse un aspetto poco noto della testimonianza di Madeleine Delbrêl è il fatto che abbia scelto un lavoro che le consentisse di mantenersi a stretto contatto con i poveri, diventando assistente sociale. Nel 1933, pur restando laica, si consacrò e andò a vivere con un piccolo gruppo di amiche a Ivry-sur-Seine, ‘capitale marxista’, cittadina di operai alla periferia sud di Parigi, dove sugli edifici pubblici non c’era il tricolore, ma la bandiera rossa.
Le Acli lombarde e il dialogo ecumenico: un percorso che nasce da lontano. Un articolo di Alessandro Colombo
Il 13 aprile 2010 ci lasciava tragicamente l’amico Alessandro Colombo, consigliere provinciale delle ACLI di Milano, Monza e Brianza e responsabile per diversi anni del settore Pace e Solidarietà Internazionale delle ACLI regionali. Di Alessandro testimoniamo l’affetto, l’impegno, l’amicizia, la capacità di dialogare e di ascoltare. Alessandro si era dedicato a sviluppare incontri in Italia e all’estero con associazioni di diversi paesi europei e, dal 2001 insieme con il nostro Circolo, con gli amici russi. Proponiamo questo articolo di Alessandro che ricostruisce il primo tratto del cammino di dialogo ecumenico con la Russia, pubblicato sul periodico della sede provinciale delle ACLI di Como ACLI Como … informando … (n. 2 del 20 maggio 2009) e disponibile su Acliarosio.it.

L’esperienza delle Acli regionali lombarde di incontro e di scambio con la società russa, prima, e con le comunità ortodosse poi, risale ormai a circa 20 anni fa.
«Per non rischiare, preferirei chiamarmi cantautore». Vent’anni fa moriva Fabrizio De André: una grande eredità musicale e culturale
da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.
Parlare di Fabrizio De André, è raccontare di un compagno di strada, di una voce inconfondibile incontrata nei modi più impensati. Chi ne ha incontrato le canzoni grazie ai dischi di un amico, di una vicina di casa, grazie al passaparola di una classe di liceo, e pure nelle parole appassionate di una professoressa di italiano dalla mente decisamente più aperta dei colleghi.
Tutti ci siamo ritrovati prima o poi a fare i conti con la sua arte. Era un poeta? Probabilmente sì, per chi arrivava da una scuola che con molto impegno e tanta retorica riusciva a fartela odiare sotto ogni forma, quel suo raccontare il mondo senza nasconderne nulla, le sue canzoni erano pura poesia. A dispetto di quel suo realistico umorismo che lo portava a rifiutare l’etichetta e definirsi altrimenti: «Benedetto Croce sosteneva che fino a 18 anni tutti scrivono poesie, poi quelli che continuano a farlo o sono poeti o sono cretini. Per non rischiare, preferirei chiamarmi cantautore».
Beato colui che sa resistere. Il fascismo non è solo quello di Mussolini. La vicenda delle Aquile Randagie e di don Giovanni Barbareschi
da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.
Per Davide, il mio secondo figlio, la veglia di Natale in Val Codera, è un appuntamento obbligatorio. Lui e don Roberto Pennati mi hanno spiegato che la Val Codera è una valle secondaria della Valchiavenna. Pochi borghi, compresi interamente nel Comune di Novate Mezzola, in provincia di Sondrio. Un giorno o l’altro dovrò decidermi a salire. Qui, tra il 1944 e il 1945, lo scoutismo italiano – sciolto per decreto dal fascismo una quindicina di anni prima – ha scritto una delle sue pagine più gloriose.
Conosciamo la Bibbia: Atti degli Apostoli. Un corso biblico di don Claudio Doglio
da Dondoglio.wordpress.com, il blog di don Claudio Doglio.
Inizia un nuovo ciclo di puntate di Conosciamo la Bibbia. Don Claudio Doglio approfondirà il libro degli Atti degli Apostoli.
Prima puntata
- Il cammino della Parola di Dio: Introduzione al libro degli Atti (At 1). Luca autore degli Atti, li dedica a Teofilo; collegamento col Cristo risorto, e importanza degli incontri conviviali con Lui; promessa e impegno; non speculazioni sui tempi, ma testimonianza; comunità concorde con Maria. Elezione di Mattia: rielaborazione del lutto apostolico e ricorso alla sorte.
Tutto cominciò a san Donato. Memoria di Maresco Ballini, “figliolo” di don Lorenzo Milani
da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.
È morto il giorno di Natale, a 87 anni, dopo una vita intera passata a difendere, da sindacalista, i lavoratori e a custodire, in modo attivo, la memoria di don Lorenzo Milani. Il suo nome era Maresco Ballini e se ho capito qualcosa della straordinaria vicenda umana e spirituale del priore di Barbiana lo devo certamente ai molti incontri fatti con lui sui luoghi di don Lorenzo (nella foto in alto: don Lorenzo con Maresco Ballini, Luigi Cerbai e Olando Gensini a Roma a S. Giovanni in Laterano il 13 giugno 1950 in occasione dell’Anno Santo).
Giovanni Battista Montini e le ACLI. Paolo VI: Il Papa dei dubbi, delle sconfitte e dei no
In confronto al predecessore Giovanni XXIII, che aveva goduto di una popolarità d’ampiezza internazionale, Paolo VI ebbe un’immagine pubblica diversa: apparve spesso come un pontefice più distaccato. Se Giovanni XXIII sembrò in molte situazioni gioviale e spontaneo, papa Montini si mostrò alla pubblica opinione dignitoso e riflessivo, e poté a volte apparire austero e controllato. Papa Montini aveva appreso dai suoi studi diplomatici l’attitudine alla mediazione, all’attesa della fisiologica sedimentazione delle emergenze; egli sembrò a qualcuno un valente temporeggiatore, secondo un’antica tradizione curiale. Non di rado la sua figura apparve alle opposte fazioni viziata da una sorta di timore della conflittualità e racchiusa in un’altèra rarefazione, che sfuggiva lo scontro frontale, da molti ritenuto inevitabile, con le opposizioni: che, su fronti distinti, presentavano riserve fra loro antagoniste.
Quello di Paolo VI fu quindi un destino particolarmente difficile perché fu chiamato a guidare la Chiesa in un mondo attraversato da sconvolgimenti sociali e fermenti rivoluzionari. In questo clima teso Papa Montini cercò il dialogo, provò a mediare e se necessario seppe anche tornare sulle proprie decisioni. Un atteggiamento che gli valse l’appellativo di “papa del dubbio”, e che finisce per scontentare tutti, dentro e fuori la Chiesa.
Don Milani e il mondo del lavoro
da Rosabianca.org, Rosa Bianca Associazione per l’educazione alla politica e alla democrazia.
A compimento di un percorso di oltre un anno di iniziative, incontri, approfondimenti, svoltosi tra il Centro Studi Cisl di Firenze e la scuola di Barbiana, le Edizioni Lavoro stanno per pubblicare il volume: Quel filo teso tra Fiesole e Barbiana. Don Milani e il mondo del lavoro.
“Alef Bet. La scrittura di Dio”. Paolo De Benedetti racconta le 22 lettere dell’alfabeto ebraico
Il biblista Paolo De Benedetti accetta la sfida di raccontare per radio, a “Uomini e Profeti”, la complessa e affascinante struttura dell’alfabeto ebraico. Il quale non è soltanto un insieme di segni grafici atti a trascrivere parole e frasi. Ma è il tramite della Parola di Dio rivolta agli esseri umani e il pilastro portante sul quale è stato costruito l’intero universo. Ogni lettera, nell’alfabeto ebraico, ha un valore fonetico, simbolico, numerico. Paolo De Benedetti, con la sua conoscenza del testo biblico e della sapienza rabbinica che si è accumulata nei secoli, ci svelerà soltanto alcuni dei segreti racchiusi nelle lettere. Alef, ad esempio, è un suono quasi muto. E rappresenta il silenzio di Dio, la sua unicità, ma anche è la lettera con cui inizia il nome del primo uomo, Adamo. Bet significa casa, ed è la casa in cui l’uomo deve abitare, ma con una porticina aperta, perché si deve sempre essere in cammino.
Riscoprire Capitini per risvegliarsi dal sonno della ragione. Appunti di lettura in occasione del compleanno del filosofo italiano della nonviolenza (23 dicembre 1899)
da Azionenonviolenta.it, “Azione nonviolenta – in rete” la rivista on line del Movimento Nonviolento.
Siamo nel pieno di una discesa verso i più profondi livelli di violenza: dalla violenza diretta alla violenza strutturale alla violenza culturale, nella quale – oltre che le guerre – si ri-legittima il razzismo e la de-umanizzazione dell’altro. La logica del nemico è ridiventata tanto il fondamento della politica internazionale che della politica interna. E’ qui, nel punto della notte nel quale più profondo è il sonno della ragione che genera mostri, che ci viene in aiuto Aldo Capitini e ci indica la via del risveglio e della risalita:
La nonviolenza è ricerca, appassionamento e amore all’esistenza, alla libertà, allo sviluppo di ogni essere.
«Gesù sceglie lui stesso i suoi adoratori: i poveri, i piccoli, i disprezzati dal mondo» di Charles De Foucauld
Insieme agli auguri di un buono e santo Natale da La Bottega di Nazareth proponiamo un bel testo del beato Charles de Foucauld, il cui centenario della morte ricorreva il primo dicembre scorso. Il testo è tratto dalle “Opere Spirituali”.
“Il nostro sangue si è mescolato”. I martiri di Algeria beati
da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.
Nell’icona preparata per la beatificazione è finito anche lui, Mohammed Bouchickhi, il giovane mussulmano, fedele autista di mons. Pierre Claverie, morto come il vescovo il primo agosto del 1996. Vittime entrambi dell’ordigno – azionato a distanza dal Gruppo islamico armato – esploso all’ingresso del vescovado.
In quegli anni la terra d’Algeria venne bagnata dal sangue di più di 150 mila morti, caduti a causa dello scontro fratricida fra integralisti islamici e militari. Obiettivi privilegiati erano soprattutto mussulmani che cercavano di costruire ponti, aprire varchi di dialogo, opporsi al settarismo fondamentalista. Iman e persone semplici, mussulmani convinti che, al di là delle differenze, Allah Mahabba, Dio è amore, come era scritto sulla stola che Pierre Claverie amava indossare.
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«Aspettiamo ancora domani, per tagliare la corda». I monaci di Tibhirine
da Oasiscenter.eu, il sito della fondazione Oasis, cristiani e musulmani nel mondo globale.
Il monastero di Tibhirine – i giardini – porta queste parole profetiche nel suo stemma: «Segno sui monti».
“Fatti piccolo e il mondo migliorerà”. Intervista a Haim Baharier
da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.
Avevo incontrato Haim Baharier qualche anno fa durante un confronto con il teologo Piero Coda. Mi sembrò, cosa rara, che si potesse dialogare di religione con sapienza, garbo, acutezza. Scoprii in Haim Baharier il grande biblista. Seppi in seguito che era anche un matematico e uno psicoanalista. L’ho rivisto e riascoltato qualche mese fa, nel Duomo di Amelia, mentre discorreva con Erri De Luca. E ancora volta – davanti a un affollatissimo pubblico – ho avvertito il fascino e il pathos che certe figure ci trasmettono. Quel senso di gratitudine che nasce quando diciamo tra noi: questo avrei potuto pensarlo io. Ma lui ha saputo dirlo meglio.
Conosciamo la Bibbia: Il vangelo secondo Luca. Un corso biblico di don Claudio Doglio
da Dondoglio.wordpress.com, il blog di don Claudio Doglio.
Nella rubrica “Conosciamo la Bibbia”, don Claudio Doglio inaugura un nuovo ciclo di trasmissioni dedicate al Vangelo di Luca.
Don Milani e le sfide attuali delle ACLI
da Pretioperai.it, il sito dell’archivio e della rivista dei PO.
Noi, i possessori dell’Acqua che disseta per l’Eternità
a vender gazzose nel bar parrocchiale
solo perché il mondo usa dissetarsi con quelle!da “Esperienze pastorali”
È rischioso scrivere su don Milani, avendo in mente altre cause: ad esempio quella di ridare fiato e ispirazione alle Acli, alle associazioni che le costituiscono, in un momento globale assai confuso.
Questa consapevolezza mi è stata risvegliata dalla testimonianza di Bruno Borghi, il primo prete operaio italiano, suo compagno di seminario, “amico e fratello” : «Ho un ricordo di Lorenzo come di un uomo di una tale ricchezza interiore e di una capacità di servire una causa, quella dei ragazzi esclusi, selezionati, buttati via, che provo una reazione istintiva di ripulsa, quando sento che ne scrivono persone che servono altre cause» per fare «di Lorenzo un uomo che non è più scomodo, a togliergli quella violenza per cui dovrebbe essere irrecuperabile per una chiesa istituzionale, anche se aggiornata, che lo ha combattuto. Ma irrecuperabile anche per una scuola di sinistra…».
Anche padre Balducci mette in guardia chi si accosta alla sua «Personalità inimitabile. Non si può, così, ostentare una imitazione delle idee di don Milani e del suo modo di agire perché esse facevano parte di un tutto, in cui ciascun gesto, ciascuna idea ritrovava la propria misura e la propria funzione…»
Ambiente. Moltmann: per una nuova teologia della terra
da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.
I partecipanti al convegno ecumenico “Il tuo cuore custodisca i miei precetti (Proverbi 3:1). Un Creato da custodire da cristiani responsabili, in risposta alla Parola di Dio“, Svoltosi nelle settimane scorse a Milano, hanno ricevuto il saluto del teologo protestante tedesco Jürgen Moltmann. L’anziano accademico, oggi novantaduenne, ha infatti inviato un video messaggio sotto forma di intervista realizzata da Marco Davite, capo redattore della rubrica televisiva di RaiDue “Protestantesimo“. Ne riportiamo il testo qui di seguito.
Barth e il «totalmente altro»
da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.
«Totalmente altro»: l’espressione, riferita a Dio, è diventata famosa anche al di fuori della corporazione dei teologi. Bisogna ammettere che, in parte, tale popolarità è legata anche a una certa banalizzazione: in fondo, che Dio sia «diverso» (dagli essere imani, dagli animali, dal mondo), lo dicono tutti. Nella seconda versione del suo commentario all’Epistola ai Romani (1922), tuttavia, Karl Barth voleva dire qualcosa di più specifico e aggressivo: Dio e la fede cristiana non possono essere considerati il sigillo religioso dell’ordine ideologico e politico borghese. Nemmeno di quello socialista, certo: dal punto di vista di Barth, tuttavia, quest’ultimo è un pericolo secondario, date la storia e la cronaca delle chiese.


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