Monsignor Siluan, vescovo della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia, intervistato alla trasmissione Soul di Tv 2000.
Archivi categoria: Fedi e società
Cristiani e musulmani: fede e libertà dentro la città plurale
da Oasiscenter.eu, il sito della fondazione Oasis, cristiani e musulmani nel mondo globale.
Proponiamo la trascrizione integrale dell’intervento del Cardinal Scola alla presentazione del numero 26 di Oasis a Tempo di Libri, il 10 marzo 2018 a FieraMilanoCity.
In un momento in cui il jihadismo accusa il colpo delle sconfitte militari, è cruciale tornare a parlare di libertà: solo così si indebolirà il fondamentalismo.
Se il tema dall’ultimo numero di Oasis, Musulmani, fede e libertà, può apparire lontano dalle nostre preoccupazioni quotidiane, il sottotitolo – Perché questa è la vera questione del futuro (più del terrorismo) – dovrebbe fugare ogni impressione di astrattezza. Qualcuno – mi hanno detto – lo ha definito coraggioso; ma prima che coraggioso, credo che sia drammaticamente realistico, perché il grande e irrisolto nodo da cui scaturiscono tante tensioni nel mondo musulmano, fino alla tragedia del jihadismo, è proprio l’assenza di libertà. Senza libertà in particolare continuerà a riproporsi la tragica alternativa tra governo autoritario o dittatura religiosa che stritola le Chiese cristiane, per il cui sostegno è nata Oasis, ormai più di 12 anni fa.
Dieci comandamenti o dieci parole? Haim Baharier
Quando il Santo Benedetto, diede la Torah a Israele vi fu un gran silenzio nel mondo: nessun uccello cinguettava, nessun bue muggì, nessun cavallo nitrì, nessun cane abbaiò e così nessun animale del mondo fece il proprio verso. Il vento si fermò, i ruscelli arrestarono il proprio corso, il mare non agitò più le proprie onde. Tutti gli uomini del mondo trattennero il loro respiro e nessuno parlava: un silenzio completo avvolse il mondo. Allora si udì la voce del Signore che disse tutte queste parole: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto … ».
Haim Baharier è nato nel 1947 a Parigi da genitori ebrei di origine polacca, entrambi passati attraverso l’orrore di Auschwitz. Haim Baharier è stato allievo di Emmanuel Lévinas, uno dei maggiori filosofi del Novecento, e di Léon Askenazi, il padre della rinascita del pensiero ebraico in Francia. Matematico e psicoanalista, ma anche commerciante di preziosi e consulente aziendale, tiene da molti anni esclusive e memorabili lezioni di ermeneutica ed esegesi biblica. Vive con la sua famiglia a Milano.
Consigliamo le quattro lezioni di Haim Baharier a cura della Fondazione Cultura del Palazzo Ducale di Genova, del Centro Culturale Primo Levi e della Comunità Ebraica di Genova svolte dal 14 novembre al 5 dicembre 2016 nella Sala del Maggior Consiglio (da Palazzoducale.genova.it).
La Costituzione degli Israeliti, il Decalogo, che è una delle fonti culturali dell’Occidente, non è contemporanea alle narrazioni della Genesi, per cui esplicitamente le sue pretese non risultano universali. I suoi sviluppi teorici e pratici si realizzano lungo il cammino del popolo ebraico attraverso il deserto e, quindi, non entro i confini geopolitici cui accederà al termine di quel cammino. L’oggi vive in un deserto irto di pericoli. Per Baharier è giunto il momento di interrogare nuovamente il Decalogo, attualizzarne le parole, approfondirle.
Un’ora nuova è già venuta in Gesù Cristo
da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.
Mi ha tratto fuori da una fossa di perdizione, dal pantano fangoso; ha fatto posare i miei piedi sulla roccia.
Salmo 40, 2
Dice il Signore Gesù Cristo: «In verità, in verità vi dico: l’ora viene, anzi è già venuta, che i morti udranno la voce del Figlio di Dio; e quelli che l’avranno udita, vivranno».
Giovanni 5, 25
Il nostro mondo riconosce raramente un tempo che si consuma, si trasforma, esplode. Lo riconosce nel tradizionale brindisi della festa di capodanno, con le bottiglie stappate rigorosamente al momento in cui la lancetta dei secondi tocca il suo acme e in quei film mozzafiato in cui la bomba a tempo viene disinnescata a una manciata di secondi dall’istante fatale. A parte queste situazioni artefatte, in fondo consideriamo il tempo tutto uguale, una somma di momenti, ore e giorni sempre uguali a se stessi. Abbiamo perso il rapporto con il tempo-avvenimento e lo abbiamo sostituito con il tempo-misura.
La Dichiarazione teologica del Sinodo di Barmen, la Chiesa confessante e il Kirchenkampf
La Dichiarazione teologica del Sinodo confessante di Barmen del 31 maggio 1934 è l’esposizione teologica centrale della cosiddetta Chiesa confessante durante il periodo della dittatura nazionalsocialista 1933-1945. Tale movimento si opponeva alla falsa teologia e al regime ecclesiale dei cosiddetti “Cristiani tedeschi” (“Deutsche Christen”) i quali avevano avviato l’allineamento della Chiesa evangelica alla dittatura del “Führer” Adolf Hitler. Fra i punti pretesi dai Cristiani tedeschi vi erano l’introduzione del ‘principio del duce’ (Führerprinzip) nella chiesa, l’esclusione dei “non ariani” dall’ufficio pastorale, il rigetto dell’Antico Testamento e l’annuncio di Gesù come “figura eroica di Salvatore” in vece della figura del “Crocifisso”. Contro tale impostazione prende posizione la Dichiarazione teologica di Barmen, che fu formulata sostanzialmente dai teologi Karl Barth e Hans Asmussen. Ognuna delle sei Tesi è strutturata in modo seguente: prima vengono riportate le parole dalla Sacra Scrittura, quindi segue il punto di vista della Chiesa confessante e infine seguono le affermazioni con le quali viene confutata la falsa dottrina dei Cristiani tedeschi.
Oscar Romero, un vescovo fatto popolo – di don Tonino Bello
Oscar Romero era stato ucciso nella Cattedrale di San Salvador, mentre celebrava la Messa, il 24 marzo 1980 alle 18,30, in un periodo di grandi tensioni in quel paese del Centramerica. Qualche istante prima di morire aveva detto nell’omelia: «In questo calice il vino diventa sangue che è stato il prezzo della salvezza. Possa questo sacrificio di Cristo darci il coraggio di offrire il nostro corpo e il nostro sangue per la giustizia e la pace del nostro popolo. Questo momento di preghiera ci trovi saldamente uniti nella fede e nella speranza…». Poco dopo Mons. Romero offriva il suo corpo e il suo sangue per la giustizia e la pace del suo popolo.
Suor Cesira e l’ovetto
da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).
Per l’8 marzo una piccola provocazione intraecclesiale … che poi non è vero che le suore sono come suor Cesira … e i monsignori?
“Suor Cesira, dov’è l’inserto dell’Osservatore?”.
“E’ qui accanto alla sua tazza di the, monsignore”.
“Ah, ecco brava. Fammi leggere che mi hanno detto di un articolo un po’ strano sulle religiose che vengono fatte lavorare gratuitamente“.
“Ho sentito anch’io monsignore”.
“E che ne pensi, di grazia, Cesira?”.
“Ma cosa devo pensare io, reverendissimo… Ho troppo da spicciare fra casa e cucina per potermi permettere di leggere certe chiacchiere. E poi per me questo è un servizio. Solo che il mondo ormai va al contrario!”.
“Brava, Cesira”.
“E’ la mia vocazione, monsignore! Anche se ho studiato teologia e diritto canonico e preso il dottorato, non mi scordo mai che sono chiamata a servire, non a fare il dottore della legge!”.
“Sante parole, Cesira. Ragionassero tutte come te le donne”. “Grazie, reverendissimo”.
Conciliarità cristiana e solidarietà sociale. Relazione di Giovanni Bianchi nell’agosto 2007 a Mosca
Il rapporto tra le ACLI della Lombardia (in particolare con quelle provinciali di Como e il circolo di Arosio) con la Russia e la fraternità della Trasfigurazione (insieme di gruppi e di comunità ortodosse che riuniscono sia a Mosca, che in altre località russe, sia all’estero persone di diverse età, professioni e provenienze) dura ormai da molti anni.
Nel 2001 e nel 2002 due delegazioni delle ACLI lombarde, tra cui anche diversi membri del Circolo ACLI di Arosio e delle ACLI di zona di Cantù, si sono recate a Mosca per riprendere i contatti iniziati nel decennio precedente e poi affievolitisi. In molti viaggi effettuati, oltre alle ACLI hanno partecipato anche membri della Caritas Decanale di Cantù, della CISL regionale e rappresentanti di gruppi locali parrocchiali e non.
Nel giugno 2004 e poi nel giugno 2006 sono stati effettuati altri viaggi che hanno permesso di allargare e conoscere meglio l’esperienza di Sretenie anche presso altre fraternità russe. In particolare, oltre a quella di Mosca, sono state visitate altre comunità: quella di Pietroburgo, quella di Arkhangelsk e quella di Tver’. L’accoglienza è stata molto cordiale e sempre molto alta è stata la loro capacità di trasmetterci amicizia, di farci sentire a nostro agio, oltre che il desiderio di conoscere la nostra realtà italiana. Soprattutto nei momenti di preghiera abbiamo sentito quei legami che uniscono la nostra comune fede nel Signore e di questi momenti se ne è avuta una maggior quantità e profondità durante la partecipazione al pellegrinaggio sulle isole Solovievski compiuto con la fraternità di Arkangelsk nei mesi di Agosto 2004 e 2009.
Nell’agosto 2007 e nel Settembre 2008 Giovanni Bianchi ha poi partecipato ai Convegni internazionali di Mosca con le seguenti rispettive relazioni “Conciliarità e solidarietà sociale“, e “La resistenza spirituale al vuoto nella Chiesa e nella società”.
Proponiamo il testo della relazione presentata da Giovanni a Mosca nell’agosto 2007 dal titolo “Conciliarità cristiana e solidarietà sociale” (già pubblicata sia su Acliarosio.it, il sito del circolo ACLI “Antonio Ballabio” di Arosio, che su Circolidossetti.it, Circoli Dossetti, eremo e metropoli), memoria del percorso di conoscenza reciproca e di ricerca ecumenica su come il cristiano sta nella società.
Essere cristiani come minoranza in un contesto post-cristiano
da Ortodossia.it, sito ufficiale della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta.
Pubblichiamo gli interventi di don Alberto Cozzi e dell’archimandrita Evangelos Yfantidis pronunciati nell’incontro tra presbiteri, organizzato dall’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta e l’Arcidiocesi Cattolica di Milano
(28-30 gennaio 2015).
A 30 anni dalla sua morte. Ritratto di Balthasar
da Theologicalmind.wixsite.com, Theological mind: theology notes, il blog di Fabio Cittadini.
La nostra parola iniziale si chiama bellezza. La bellezza è l’ultima parola che l’intelletto pensante può osare di pronunciare, perché essa non fa altro che incoronare, quale aureola di splendore inafferrabile, il duplice astro del vero e del bene e il loro indissolubile rapporto. Essa è la bellezza disinteressata senza la quale il vecchio mondo era incapace di intendersi, ma la quale ha preso congedo in punta di piedi dal moderno mondo degli interessi, per abbandonarlo alla sua cupidigia e alla sua tristezza. Essa è la bellezza che non è più amata e custodita nemmeno dalla religione, ma che, come maschera strappata dal suo volto, mette allo scoperto dei tratti che minacciano di riuscire incomprensibili agli uomini. […] Chi, al suo nome, increspa al sorriso le labbra, giudicandola come il ninnolo esotico di un passato borghese, di costui si può essere sicuri che – segretamente o apertamente – non è più capace di pregare e, presto, nemmeno di amare.
Hans Urs Von Balthasar
Per una legge “costituzionale” sulla libertà religiosa. Appello della Commissione delle Chiese Evangeliche per i Rapporti con lo Stato ai candidati alle elezioni politiche del 4 marzo 2018
da Nev.it, Notizie EVangeliche Agenzia Stampa della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia.
In vista delle elezioni del prossimo 4 marzo la Commissione Chiese Evangeliche per i Rapporti con lo Stato (CCERS) lancia un appello ai candidati e alle forze politiche affinché la prossima legislatura sia investita del tema della libertà religiosa e di culto e si faccia carico di dare piena attuazione al dettato costituzionale su questa delicata materia.
Il cardinale Giusto
da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.
Il clero di Genova fu vicino agli ebrei durante gli anni della persecuzione. Lo racconta un libro intitolato “Giusto tra le nazioni Pietro Boetto arcivescovo di Genova”, a cura della redazione del settimanale “Il Cittadino”, con il contributo della sezione ligure dell’Ucsi (Unione cattolica stampa italiana).
Per essere liberi
da Pastoredarchino.ch, pastore D’Archino blog personale di Stefano, pastore evangelico riformato.
Il tema della libertà è uno dei temi che a partire dalla Riforma si sono via via imposti nella società occidentale. La libera lettura della Scrittura e anche la libertà interpretativa sono state apripista per altre libertà. Per i Riformatori però la libertà non era ovviamente assoluta, era vincolata all’obbedienza a Gesù Cristo.
Le azioni di Dio nella storia: chi le sa leggere?
Il “Magnificat” (Lc 1,46-55) è un canto di lode che, pur conosciuto, tuttavia, è poco pregato dai fedeli, ad eccezione di coloro che recitano la Liturgia delle Ore. Per restare in ambito mariano, certamente siamo più abituati a pregare con l’”Ave Maria” e il “Salve Regina”.
La rinascita dell’Ortodossia italiana e la personalità del Metropolita Antonio De Rosso. Intervista all’arcivescovo Basilio a cura di Tudor Petcu
Dopo l’articolo in cui si dava voce alla Chiesa vecchio-cattolica in Italia, il dottor Tudor Petcu intervista Sua Beatitudine Basilio I, Arcivescovo del Lazio, Metropolita Primate d’Italia (ed in quanto tale a capo della Chiesa ortodossa d’Italia). Basilio Grillo Miceli, all’anagrafe Giuseppe Grillo (Vittoria, 18 luglio 1937), è stato ordinato sacerdote nella Chiesa ortodossa russa nel 1981 e in seguito alla disgregazione della presenza del Patriarcato di Mosca in Italia, ha aderito ad una giurisdizione moderata del movimento vetero-calendarista greco, nella quale, dopo alcuni anni di ministero come semplice sacerdote, è stato consacrato vescovo il 26 febbraio 1995, con il titolo di Ostia. Nell’ottobre successivo partecipa all’elezione del patriarca ortodosso ucraino Filarete di Kiev. Viene elevato ad arcivescovo il 22 settembre 1996. Nel 2008 ha chiesto l’incardinazione nella Chiesa Ortodossa in Italia e l’11 maggio è stato trasferito alla sede arcivescovile di Firenze e di tutta la Toscana, diventando vicario di Antonio De Rosso. Il 16 marzo 2009, dopo la morte di De Rosso, il Consiglio Metropolitano lo elegge nuovo Arcivescovo di Ravenna e di L’Aquila e Metropolita Primate d’Italia con il nome di Basilio I, rivestendo inoltre la carica di Arcivescovo del Lazio. In seguito la Chiesa Ortodossa in Italia ha subito vari scismi e complesse divisioni che si rifanno tutte all’opera del metropolita Antonio De Rosso (per approfondimenti Cesnur.com).
Continua a leggere
Un’esperienza pastorale. Intervista a padre Pio Parisi a cura di Giuseppe Trotta – Bailamme n° 27 gennaio-dicembre 2001
da Incontripioparisi.it, Incontri Pio Parisi, discernimento e solidarietà.
Pubblichiamo la lunga intervista a padre Pio Parisi rilasciata a Giuseppe Trotta: “Una esperienza pastorale – Intervista a Padre Pio Parisi curata da Giuseppe Trotta”, pubblicata sulla rivista Bailamme nº 27/2001. Ne esce un profilo dettagliato della vita e della storia umana e spirituale dello storico assistente nazionale delle ACLI. Bailamme è stata una rivista semestrale di spiritualità e politica nata nel 1987, diretta da Giovanni Bianchi, coordinata da Giuseppe Trotta e edita dalla casa editrice Marietti. Tra i suoi redattori: Salvatore Natoli, Mario Tronti, Bepi Tomai, Romana Guarnieri, Luisa Muraro, Rosetta Stella, Emma Fattorini, Paolo Ridella, Eugenio Massa e Vittorio Tranquilli.
A 50 anni dalla morte. Ritratto teologico di Karl Barth
da Theologicalmind.wixsite.com, Theological mind: theology notes, il blog di Fabio Cittadini.
E’ necessario che tra la Bibbia e il giornale, come tra i due poli di un arco elettrico, comincino ad accendersi lampi di luce per rischiarare la terra.
Karl Barth
Forse gli angeli, quando sono intenti a rendere lode a Dio, suonano musica di Bach, ma non ne sono sicuro; sono certo invece, che quando si trovano tra di loro suonano Mozart ed allora anche il Signore trova diletto nell’ascoltarli.
Karl Barth
Don Lorenzo Milani fuori dai cliché
Qui trovi tutti gli articoli della serie Don Lorenzo Milani pubblicati su La bottega di Nazareth.
Che vergogna! Essere stati contemporanei di papa Giovanni, di don Mazzolari, di don Milani; anzi, essere stati loro amici e commensali, e non avere imparato. E non esserci convertiti. Ed essere quelli di sempre. Peggio di sempre!.
Così scriveva p. David M. Turoldo iniziando la prefazione ad una delle più famose biografie di don Lorenzo Milani, quella scritta da Neera Fallaci nel 1974. La citazione pone una accanto all’altra tre figure piuttosto diverse della storia della Chiesa italiana del XX secolo; diverse ma incluse dalla letteratura divulgativa e dalla produzione cinematografica o televisiva nella medesima categoria: il contestatore controcorrente, il profeta solo perseguitato un mondo bieco e arcigno, il santo illuminato che con pochi comprimari fedeli anticipa i tempi e rivoluziona.
Oggi don Milani, nel cinquantesimo dalla morte e mentre la sua figura, insieme a quella di don Primo Mazzolari, riemerge dall’oblio mediatico sulle labbra di papa Bergoglio, rischia di restare intrappolato o nell’icona ideologica in cui è stata rinchiuso spesso in questi anni (divenendo anche miniera per chi cercava citazioni e slogan da usare a proprio uso e consumo) o di essere avvolto nella patina agiografica di un bel santino.
A queste trappole si sfugge in un solo modo: studiando la sua storia e il suo pensiero approfonditamente, cogliendone le originalità ma anche il contesto storico ed ecclesiale, famigliare e formativo, inquadrandolo come uomo, come prete e come maestro.
Proponiamo una serie di brevi articoli sulla figura del sacerdote fiorentino cercandone gli elementi di specificità da cui nasce la sua singolare vicenda, ovvero le origini e la formazione ricevuta in famiglia e quella avuta in seminario; quindi gli elementi di contestualizzazione nella realtà ecclesiale nazionale e locale del periodo; passo ulteriore sarà l’analisi della spiritualità e della teologia sottesa al modello pastorale seguita dalla trattazione delle principali e più originali caratteristiche espressive di tale modello.
Don Lorenzo Milani: dentro la riforma ecclesiale. Don Milani e il Concilio Vaticano II
Il Papa ha chiamato i Vescovi a dialogo, perché il Vescovo chiamasse a dialogo i parroci, il parroco i parrocchiani lontani e vicini. Se manca un solo anello di questa catena il messaggio di Giovanni XXIII e il Concilio non raggiungono il loro scopo.
don Bruno Borghi e don Lorenzo Milani
Quale rapporto si può stabilire tra don Lorenzo Milani (e tutto ciò che rappresenta) e l’evento del Concilio Vaticano II, annunciato quando il prete fiorentino è da cinque anni a Barbiana, organizzato e celebrato nei periodi più fecondi e impegnativi della scuola popolare e con la malattia che lenta ma inesorabile avanzava? Riformatore, precursore, anticipatore? Continua a leggere
Aspetti dell’etica cristiana in base ai documenti del santo e grande Sinodo della Chiesa ortodossa (Creta 2016)
da Ortodossia.it, sito ufficiale della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta.
Pubblichiamo il discorso tenuto l’11 gennaio 2018 dall’Archimandrita Evangelos Yfantidis, Vicario Generale dell’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta, alla Facoltà Teologica del Triveneto a Padova.
Il Rev.mo Vicario Generale dell’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta, p. Evangelos Yfantidis, Archimandrita del Trono Ecumenico, è nato a Kavala (Grecia) il 14 ottobre 1975. Dopo aver frequentato il Liceo Ecclesiastico della propria città, si è laureato presso la Facoltà di Teologia dell’Università Aristotele di Salonicco, dove ha anche conseguito un Master in Teologia Dogmatica e Storia della Chiesa. Nel 2006 ha ottenuto un primo Dottorato di Ricerca presso la stessa Università. Presso la Facoltà di Storia e Beni Culturali della Chiesa della Pontificia Università Gregoriana di Roma si è specializzato in storia contemporanea, conseguendo una Licenza e nel 2012 un secondo Dottorato di Ricerca. Ordinato Diacono e Presbitero da S. Em.za Rev.ma il Metropolita Gennadios Zervos, Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta, ha servito diverse parrocchie in Italia, tra le quali Perugia e Milano, ed è attualmente Parroco della storica Comunità dei Greci Ortodossi a Venezia, Rettore della Cattedrale di San Giorgio dei Greci a Venezia e Vicario Generale dell’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta. Si è occupato in modo particolare della pastorale giovanile e famigliare.
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.