I paradossi del cattolicesimo borghese (4). La mancanza di un’autorità nella Chiesa.

da Iltuttonelframmento.blogspot.com, il blog di Fabio Cittadini.

Anche nella Chiesa, dove si dovrebbe vivere da figli rivolti ad un Padre, si vive quella tendenza tipica della cultura contemporanea che ha liquidato i padri. E questo non solo perché i figli vogliono fare a meno dei padri, ma anche perché i padri non sanno essere tali.

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La libraia di Mosul. Rinascere dopo l’Isis – Finis Terrae #3

Un villaggio iracheno devastato dalla furia dello Stato islamico, una ragazza coraggiosa che nel contesto della ricostruzione decide di creare una piccola libreria che si trasforma in un polo di rinascita culturale e sociale: è la storia che vi raccontiamo nella nuova puntata di “Finis terrae. Storie oltre i confini”, la trasmissione quindicinale realizzata da “Mondo e Missione” insieme agli studenti della Scuola di giornalismo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. La voce di Janan Shaker Elias, giovane appartenente alla comunità yazida, ci porta a scoprire anche la pluralità etnica e religiosa della Piana di Ninive minacciata dal fondamentalismo, e le sfide dell’Iraq contemporaneo tra immobilismo politico e voglia di cambiamento della nuova generazione.

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A noi la Pace, please!

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

In un mondo sempre più polarizzato, oggi parlare di pace, anche per un pastore evangelico, diventa per alcuni un’eresia, per altri un’ideologia. Non si può parlare di pace, spirituale e sociale, senza essere etichettati e strumentalizzati da estremismi contrapposti. La via media, declamata da Aristotele, sembra perdersi nei pochi rivoli di cuori pensanti che, consapevoli di quanto la pace sia una necessità indifferibile, provano a far sentire la loro voce. Voce che sembra spegnersi nel deserto dell’indifferenza. La via della pace indicata da Gesù suscita persino ilarità e viene relegata nel mondo dei sogni. Eppure è di pace che l’umanità ha urgentemente bisogno, ora, non un domani nebbioso!

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Che c’entra con noi la guerra in Congo? – Finis Terrae #2

Negli ultimi mesi la guerra è tornata a insanguinare pesantemente l’est della Repubblica democratica del Congo, un Paese africano che da decenni ormai non trova pace. Alla vigilia del viaggio di Papa Francesco – che dal 31 gennaio al 5 febbraio oltre a questo martoriato Paese toccherà anche il Sud Sudan – abbiamo chiesto all’attivista congolese John Mpaliza di aiutarci a capire le cause di una guerra dimenticata, che negli ultimi 25 anni ha coinvolto anche gli Stati confinanti provocando circa dieci milioni di vittime. Un conflitto non solo “africano”, alimentato dalla crescente domanda internazionale dei minerali utilizzati soprattutto nell’industria dell’hi-tech e delle auto elettriche. Ad alzare la voce contro la violenza indiscriminata che colpisce i civili, e soprattutto le donne, c’è anche il Premio Nobel Denis Mukwege, il medico che ha dedicato la vita a curare le vittime degli stupri di guerra. Anche di lui parliamo in questa nuova puntata di “Finis Terrae. Storie oltre i confini” la trasmissione quindicinale realizzata da “Mondo e Missione” insieme agli studenti della Scuola di giornalismo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

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Il vescovo del Donbass – Finis Terrae #1

Come vivere da cristiani dentro una guerra come quella in corso in Ucraina, una guerra tra cristiani, dove le armi e le posizioni politiche arrivano oggi a intrecciarsi pericolosamente con l’appartenenza e Chiese e confessioni diverse? È una delle domande che abbiamo rivolto a mons. Maksym Ryabukha, giovane vescovo ausiliare dell’esarcato di Donestk, nel cuore del Donbass conteso tra russi e ucraini. Mons. Ryabukha vive a Zaporizzja, non lontano dalla centrale nucleare che abbiamo imparato a conoscere nelle cronache della guerra. Con la sua testimonianza prende il via “Finis Terrae. Storie oltre i confini” la nuova trasmissione quindicinale realizzata dalla redazione di Mondo e Missione insieme agli studenti della Scuola di giornalismo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

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«La povertà e i poveri sono una profezia da ascoltare». Un testo di p. David Maria Turoldo

Oggi, in questo tempo così balordo e diseguale; in un tempo nel quale sempre più si concentrano ricchezze nelle mani di pochi, e sempre più dilaga la miseria e la fame nel mondo… Vorrei che fossimo tutti convinti di quanto sia giusta la tesi, condivisa oggi anche da scienziati, di rifarci alla povertà quale valore ispirante la stessa economia.

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I paradossi del cattolicesimo borghese (3): Il peso della storia e la difficile riforma della Chiesa

da Iltuttonelframmento.blogspot.com, il blog di Fabio Cittadini.

La Chiesa attuale è così perché ha alle spalle una storia che pesa. Questa storia è perlopiù costituita da quel particolare e intricato rapporto che si è instaurato con lo Stato tanto che essere suddito o cittadino voleva dire essere cattolico e viceversa. Oggi, in un sistema di libertà religiosa e di pluralismo religioso, non è possibile l’equivalenza cattolico = cittadino. Mentre qualche secolo fa in uno Stato vi era una sola confessione cristiana o al massimo due, oggi vi possono essere più confessioni cristiane, più religioni, perfino chi non crede.

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I paradossi del cattolicesimo borghese (2): Grazia e natura: una lezione non compresa!

da Iltuttonelframmento.blogspot.com, il blog di Fabio Cittadini.

Per un momento chiediamoci : «Che cosa è la grazia?». Senza fare il resoconto delle risposte che la chiesa, nel corso dei secoli, ha dato, possiamo definire la grazia, dal punto di vista antropologico, come il naturale desiderio di vedere Dio. Essendo questo, come ha sottolineato il grande teologo de Lubac ormai più di sessanta anni fa, un desiderio proprio di ogni uomo, un desiderio ,cioè, che è inscritto nella natura di ogni uomo, la grazia è data a tutti.

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I paradossi del cattolicesimo borghese (1): evviva l’etica …. ma non troppo!

da Iltuttonelframmento.blogspot.com, il blog di Fabio Cittadini.

In queste brevi riflessioni voglio evidenziare alcune storture dell’attuale modo di essere cattolici. Queste storture vengono qui chiamati paradossi, benché il senso etimologico della parola lo sconsiglierebbe, e sono tipiche di un cattolicesimo borghese, cioè di quel cattolicesimo praticato e vissuto nei Paesi che economicamente sono più avvantaggiati. L’individuazione di questi paradossi non vuole essere una critica, ma una presa di coscienza, un rendersi conto di ciò che svilisce o abbrutisce la testimonianza dei cattolici in quei Paesi. Ci si colloca, pertanto, dentro un punto di vista che è interno alla Chiesa, perché proviene dall’esperienza e dalla riflessione nella Chiesa e sulla Chiesa, ma che è allo stesso tempo esterno, facendo proprie le ragioni di coloro che, pur affascinati dal Vangelo, sono fuori dalla Chiesa. Il primo paradosso che vorrei affrontare lo vorrei intitolare così: Evviva l’etica ma … non troppo!”.

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«Non vivere nella menzogna. Aleksandr Solženicyn e l’imperativo biblico». Conferenza con Adalberto Mainardi

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Nell’ambito del ciclo “Bibbia, letteratura, filosofia” promosso dalla Biblioteca Salita dei Frati di Lugano, martedì 21 marzo 2023 si è tenuta una relazione di Adalberto Mainardi dedicata allo scrittore dissidente Aleksandr Solženicyn (1918-2008), autore di Arcipelago GulagReparto C e altri capolavori di epoca sovietica. Ha introdotto la serata Fernando Lepori.

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Intelligenza artificiale e vita ebraica: il caso dell’Haggadah illustrata

da Joimag.it, il sito dell’associazione JOI, Jewish Open Inclusive.

La domanda se l’Intelligenza Artificiale possa entrare in sinagoga e più in generale nella vita quotidiana ebraica ha cominciato a circolare già da un po’. All’inizio di quest’anno, ad esempio, il rabbino senior di New York Josh Franklin, del Jewish Center of the Hamptons, aveva pronunciato un sermone un po’ particolare. Strutturalmente impeccabile, era stato scritto utilizzando, il chatbot ChatGPT, un programma di AI capace di produrre testi a partire dal suggerimento di temi e parole chiaveLa cosa sconvolgente era che la maggior parte della congregazione newyorkese era convinta che il testo fosse stato redatto da un ministro del culto. Da qui le inevitabili resistenze verso l’ennesimo ritrovato tecnologico potenzialmente capace di sostituirsi all’uomo, portando via non solo posti di lavoro, ma soprattutto mettendo in discussione l’insostituibilità della mente umana. Per fugare questi timori lo stesso Franklin aveva affermato che, per quanto i sermoni prodotti dal software fossero tecnicamente perfetti, sarebbero comunque sempre stati privi di anima.

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La generazione Z e il desiderio di vita piena. «Ho nostalgia della guerra»

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

I ragazzi che si sono diplomati ultimamente alla Scuola per Attori, del Teatro Stabile di Torino, hanno costituito una compagnia teatrale i “Potenziali Evocati Multimediali” (PEM). Diretti dal regista Gabriele Vacis, dall’inizio del 2023, portano in scena l’Antigone di Sofocle, in una versione molto post moderna. Nella fase iniziale della preparazione dello spettacolo teatrale, Vacis ha chiesto ai suoi giovani attori di riflettere personalmente sui temi e le domande esistenziali di Antigone. Lorenzo Tombesi, uno di essi, 24 anni scarsi, ha prodotto questo monologo che sta spopolando sui social.

A vederlo sembrerebbe davvero l’intervento fatto in uno di quei momenti di “autogestione” scolastica che i “millenials”, fino a qualche anno fa ancora chiedevano, quasi come un “ora d’aria”, per sopravvivere alla scuola. In realtà si tratta, invece, di una sorta di rivelazione del “fuoco sotto la cenere”, cioè di ciò che la generazione Z vive e non dice, e spesso non sa nemmeno dire: desiderio di vita piena, nascosto sotto ad un equilibrio fragile, forse più stabile e meno passivo di quello dei millenials, ma pur sempre precario.

Il monologo teatrale «Ho nostalgia della guerra»

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Nessuno può salvarsi da solo. Ripartire dal Covid-19 per tracciare insieme sentieri di pace

1 gennaio 2023, messaggio di Sua Santità Francesco per la cinquantaseiesima Giornata mondiale della Pace

Riguardo poi ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva; infatti sapete bene che il giorno del Signore verrà come un ladro di notte.

 Prima Lettera di San Paolo ai Tessalonicesi 5,1-2

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«Er presepio». Una poesia di Trilussa.

Trilussa è lo pseudonimo anagrammatico di Carlo Alberto Camillo Salustri (1871-1950), è stato un poeta, scrittore e giornalista italiano, particolarmente noto per le sue composizioni in dialetto romanesco.

La poesia “Er Presepio” ricorda che la tradizione del presepe non è allestire una “neutra” decorazione natalizia, una semplice arte o un’abitudine. Non importa se si è credenti o meno, ma il pensiero Cristiano è amore, è perdono, è aiutare il prossimo, è schierarsi con chi soffre. Il pensiero di Cristo è schierarsi dalla parte dei più deboli. E’ accettare la diversità in tutti i suoi aspetti. 

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Farsi carico, oggi, del bene possibile

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Mi sono chiesto: su cosa si può fissare lo sguardo nell’attuale panorama sociale, politico, ecclesiale? In questi giorni c’è l’imbarazzo della scelta.

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Acli: oltre i muri del carcere

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Un’apprezzata ricerca curata dall’Iref, Istituto di ricerca delle Acli nazionali, sul ruolo del Terzo settore nelle carceri, è stata presentata recentemente presso la Casa Circondariale di Busto Arsizio. È un’analisi approfondita che documenta l’impegno del “non profit” con le persone detenute: un lavoro che mira prima di tutto al reinserimento nella società.

Nel report sono descritte le attività che il Terzo settore – e in particolare le Acli – ha avviato per rendere più umano il carcere e accompagnare i detenuti durante il periodo di reclusione e nel postcarcere.

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“Lettera a chi manifesta per la pace. Liberi insieme dalla guerra”. Card. Matteo Maria Zuppi

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Cara amica e caro amico,

sono contento che ti metti in marcia per la pace. Qualunque sia la tua età e condizione, permettimi di darti del “tu”. Le guerre iniziano sempre perché non si riesce più a parlarsi in modo amichevole tra le persone, come accadde ai fratelli di Giuseppe che provavano invidia verso uno di loro, Giuseppe, invece di gustare la gioia di averlo come fratello. Così Caino vide nel fratello Abele solo un nemico.

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«Canto dei morti invano». Poesia di Primo Levi

Sedete e contrattate
A vostra voglia, vecchie volpi argentate.

Vi mureremo in un palazzo splendido
Con cibo, vino, buoni letti e buon fuoco
Purché trattiate e contrattiate
le vite dei nostri figli e le vostre.

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«Disattenzione». Una poesia di Wislawa Szymborska

Ieri mi sono comportata male nel cosmo.

Ho passato tutto il giorno senza fare

domande,

senza stupirmi di niente.

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Esprit, novant’anni dalla «parte giusta»

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Fondata nel 1932 dal filosofo cattolico Emmanuel Mounier, la rivista francese Esprit festeggia i suoi novant’anni. (…). Non sono tante le riviste che arrivano a tagliare un simile traguardo e sono ancora di meno quelle che lo fanno essendo state per gran parte della loro esistenza dal «lato giusto» della storia.

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