Teologia della prosperità: il pericolo di un Vangelo diverso

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

«Teologia della prosperità»: questo è il nome più conosciuto e descrittivo di una corrente teologica neo-pentecostale evangelica. Il nucleo di questa «teologia» è la convinzione che Dio vuole che i suoi fedeli abbiano una vita prospera, e cioè che siano ricchi dal punto di vista economico, sani da quello fisico e individualmente felici. Questo tipo di cristianesimo colloca il benessere del credente al centro della preghiera, e fa del suo Creatore colui che realizza i suoi pensieri e i suoi desideri. Il rischio di questa forma di antropocentrismo religioso, che mette al centro l’uomo e il suo benessere, è quello di trasformare Dio in un potere al nostro servizio, la Chiesa in un supermercato della fede, e la religione in un fenomeno utilitaristico ed eminentemente sensazionalistico e pragmatico. Questa immagine di prosperità e benessere fa riferimento al cosiddetto American dream, al «sogno americano». In sé questo «sogno» è la visione di una terra e di una società intese come un luogo di opportunità aperte.

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La trappola del Vangelo della prosperità

da Aleteia.org, Rete Globale Cattolica.

Dio ci vuole bene, ci ama. Anzi, vuole colmarci dei suoi beni. Lo insegna la Bibbia e lo dice Gesù nel Vangelo: “Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà” (Giovanni 16,23). Il problema è che in alcune denominazioni o chiese di Oltreoceano (ma non solo), questa generosità divina ha assunto una caratteristica particolare, materiale e non escatologica, che riduce Dio ad un mero erogatore di beni, come se fosse un Bancomat senza limiti.

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La vita, le lacrime e l’amore di Ekaterina Gumenjuk: storie della diaspora russa

da Ortodossiatorino.net, il sito della parrocchia ortodossa del Patriarcato di Mosca a Torino dedicata a San Massimo.

Vi presentiamo la traduzione italiana della storia di Ekaterina Gumenjuk, sposata Triantafillidis, una fedele ortodossa di San Francisco che ha vissuto una vita di emigrazioni e sofferenze in tre continenti, senza perdere la fede e la serenità.

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Sui cattolici romani e sul cattolicesimo romano. Lo schietto punto di vista del sacerdote ortodosso padre Andrew Phillips

Pubblichiamo su La Bottega di Nazareth un intervento dell’arciprete Andrew Phillips (n. 1956), un sacerdote inglese della Chiesa Ortodossa Russa al di fuori della Russia (ROCOR), rettore della chiesa di san Giovanni di Shanghai nella sua città natale di Colchester, Essex, nel Regno Unito. L’articolo (originariamente pubblicato sul blog del sito Orthodox England e poi tradotto in italiano su Ortodossiatorino.net) scritto come risposta ad una domanda fatta a padre Phillips è un’opinione schietta e diversa da quelle che normalmente siamo abituati a leggere in Italia sul cristianesimo e le sue divisioni. Si può non essere d’accordo, ma ascoltare un punto di vista alternativo e vedersi attraverso gli occhi di un altro diverso da te è sempre un’esperienza intellettualmente salutare.

da Ortodossiatorino.net, il sito della parrocchia ortodossa del Patriarcato di Mosca a Torino dedicata a San Massimo.

Padre Andrew Phillips risponde a una domanda che dovrebbe interessare a ogni ortodosso che vive in Italia, e che prima o poi deve saper dare un giudizio storico e teologico sul cattolicesimo romano, facendo attenzione a non trattare nello stesso modo le idee e i fedeli che credono sinceramente in tali idee.

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Fare missione nel mondo con una nuova prospettiva

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

La Società missionaria battista inglese alla prova della multiculturalità in nuovi scenari. Ne parliamo con il direttore Mark Ord, che è stato a lungo in Italia.

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Gli auguri di Pasqua 2018 di papa Tawadros a papa Francesco e quelli ai copti di tutto il mondo

da Diocesicoptamilano.com, diocesi cristiana copta ortodossa di Milano.

Tawadros II, capo della Chiesa copta ortodossa e patriarca di Alessandria, ha voluto far giungere ai suoi fedeli il tradizionale discorso pasquale e a papa Francesco i suoi auguri di Buona Pasqua in un video-messaggio girato dall’agenzia SIR. Le Chiese ortodosse celebrano la Pasqua una settimana dopo rispetto ai cattolici, quest’anno domenica 8 aprile, secondo il calendario giuliano.

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