Sui cattolici romani e sul cattolicesimo romano. Lo schietto punto di vista del sacerdote ortodosso padre Andrew Phillips

Pubblichiamo su La Bottega di Nazareth un intervento dell’arciprete Andrew Phillips (n. 1956), un sacerdote inglese della Chiesa Ortodossa Russa al di fuori della Russia (ROCOR), rettore della chiesa di san Giovanni di Shanghai nella sua città natale di Colchester, Essex, nel Regno Unito. L’articolo (originariamente pubblicato sul blog del sito Orthodox England e poi tradotto in italiano su Ortodossiatorino.net) scritto come risposta ad una domanda fatta a padre Phillips è un’opinione schietta e diversa da quelle che normalmente siamo abituati a leggere in Italia sul cristianesimo e le sue divisioni. Si può non essere d’accordo, ma ascoltare un punto di vista alternativo e vedersi attraverso gli occhi di un altro diverso da te è sempre un’esperienza intellettualmente salutare.

da Ortodossiatorino.net, il sito della parrocchia ortodossa del Patriarcato di Mosca a Torino dedicata a San Massimo.

Padre Andrew Phillips risponde a una domanda che dovrebbe interessare a ogni ortodosso che vive in Italia, e che prima o poi deve saper dare un giudizio storico e teologico sul cattolicesimo romano, facendo attenzione a non trattare nello stesso modo le idee e i fedeli che credono sinceramente in tali idee.

Cosa ne pensa dei cattolici?

Presumo che con questo lei intenda i cattolici romani. Non voglio offenderla, ma penso che la sua domanda sia priva di significato. È un po’ come chiedermi cosa penso degli esseri umani! Prima di tutto, quali cattolici romani? Quelli in Polonia o quelli in Uganda? Quelli in Brasile o quelli in Inghilterra? Vecchi o giovani? Ricchi o poveri? Neri o bianchi? Tradizionalisti o modernisti? Papisti o anti-papisti? Ho incontrato alcuni cattolici devoti e virtuosi che non farebbero mai del male a nessuno e che amano anche la nostra Chiesa. Ma so anche di cattolici nell’estremo occidente di quella che per il momento è chiamata “l’Ucraina”, che girano con un ritratto del loro confratello cattolico, Hitler, che onorano la memoria dei loro nonni che erano nelle Waffen SS e massacravano ebrei, polacchi, e russi, e che oggi picchiano nonne ortodosse e si impadroniscono di chiese ortodosse. Perché il Vaticano tolleri queste persone che lo screditano totalmente, non ne ho idea.

Potrei ribaltare la domanda e chiederle: ‘Cosa ne pensa degli ortodossi?’. Io posso pensare a ortodossi che vanno in chiesa tutti i giorni e ad altri che ci vanno solo tre volte nella loro vita, per così dire. L’apostolo Paolo era ortodosso, ma lo era anche Stalin. Certo, non li paragonerei mai tra loro. Tuttavia, se la sua domanda riguarda davvero il cattolicesimo romano, allora posso risponderle.

Il cattolicesimo romano è una diramazione del cristianesimo, spesso chiamato cristianesimo ortodosso, che è la fede della Chiesa (ortodossa). Il cattolicesimo romano si è separato dalla Chiesa e dal cristianesimo 1.000 anni fa e presto ha cominciato a scindersi in varie altre sette protestanti, le più note delle quali sono effettivamente chiamate “protestanti”. Il cattolicesimo romano fu fondato su due idee nuove:

La prima nuova idea, apparsa nell’ottavo secolo nell’attuale Germania, rifiutata ufficialmente nel nono secolo, e poi definitivamente accettata nell’undicesimo secolo, è quella che lo Spirito Santo, la fonte della verità, l’ispirazione e l’autorità possono viene dalla natura umana. Questo fu l’inizio dell’umanesimo, il culto dell’umanità decaduta e così del peccato. Nella sua forma religiosa, ciò ha portato al culto morboso della sofferenza della natura umana, del sangue, della morte e della colpa e della condanna intollerante degli altri. Più tardi, nella sua forma secolare, ha portato alla deificazione di tutti coloro che confessano questo umanesimo e quindi all’ateismo (la superstizione straordinaria che l’uomo è stato creato ed esiste senza Dio!), che rigetta intrinsecamente la Chiesa e il cristianesimo (ortodosso), tentando di renderli irrilevanti riducendoli a un mero folklore esotico, “orientale” / “bizantino” / “greco” oppure a una propaggine del platonismo.

La seconda idea, resuscitata dal paganesimo romano, era che il vescovo di Roma aveva il potere universale, essendo l’infallibile sostituto di Dio (“vicario”) sulla terra! In altre parole, sia Cristo che lo Spirito Santo furono sostituiti da un uomo peccatore. Straordinariamente, questo concetto di deificazione automatica di un uomo dal suo ufficio è stato imposto con la forza e alcune persone ci hanno creduto davvero! Più tardi, nella sua forma secolare, nel corso del XVI secolo, ciò portò alla deificazione di chiunque si fosse assunto il manto del paganesimo romano, risultando in vari imperi sfruttatori europei atlantici: portoghesi, spagnoli, francesi, olandesi, britannici, ecc. Tutti questi imperi sono caduti, non essendo riusciti a diventare completamente globali, e oggi sono stati sostituiti dall’Impero americano. Centrato nella Casa Bianca a Washington, di fronte all’Atlantico e all’Europa, con la sua architettura puramente pagana, questo è il primo tentativo di creare un impero veramente globale e incontrastato.

Il cattolicesimo romano, la fonte ultima del secolarismo ateo, continua ad esistere. Tuttavia, prospera solo al di fuori del mondo occidentale, che lo ha dato alla luce e da allora lo ha respinto, nelle colonie occidentali dell’Europa orientale, in America Latina, in Africa e nelle Filippine. Invece il laicismo ateo, suo nipote illegittimo (un nipote generato dal protestantesimo), prospera ancora.

p. Andrew Phillips

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