La messa sul mondo, di padre Pio Parisi

da Incontripioparisi.it, Incontri Pio Parisi, discernimento e solidarietà.

Dopo aver scritto “L’etica dal mistero”, che non è un libretto di devozione; dopo aver comunicato agli amici qualche riflessione sulla potenza dello Spirito Santo che “fa vivere e santifica l’universo” (preghiera eucaristica III), in modo che tutto converga; dopo aver riflettuto sulla fede che non spiega i problemi che noi ci poniamo, ma tutto illumina di una luce trascendente: tento la conclusione di un itinerario e un intervento propositivo.

La conclusione di un itinerario

È questa una espressione molto ambigua e presuntuosa. In realtà è solo un punto di arrivo dei miei tentativi di comunicare in amicizia spirituale quel che ho capito negli ultimi mesi.

La Messa è “fons et culmen”, come dice il Concilio Vaticano II. Dalla sorgente al mare aperto, che qui può simboleggiare la pienezza della vita, la comunione di tutta l’umanità passata, presente e futura, con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Questo è l’itinerario per cui siamo creati. La vera conclusione è il compimento, ciò che è già e non ancora.

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Quale prete per quale chiesa?

da Pretioperai.it, il sito dell’archivio e della rivista dei PO.

Non fu il cristianesimo a convertire l’impero romano all’epoca di Costantino. Furono i romani a convertire la Chiesa in potenza imperiale. Allo stesso modo non fu il cristianesimo a evangelizzare l’Occidente, ma fu il capitalismo occidentale a impregnarlo del suo spirito usuraio, individualistico, competitivo.

Frei Betto, Adista doc. 20.05.2016 p.8

Il sogno di una “Chiesa altra” l’abbiamo ereditato dal Concilio e l’abbiamo fatto nostro con la scelta del lavoro operaio. Tra le motivazioni che ci hanno spinto ad andare in fabbrica, quelle “ecclesiali” erano di grande rilevanza. Io le avevo espresse con queste parole:

  • passare davvero da una Chiesa gerarchica piramidale alla “Chiesa Popolo di Dio”
  • abbandonare ogni privilegio e ogni forma di potere, per essere “uomo tra gli uomini”
  • vivere del mio lavoro, rinunciando a qualsiasi provento legato al ministero
  • concretizzare un nuovo modello di prete inserito nella vita della gente comune.

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I preti continuano a diminuire. Ma nessuno è stato battezzato prete

da Santalessandro.org, settimanale online diocesi di Bergamo.

“Ci dovremo abituare alla scomparsa della tradizionale figura del parroco, guida unica della chiesa che sorge vicino a casa nostra, factotum per i sacramenti, il culto, l’oratorio e le attività sociali.“ Cosi scrivono Domenico Agasso e Andrea Tornielli su “La Stampa” di qualche giorno fa. Continua a leggere

Un educatore in ogni parrocchia

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Oggi andrebbe fortemente incentivata la presenza, in ogni oratorio, dell’educatore laico: un uomo o una donna, maturi umanamente e nella fede, con una formazione specifica in campo educativo e cristiano, responsabili delle molteplici attività che avvengono nel settore giovanile. Continua a leggere

Il cavolo e/o la cipolla

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Il cavolo e/o la cipolla. I gentili commentatori del mio ultimo post hanno evocato una metafora, quella per cui il concilio avrebbe semplificato/depauperato la fede «come un cavolo che togliendo uno strato di foglie alla volta si era ridotto ad un misero torsolo». Il paragone che invece coltivo da tempo per immaginare il mio ormai semisecolare cammino cristiano si riferisce a un altro ortaggio, ma nient’affatto dissimile: la cipolla, fatta di strati sovrapposti. Continua a leggere

I responsabili irresponsabili

da Interris.it, online international newspaper – con i piedi in terra guardando il cielo.

Un responsabile saggio, un vero padre e maestro, un degno governante e amministratore lo si può riconoscere confrontandosi sulle profonde parole che Papa Francesco ha proferito al ritorno da Fatima:

Bisogna cercare le porte che sono un po’ aperte, entrare e parlare di cose comuni. Andare avanti, passo passo. La pace è artigianale, si fa ogni giorno. Anche l’amicizia tra le persone, la conoscenza, la stima è artigianale, si fa tutti i giorni. Avere rispetto dell’altro, dire come la pensa uno, ma con rispetto camminare insieme, essere molto sinceri.

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Parrocchia e città: contestazione della solitudine

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.  Continua a leggere