Obiezione, vostro onore

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

A inizio anno ci fu il caso dei sindaci disobbedienti rispetto al decreto sicurezza. E ora, che nelle strade iniziano a vedersi gli effetti del decreto sicurezza, ci saranno forse altre disobbedienze, altre resistenze, possibili obiezioni di coscienza. Si può dar riparo ad un clandestino? Si può assistere inermi alla via crucis di persone che pare non abbiano alcun luogo al mondo dove poter stare senza aizzare questioni di gravità politica? Già il pacchetto sicurezza del 2009 aveva sollevato una serie di questioni poi irrisolte o poco chiare, sia sotto il profilo pratico (il reato di clandestinità è difficile da punire, si può dare una multa salata a chi non ha i soldi?) sia sotto il profilo morale (si può ospitare un povero straniero senza casa? Pare di sì, secondo la Corte di cassazione). Sia col Pacchetto sicurezza sia col Decreto sicurezza sono emerse molte voci a denunciare la legge stessa, la sua giustizia interna (è una legge giusta?) e quindi il suo rispetto. Tenendo conto che in uno Stato democratico le leggi vanno rispettate, quali sono le condizioni per una obiezione di coscienza?

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Due giugno: cosa c’è da sapere

da Interris.it, online international newspaper – con i piedi in terra guardando il cielo.

Il 9 giugno del 1946 – 7 giorni dopo la celebrazione del referendum istituzionale – gli italiani andarono a letto da sudditi e si risvegliarono il giorno dopo da cittadini. Differenza semantica che sanciva il passaggio definitivo dalla Monarchia alla Repubblica. Continua a leggere

Quale destino per il reato di tortura in Italia?

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Il Senato ha approvato il disegno di legge che prevede l’introduzione del reato di tortura in Italia. Con l’approvazione del 17 maggio si è arrivati alla terza discussione e a innumerevoli modifiche e ora si attende il giudizio della Camera. Il disegno di legge è stato criticato per essere un compromesso al ribasso e lo stesso senatore Luigi Manconi, che era stato il promotore della legge nella sua prima versione, si è astenuto dal voto poiché si trattava di un testo “mediocre”. Ne abbiamo parlato con Massimo Corti, presidente di Acat, l’Azione dei Cristiani per l’Abolizione della Tortura. Continua a leggere

I pugnali sikh, la Cassazione, i “valori” e la libertà religiosa

da Interris.it, online international newspaper – con i piedi in terra guardando il cielo e da Aggiornamentisociali.it, la rivista dei gesuiti per orientarsi nel mondo che cambia.

Proponiamo due articoli sulla discussa sentenza della corte di Cassazione che condanna un appartenente alla religione Sikh denunciato perché portava alla cintola il Kirpar, un pugnale che è simbolo religioso irrinunciabile. A generare polemica la motivazione che chiama in causa non tanto il rispetto della legge italiana quanto degli imprecisati valori della società occidentale. Il primo articolo, i sikh contro la cassazione: “pugnale vietato: offesa la nostra fede”, contiene una intervista a un ventiseienne indiano residente in Italia; il secondo, I pugnali sikh e il pragmatismo che manca, è il parere di Maurizio Ambrosini, sociologo esperto di migrazioni e direttore della rivista Mondi migranti. Continua a leggere