Rosh haShanà. Al richiamo dello Shofar aprirai la tua mano a tuo fratello…

da Mosaico-cem.it, sito ufficiale della comunità ebraica di Milano.

Rosh haShanà 5780

Lo Shofar è simbolo di generosità, un invito a rompere la soffocante prigione dell’Io e a guardare davvero l’Altro. Ascoltarne il suono a Rosh haShanà non è solo una Mitzvà: è un messaggio di speranza, di pazienza, di ottimismo. Un appello a guardare il mondo intorno a noi in costante crescita, in un movimento che va dalla “strettezza alla larghezza”.

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Gli animali nel Nuovo Testamento

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Gli animali sono ben presenti nel Nuovo Testamento, dove in genere assumono un ruolo simbolico, sia esso positivo o negativo. Se certo non faceva parte di quella cultura la sensibilità animalista che si sta sviluppando oggi, questo non ci impedisce di cogliere, soprattutto dietro alcune parole di Gesù, attenzione e amore per il creato.

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Gli animali nell’Islam

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Nel Corano vari passi parlano di animali. Alcuni aiutano al pentimento dell’essere umano davanti al peccato, altri si fanno metafora della bellezza di tutto il creato. Tuttavia, il messaggio più importante è che l’uomo è il luogotenente del Creatore, l’unico vero custode della Vita, compito che deve essere svolto con grande responsabilità.

È interessante notare che il testo coranico non solo cita diversi animali, ma addirittura intitola loro cinque capitoli (sure). Il secondo capitolo, che è anche il più lungo in assoluto, si chiama La giovenca, il capitolo 16 Le api, il 27 è dedicato a Le formiche, il 29 è il capitolo de Il ragno, mentre il 105 è intitolato a L’elefante. Il sesto capitolo, Gli armenti, invece comprende tutte le specie a quattro zampe.

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Contemplare il volto di Dio: 4) Il volto del Dio del tempio. Di Rosanna Virgili

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Rosanna Virgili ci offre dieci schede per la meditazione invitando a contemplare il volto di Dio e aiutando a riflettere sul modo in viviamo questo nostro tempo.

4. Il volto del Dio del tempio. Un tempio profanato

Nell’anno sesto, nel sesto mese, il cinque del mese, mentre mi trovavo in casa e dinanzi a me sedevano gli anziani di Giuda, la mano del Signore Dio si posò su di me  e vidi qualcosa dall’aspetto d’uomo: da ciò che sembravano i suoi fianchi in giù, appariva come di fuoco e dai fianchi in su appariva come uno splendore simile al metallo incandescente. Stese come una mano e mi afferrò per una ciocca di capelli: uno spirito mi sollevò fra terra e cielo e in visioni divine mi portò a Gerusalemme, all’ingresso della porta interna, che guarda a settentrione, dove era collocato l’idolo della gelosia, che provoca gelosia. Ed ecco, là era la gloria del Dio d’Israele, simile a quella che avevo visto nella valle.

Mi disse: “Figlio dell’uomo, alza gli occhi verso settentrione!”. Ed ecco, a settentrione della porta dell’altare l’idolo della gelosia, proprio all’ingresso. Mi disse: “Figlio dell’uomo, vedi che cosa fanno costoro? Guarda i grandi abomini che la casa d’Israele commette qui per allontanarmi dal mio santuario! Ne vedrai altri ancora peggiori”. 

Mi condusse allora all’ingresso del cortile e vidi un foro nella parete. Mi disse: “Figlio dell’uomo, sfonda la parete”. Sfondai la parete, ed ecco apparve una porta. Mi disse: “Entra e osserva gli abomini malvagi che commettono costoro”.  Io entrai e vidi ogni sorta di rettili e di animali obbrobriosi e tutti gli idoli della casa d’Israele raffigurati intorno alle pareti. Settanta anziani della casa d’Israele, fra i quali vi era Iaazania, figlio di Safan, ritto in mezzo a loro, stavano davanti ad essi, ciascuno con il turibolo in mano, mentre il profumo saliva in nubi d’incenso. Mi disse: “Hai visto, figlio dell’uomo, quello che fanno gli anziani della casa d’Israele nelle tenebre, ciascuno nella stanza recondita del proprio idolo? Vanno dicendo: “Il Signore non ci vede, il Signore ha abbandonato il paese””. Poi mi disse: “Vedrai che si commettono abomini peggiori di questi”.

Mi condusse all’ingresso della porta del tempio del Signore che guarda a settentrione e vidi donne sedute che piangevano Tammuz.  Mi disse: “Hai visto, figlio dell’uomo? Vedrai abomini peggiori di questi”.

Mi condusse nel cortile interno del tempio del Signore; ed ecco, all’ingresso dell’aula del tempio, fra il vestibolo e l’altare, circa venticinque uomini, con le spalle voltate al tempio e la faccia a oriente che, prostrati, adoravano il sole. Mi disse: “Hai visto, figlio dell’uomo? Come se non bastasse per quelli della casa di Giuda commettere simili abomini in questo luogo, hanno anche riempito il paese di violenze, per provocare la mia collera. Eccoli, vedi, che si portano il ramoscello sacro alle narici. Ebbene, anch’io agirò con furore. Il mio occhio non avrà pietà e non avrò compassione: manderanno alte grida ai miei orecchi, ma non li ascolterò”.

Ez 8,1-18

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4 modi in cui i genitori annoiano i loro figli fino a portarli fuori dal cristianesimo

da Ortodossiatorino.net, il sito della parrocchia ortodossa del Patriarcato di Mosca a Torino dedicata a San Massimo.

In questi giorni in cui riprendono gli studi, molte chiese ortodosse si attivano per riaprire i propri programmi di scuola domenicale per i bambini, in vista di una loro educazione cristiana. Il portale Pravmir ha pensato anche di darci un avvertimento ospitando un articolo dell’autrice ed educatrice evangelica americana Natasha Crain, che ci aiuta a riflettere se proprio questo programma di scuole domenicali ripetitive, assieme a un’assenza di conversazioni con i figli sui temi di fede che li potrebbero davvero motivare, non faccia in realtà poco bene e molto male ai bambini, portandoli fuori della vita della Chiesa come effetto di semplice noia. Vi presentiamo la traduzione italiana dell’articolo di Natasha Crain.

Il momento clou della mia estate è stata una vacanza in famiglia nel parco nazionale di Kings Canyon. Dietro il nostro campeggio scorreva un fiume meraviglioso al quale sono tornata più volte nel corso del nostro viaggio. Ogni volta che ci andavo, mi sedevo e meditavo sulle “grandi domande” della vita. C’è qualcosa nella maestosità del creato che fa nascere un profondo senso di timore reverenziale su chi è Dio, cosa ha fatto, chi siamo noi e il senso della vita.

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Nulla è scarto, nella visione biblica del Creato

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Dal 1 settembre al 4 ottobre le chiese sono invitate a partecipare al “Tempo del Creato”, periodo liturgico osservato in tutto il mondo per riflettere, pregare insieme e agire per la salvaguardia del Creato Anche quest’anno è stato prodotto un dossier con materiali biblici e liturgici dalla Commissione Globalizzazione e ambiente (GLAM) della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI).

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Bereshit 25 Un pezzo di terra da comprare. Di rav Alfonso Arbib

Proponiamo le lezioni di rav Alfonso Arbib sul libro di Bereshit (Genesi) a cura del Rabbinato Centrale di Milano.

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L’acacia del deserto e l’Arca dell’alleanza

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

Due parashot dopo quella della concessione dei Comandamenti il Signore comanda a Mosé di costruire l’Arca dove deporre le Tavole consegnategli sul Monte Sinai. Nell’ambiente arido del deserto attraversato dagli ebrei il materiale da costruzione scarseggiava, ma il Signore indirizzò Mosé verso l’albero (quasi unico) che cresceva nel deserto l’acacia (Shittim). L’acacia ha molte spine lunghe che spuntano dagli ampi rami. I rami di solito si intrecciano con quelli delle acacie vicine formando fitte macchie; questo indubbiamente spiega il perché della forma plurale shittìm usata quasi sempre nel Tanak.

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Un ricordo di Alda Merini a dieci anni dalla morte

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

Dieci anni fa, il primo novembre del 2009, moriva a Milano Alda Merini. La vogliamo ricordare con questa intervista fatta qualche anno prima.

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

Così, in una splendida poesia, Alda Merini parla di sé. L’ho sempre letta e seguita e mi intrigava conoscere quella che, a giudizio di moltissimi, è la più grande poetessa del nostro paese, più volte candidata al Nobel per la letteratura. E così un giorno mi sono recato ai Navigli, la zona di Milano dove abita.

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Il peccato di Sodoma

da Mosaico-cem.it, sito ufficiale della comunità ebraica di Milano.

La Torà non è un libro di racconti; anche quello che potrebbe sembrarci lontano nel tempo e nel modo di fare, è, in realtà, un insegnamento attuale per l’uomo, per ogni uomo o società, portata talvolta a chiudersi in se stessa, a pensare solo al proprio benessere, non volendo essere disturbata da chi ha bisogno del suo aiuto.

Lo dice apertamente il Profeta Ezechiele:

Questo fu il peccato di Sodoma tua sorella: l’alterigia, per l’abbondanza del pane ed il tranquillo benessere, si impadronì di lei e delle figlie, si che non porsero mano al povero ed al misero.

Ezechiele 16:49

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Contemplare il volto di Dio: 3) Il volto del Dio della tenda. Di Rosanna Virgili

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Rosanna Virgili ci offre dieci schede per la meditazione invitando a contemplare il volto di Dio e aiutando a riflettere sul modo in viviamo questo nostro tempo.

3. Il volto del Dio della tenda. Ha posto la sua tenda in mezzo a noi

Il re, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato riposo da tutti i suoi nemici all’intorno, disse al profeta Natan: “Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca di Dio sta sotto i teli di una tenda”. Natan rispose al re: “Va’, fa’ quanto hai in cuor tuo, perché il Signore è con te”.

Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore: “Va’ e di’ al mio servo Davide: Così dice il Signore: “Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io infatti non ho abitato in una casa da quando ho fatto salire Israele dall’Egitto fino ad oggi; sono andato vagando sotto una tenda, in un padiglione.  Durante tutto il tempo in cui ho camminato insieme con tutti gli Israeliti, ho forse mai detto ad alcuno dei giudici d’Israele, a cui avevo comandato di pascere il mio popolo Israele: Perché non mi avete edificato una casa di cedro?”.

2Sam 7,1-7

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Il richiamo alla terra e la palma da dattero

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

Tu Bishvat è una festa minore che col passare degli anni e dei secoli ha incrementato la sua importanza, perché, probabilmente per il suo carattere eminentemente agricolo, è stato un modo di richiamarsi alla terra di Israele, prima soltanto ad un livello puramente liturgico e religioso. Poi con l’evoluzione del Sionismo, da pura ideologia a realtà statale è un modo per richiamarsi ed aderire agli ideali del riscatto e della bonifica della terra abbandonata e divenuta un deserto.

Inizialmente Tu Bishvat era quasi soltanto la separazione “fiscale” per l’osservanza delle varie “decime”, che erano tasse che gli Israeliti (cioè tutte le tribù che non fossero Levi) dovevano versare con modalità varie e complicate a un complesso di beneficiari: Levi, Cohanim, poveri, il Santuario, con turni e modalità da far invidia alla moderna Agenzia delle Entrate!…Ma da quando nasceva e finiva l’obbligo annuale? A TuBishvat, appunto.

Nel 1600 la forma delle celebrazioni è diventata abbastanza definita grazie al lavoro di rav Itzhack Luria che a Safed con i suoi discepoli ha elaborato un seder simile a quello di Pesach. In particolare si usano mangiare i frutti che nella Torah vengono associati alla terra di Israele: frumento, orzo, uva, fichi, melograni, olive, datteri.

Su ognuna di queste specie ci sarebbero da scrivere decine di pagine, ma oggi ci limitiamo a qualche cenno sulle palme, i cui frutti, i datteri sono considerati dai commentatori come il “miele” della Terra Promessa citato nella Torah.

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Intervista di Tudor Petcu a Olga Moss, superstite dei campi giapponesi

Questa volta Tudor Petcu  invia un’intervista ad una superstite dei campi giapponesi, Olga Moss, credente ortodossa. Non vi sono molte interviste o testi in rete che si occupino di questo capitolo della storia recente. Sotto potete trovare la copertina del suo libro pubblicato in Romania.

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«Mettiamo a frutto i talenti ricevuti da Dio». Il discorso di Alessandra Trotta, neoeletta moderatora della Tavola Valdese

da Chiesavaldese.org, il sito dell’Unione delle Chiese metodiste e valdesi.

Cari fratelli e care sorelle, è con grande emozione che rispondo alla chiamata a rendere il servizio per il quale mi avete eletta. Non vi nascondo il timore nascente dalla consapevolezza di tanti limiti, ma anche la fiducia che nasce dal rispetto del significato che nella nostra ecclesiologia attribuiamo alla sinodalità come modalità per discernere e  decidere e dalla profonda convinzione nel valore della collegialità e dunque della messa in comune di competenze, doni, discernimento con i fratelli e le sorelle che nel prossimo anno condivideranno con me le responsabilità all’interno della Tavola valdese, come ho già potuto sperimentare con forza nell’anno passato.

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Bereshit 24 Il senso del sacrificio. Di rav Alfonso Arbib

Proponiamo le lezioni di rav Alfonso Arbib sul libro di Bereshit (Genesi) a cura del Rabbinato Centrale di Milano.

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Intervista a Petr Mamonov protagonista del film “L’isola”

da Natidallospirito.com, spiritualità cristiana ortodossa.

Il 24 agosto l’attore Petr Mamonov, protagonista del film russo Ostrov (L’Isola) che ha ottenuto così tanto successo nel mondo, è stato ricoverato d’urgenza in terapia intensiva per un infarto improvviso. Attualmente le sue condizioni sono stabili. A lui vanno le nostre preghiere e il nostro augurio di guarigione. Qui la sua pagina ufficiale Facebook. Offriamo ai lettori un’intervista molto bella fatta all’attore di Padre Anatoli. L’intervista, in russo, è tratta dal sito ufficiale del film ostrov-film.ru ed è stata tradotta per Nati dallo Spirito da Tamouna Pataridze alla quale vanno tutti i miei più sinceri ringraziamenti.

Il regista Pavel Lunguin ha invitato per le riprese del suo film l’attore Petr Mamonov, un ex musicista celebre ai tempi del gruppo rock Zvuki mu «Звуки Му». Molti anni fa questo musicista aveva interpretato il ruolo in un primo film di Lunguin: Taxi blues («Такси–блюз»).

Petr Mamonov è di origine moscovita, un uomo misterioso. E’ da più di dieci anni che vive da eremita nel villaggio di Reviakino (Ревякино). Va in città attirato unicamente dalla prospettiva di presentare uno spettacolo al teatro Staniskavskyi. Soltanto molto di rado accorda interviste.

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Contemplare il volto di Dio: 2) Il volto del Dio dell’alleanza. Di Rosanna Virgili

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Rosanna Virgili ci offre dieci schede per la meditazione invitando a contemplare il volto di Dio e aiutando a riflettere sul modo in viviamo questo nostro tempo.

2. Il volto del Dio dell’alleanza. Alleati per una promessa

Dopo tali fatti, fu rivolta ad Abram, in visione, questa parola del Signore: “Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande”. Rispose Abram: “Signore Dio, che cosa mi darai? Io me ne vado senza figli e l’erede della mia casa è Elièzer di Damasco”. Soggiunse Abram: “Ecco, a me non hai dato discendenza e un mio domestico sarà mio erede”. Ed ecco, gli fu rivolta questa parola dal Signore: “Non sarà costui il tuo erede, ma uno nato da te sarà il tuo erede”. Poi lo condusse fuori e gli disse: “Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle” e soggiunse: “Tale sarà la tua discendenza”. Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia.

Gen 1,1-6

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Bereshit 23 Il sacrificio di chi. Di rav Alfonso Arbib

Proponiamo le lezioni di rav Alfonso Arbib sul libro di Bereshit (Genesi) a cura del Rabbinato Centrale di Milano.

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