Perché si canta la canzone “Chad gadià”, “Un capretto”, alla fine del Seder?

da Joimag.it, il sito dell’associazione JOI, Jewish Open Inclusive.

Non tutti i testi delle haggadot shel Pesach concordano: alcuni pongono i piutim, gli inni finali, davvero alla fine, dopo che ci si è scambiati l’augurio: le-shanà ha-baà b-Yirushalayim, l’anno prossimo a Gerusalemme; ma altre edizioni a stampa li pongono subito prima (come il testo assai diffuso in Italia a cura di Alfredo Toaff). Per quasi tutti ormai il canto davvero conclusivo è l’Hatiqvà, l’inno nazionale dello Stato di Israele. Ma tradizionalmente il seder di Pesach si conclude con alcune canzoni di natura religioso-pedagogica, le cui melodie e parole sembrano cariche di affettuosi e indelebili ricordi familiari. Non essendo tecnicamente parte del seder, questi piutim sono a volte cantati non in ebraico o aramaico – come nell’originale – ma in lingua volgare, variando da comunità o comunità o addirittura da famiglia a famiglia (come le ricette del charoset). Il fatto che compaiano sin dall’inizio nelle versioni stampate attesta che la loro recitazione risale a un uso antico, sebbene i testi possano essere più recenti. E’ il caso probabilmente del popolare piut noto con il titolo di Chad gadià, “un capretto”, che per alcuni studiosi sarebbe stato diffuso in ambito ashkenazita, nel XV secolo, a imitazione di un canto popolare tedesco. Secondo gli storici (tra tutti va ricordato Josef Hayim Yerushalmi, che ha scritto una voluminosa storia delle haggadot pasquali), esso compare per la pima volta a Praga nel 1590.

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Il testo biblico e la sua storia

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

VIII Incontro Nazionale Soci Aggregati Associazione Biblica Italiana

relatori: Mirko Pozzobon (Facoltà Teologica del Triveneto) e Giovanni Ibba (Facoltà Teologica dell’Italia Centrale)

Per tutte le informazioni: si allega il depliant in pdf

Relazioni del 24 novembre Prof. don Mirko Pizzobon Testo in pdf

Il passaggio dall’oralità alla scrittura del testo biblico e la progressiva fissazione del testo ebraico

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I Testimoni di Geova si raccontano. Intervista di Tudor Petcu all’Ufficio informazione pubblica della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova

Questa volta il dott. Tudor Petcu, nostro collaboratore e studioso di filosofia delle religioni, pone alcune domande all’Ufficio informazione pubblica della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova. Ne esce l’interessante racconto delle origini e della storia dei Testimoni di Geova in Italia. Continua a leggere

Il lavoro nell’Antico Testamento: Genesi 1-11

Dio, nel settimo giorno, portò a compimento il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro che aveva fatto.

Gen 2,2

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