Giovanni Battista Montini e le ACLI. Il “Movimento sociale dei lavoratori cristiani”: Espansione, fedeltà e ricerca di identità

Dopo l’attentato alla vita di Palmiro Togliatti del 14 luglio e lo sciopero generale proclamato dalla Cgil, la corrente sindacale cristiana e le Acli sono ormai pronte a decretare la scissione che è nell’aria da tempo. Il congresso straordinario del 15-18 settembre 1948 dà via libera alla costituzione di una nuova esperienza sindacale che si sviluppa, sotto l’impulso di Giulio Pastore, su principi di indipendenza e non confessionalità: la Libera Cgil, che dal 1950 assume il nome di Cisl.

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Le Acli, alla cui guida viene confermato Storchi, si danno la nuova definizione statutaria di “movimento sociale dei lavoratori cristiani”.

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Tre interviste a padre Camillo De Piaz

A cento anni dalla nascita di padre Camillo De Piaz proponiamo, oltre al breve profilo biografico apparso su Settimanalediocesidicomo.it, anche tre interviste: la prima, a cura di Paolo Tognina all’interno del filmato “Camillo De Piaz, un prete sulla frontiera”, realizzato nel 2008 per la rubrica Segni dei Tempi della Radio Televisione della Svizzera italiana, la seconda pubblicata sul mensile Una città nel 2004 mentre la terza, realizzata nel 2001 sul tema della memoria, è sul sito di Federico Bario. Segnaliamo anche il sito Camillodepiaz.it, a cura di Bruno Ciapponi Landi.

Cento anni dalla nascita di padre Camillo De Piaz

da Settimanalediocesidicomo.it

Sono passati cent’anni dalla nascita di Camillo De Piaz, avvenuta a Madonna di Tirano il 24 febbraio 1918; una lunga vita (muore nel gennaio del 2010) passata nel segno della coerenza e della fedeltà: coerenza anzitutto ai valori maturati negli anni di guerra, dopo essere stato assegnato, nel 1941, giovane padre servita, al convento di San Carlo a Milano; con lui, è l’amico di una vita, David Maria Turoldo. Insieme fanno del convento un punto di riferimento dell’antifascismo e della Resistenza milanese, così ricordato da Alda Merini: «Allora, in quella Milano di macerie, Davide e Camillo erano la luce di una città”.

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Difensore dei deboli – Testimonianza di Willi Labor, figlio di Livio Labor all’inaugurazione della “Scuola centrale di formazione Livio Labor” delle ACLI

da Rendicontare.blogspot.it, rendiamociconto il blog di Paola Villa.

Sono Willi, sono il secondo figlio di Livio Labor, i miei fratelli Marcello ed Enzo sono qui in prima fila e mi hanno dato l’onore e l’onere di dire due parole su papà. Non è facile. Non parlo abitualmente in pubblico. Sono un povero giornalista. Non è facile, dopo le belle parole di Mons. Galantino. La brutta notizia è che non sono abituato. La buona è che sarò breve, perché ho scritto qualcosa.

Volevo ringraziare le Acli e il Presidente per aver scelto di dedicare questa scuola alle Acli. Ci sono varie sedi Acli in giro che hanno pensato di dedicare il nome. Anche in Svizzera c’è una sede Acli dedicata a papà. A Roma c’è anche un piccolo parco che prende il suo nome, nella zona dei sindacalisti, vicino c’è anche Viale Sacco e Vanzetti, rivoluzionari, la prendiamo come un auspicio. Per dire, papà ha avuto riconoscimenti terreni. Ma sapere che le Acli nazionali, cioè il posto che è stato per lui la sua casa e seconda famiglia, hanno deciso di dedicargli la scuola centrale, lo capirete anche dalla inflessione della mia voce, questo è per noi motivo di orgoglio. Anche perché arriva a quasi 50 anni da quando lasciò la presidenza delle Acli. Lasciò perché aveva deciso che il suo contributo era richiesto nel campo della politica attiva. O meglio, della politica partitica, che anche le Acli erano politica attiva.  Continua a leggere