«Giornalisti o pennivendoli?». Una testimonianza di Paolo Landi su don Lorenzo Milani e la scuola di Barbiana

(…) Leggevamo i reportage degli inviati dei diversi giornali sull’apartheid in Sud Africa o negli Stati Uniti, per capire la differenza tra la penna di un vero giornalista, che scava nella notizia per dare informazioni veritiere, e quella di coloro che davano informazioni banali, superficiali, demagogiche o preconfezionate da altri. Ci insegnava a distinguere il giornalista con la G maiuscola dal pennivendolo, cioè dal giornalista capace solo di riportare, come un babbeo, notizie e informazioni senza curarsi che fossero vere o false, distorte, o mera propaganda.
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