da Santa-rus.com, La Santa Rus’. Grazia e bellezza nell’incontro con la Santa Rus’.
“Ci vediamo domani mattina alle 7,30 alla Chiesa dell’Esaltazione della Croce vicino all’icona di san Nicola”. L’appuntamento per la confessione per un occidentale non poteva che essere più inusuale di così, soprattutto se si trattava di alzarsi all’alba e di raggiungere una delle chiese della Lavra delle Grotte di Kiev sfidando il gelido inverno ucraino.
da Ortodossiatorino.net, il sito della parrocchia ortodossa del Patriarcato di Mosca a Torino dedicata a San Massimo.
La presbitera Frederica Mathewes-Green ci offre, e noi vi abbiamo tradotto in italiano, alcuni consigli pastorali su come far rivivere quelle chiese che sembrano aver fatto il loro tempo. Nelle chiese ortodosse in Italia una simile atmosfera si sente poco, a causa del recente arrivo di tanti immigrati ortodossi che hanno smosso la vita di quasi tutte le comunità, ma questi consigli sono sempre utili da imparare, perché tutte le comunità prima o poi passano i loro periodi di desolazione.
da Santa-rus.com, La Santa Rus’. Grazia e bellezza nell’incontro con la Santa Rus’.
La Santa Rus’ non è un’idea politica, non coincide con i confini della Federazione russa, non è una bandiera o un progetto imperiale. La Santa Rus’ è Vangelo incarnato, vita in Cristo, testimonianza di fede e di vita illuminata e tramandata attraverso i secoli dai grandi santi della Rus’, dai grandi principi Vladimir e Olga a san Sergio di Radonezh, da Job di Pochaev a Serafino di Sarov, fino alla innumerevole schiera di nuovi santi martiri del XX secolo.
Proponiamo da Acliarosio.it un resoconto e un intervento relativi al Festival delle Fraternità della Trasfigurazione svoltosi a Mosca nell’agosto 2017.
Cristiani e sobornost
Stupisce sempre, noi italiani, vedere 2000 persone di 58 città della Russia con un’età media di circa 30 anni, partecipare alla Rassegna ortodossa di Agosto, organizzata ormai da tre anni dalla Fraternità di Trasfigurazione russa. Stupore perché non viene mai meno l’attenzione e la partecipazione dei presenti alle sue diverse articolazioni caratterizzate da tavole rotonde plenarie, momenti di preghiera, proiezione di filmati e 13 aree tematiche di discussione.
Il tema generale della Rassegna o Festival (come lo chiamano loro) quest’anno era “ll tempo per un ‘nuovo sobornost‘”.
da Santa-rus.com, La Santa Rus’. Grazia e bellezza nell’incontro con la Santa Rus’.
Il romanzo “Il dottor Živago” di Boris Pasternak (1890-1960) si conclude con 25 poesie attribuite da Pasternak a Jurij Živago, il medico con la passione per la scrittura, protagonista del romanzo. Sette di queste poesie, pubblicate per la prima volta in Russia solo dopo il 1980, prendono spunto dal brano del Vangelo letto nei singoli giorni della Grande e Santa Settimana e sono la sua originale rilettura degli ultimi avvenimenti della vita di Cristo.
La poesia «Nella Settimana Santa» è uno sguardo profondo sul Vangelo, è partecipazione dell’uomo e della natura alla liturgia della Chiesa.
Proponiamo, dal ciclo “narrazioni” della trasmissione “Uomini e profeti” di Rai Radio 3, una serie dedicata, nel centesimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre (1917-2017), alla rievocazione dei grandi sconvolgimenti della Russia dei Soviet. Qual era il quadro della Chiesa russa alla vigilia della Rivoluzione? Quali movimenti la attraversavano? Che conseguenze lasciò la fine dello zarismo? Quali offensive scatenarono i bolscevichi contro clero e credenti? Quale fu la risposta della Chiesa?
Ricordiamo la grande figura di Olivier Clément nel decennale della scomparsa. Figlio del libero pensiero e della sua crisi, scoprì la fede attraverso il fascino della libertà dello Spirito descritta dai pensatori russi: «Solo lo Spirito è rivoluzionario… Tutti i problemi sono in fondo religiosi» (Berdjaev).
Dieci anni fa moriva Olivier Clément (1923-2009), una grande figura di teologo ed ecumenista francese. La sua tormentata conversione dall’ateismo costituisce il frutto meraviglioso dell’incontro vitale fra l’emigrazione russa a Parigi e l’ambiente intellettuale di Francia, segnato da un cristianesimo stanco e dal libero pensiero. Infatti la grave crisi di senso che quasi lo indusse al suicidio trovò la risposta liberante in un libro di Berdjaev Filosofia dello spirito libero. Da quel momento la sua vita, illuminata da una nuova luce interiore, trovò una guida sicura nel pensiero e nell’amicizia dei teologi russi: Berdjaev, Losskij, Evdokimov. Per questo, dopo il battesimo a 30 anni nella Chiesa ortodossa russa, per tutta la vita Clément non fece che gettare ponti: fra cattolici, ortodossi e protestanti, tra cristiani e islamici, cristiani ed ebrei. Fra le sue opere, così profonde da essere sempre attuali, primeggiano i Dialoghi con Atenagora. Circondati come siamo dalle memorie di tante tragedie e di tante perdite, rinnoviamo il ricordo luminoso di un uomo abitato dallo Spirito offrendo un breve passaggio di un suo libro particolarmente amato in Russia Taizé: un senso alla vita (1997).Continua a leggere
da Ortodossia.it, sito ufficiale della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta.
La radicalità della predicazione cristiana, in linea di principio, dovrebbe impedire ogni tentativo di installarsi nel e di identificarsi con il mondo e con lo spirito secolare, ogni sogno di società, di civiltà, di Stato o di impero cristiani. Come sappiamo dalla storia, è avvenuto giusto il contrario.
da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).
Dialogare si può. E fa bene. Nella città più caotica e dispersiva del nostro Paese, Roma, le diverse comunità religiose, il volontariato e le istituzioni sanitarie si sono seduti attorno a un tavolo per affrontare insieme un problema delicato e significativo: l’accompagnamento delle persone nel percorso verso la fine della vita. Quando la scienza e la tecnica diventano impotenti, ma le persone mantengono inalterate la propria dignità, diventa ancora più importante prendersi cura di loro, anche nella dimensione spirituale, la più importante sempre, particolarmente in questa fase. Il percorso è stato lungo, ma alla fine ne è uscito il “Manifesto interreligioso dei diritti nei percorsi di fine vita”, che è stato presentato nei giorni scorsi, durante la settimana Mondiale dell’Armonia tra le religioni, in cui Papa Francesco firmava con il Grande Imam di al-Azhar il “Documento comune sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune”.
Pubblichiamo un’altra intervista a cura di Tudor Petcu a un ortodosso italiano, il fiorentino Massimo Anichini, che racconta il suo percorso spirituale, la sua conversione all’Ortodossia e i motivi delle sue scelte.
da Ortodossia.it, sito ufficiale della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta.
Il primo uomo decaduto, Adamo, secondo la sacra Scrittura, non possiede più il discernimento morale che aveva quando era innocente, prima della sua caduta, a causa del suo comportamento, che era stato un attentato alla sovranità di Dio, una rivolta manifestatasi con la trasgressione di un precetto posto da Dio all’uomo.
La rivolta del primo uomo, con la trasgressione del precetto divino, il peccato che merita la morte: “quando ne mangiassi, certamente moriresti” (Gen. 2, 17), tutta la sua condotta è contraria alla volontà di Dio, al suo ordine riguardo il creato: “Il Signore dio prese l’uomo e lo pose nel giardino dell’Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse” (Gen. 2, 15).
Proponiamo un’intervista fatta da Tudor Petcu al compositore irlandese Shaun Davey sulla tradizione spirituale della Romania.
Shaun Davey è nato a Belfast nel 1948. Originariamente formatosi presso il Trinity College di Dublino e The Courtauld Institute come storico dell’arte, ha lavorato come compositore professionista a tempo pieno dal 1977. In Irlanda le sue composizioni narrativesono stati riconosciute come un ponte tra la musica tradizionale irlandese e le tradizioni orchestrali, ad esempio con The Brendan Voyage. Qui Shaun Davey ha abbinato i tradizionali Irish uilleann pipes all’orchestra sinfonica per raccontare la storia di un’imbarcazione in pelle medievale che attraversava l’Atlantico.La sua suite per le Olimpiadi speciali di Dublino è stata rappresentata davanti ad un pubblico di 80.000 spettatori e la sua composizione della preghiera di San Patrizio The Deers Cry è stata eseguita alla presenza del Presidente irlandese. Altri lavori di Davey sempre basati sull’abbinamento tra musica tradizionale e sinfonica sono stati una suite per Celtic Instruments, coro e orchestra (The Pilgrim), canzoni narrative sul capo clan della donna Grace O’Malley (Granuaile), una sinfonia per la pace (The Relief of Derry Symphony), una meditazione corale / orchestrale su Gli ultimi anni di Jonathan Swift (Gulliver), un inno e canzoni di benvenuto (Suite per le Olimpiadi speciali di Dublino), suite della sua musica di teatro e film (The Hanging Gale, Twelfth Night, Waking Ned, Ballykissangel, Sarto di Panama), canzoni per un tradizionale gruppo musicale (Béal Tuinne), musica per l’Irish National Youth Orchestra (A Summer Overture), musica per una serie di concerti di collaborazione irlandesi-rumeni (Voices from the Merry Cemetery), ambientazioni di poesie del poeta rumeno Mihai Emenescu (Dintre sute de catarge e Stelele-n-cer), quattro Christmas Carols, una suite di baracche sul mare (Canzoni from the High Seas), ambientazioni di salmi latini (Sunt Angelis), una suite di canzoni sulla moglie di James Joyce (Nora Barnacle) in collaborazione con Nuala ní Dhomhnaill e musica per 1000 voci per commemorare il centenario irlandese del 1916 (Cento anni una nazione) in collaborazione con Paul Muldoon.
Vorrei sollevare una questione che suscita un grande interesse nelle persone che frequentano la chiesa da poco tempo. E’ comprensibile perché si trova nella sfera del ascetismo e del misticismo dell’esistenza personale. Si tratta della preghiera di Gesù – una pratica di ripetizione continua della preghiera «Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me, peccatore!», o «me, peccatrice!», o «noi, peccatori!» – sono possibili anche altri varianti.
Il 13 aprile 2010 ci lasciava tragicamente l’amico Alessandro Colombo, consigliere provinciale delle ACLI di Milano, Monza e Brianza e responsabile per diversi anni del settore Pace e Solidarietà Internazionale delle ACLI regionali.Di Alessandro testimoniamo l’affetto, l’impegno, l’amicizia, la capacità di dialogare e di ascoltare. Alessandro si era dedicato a sviluppare incontri in Italia e all’estero con associazioni di diversi paesi europei e, dal 2001 insieme con il nostro Circolo, con gli amici russi. Proponiamo questo articolo di Alessandro che ricostruisce il primo tratto del cammino di dialogo ecumenico con la Russia, pubblicato sul periodico della sede provinciale delle ACLI di Como ACLI Como … informando … (n. 2 del 20 maggio 2009) e disponibile su Acliarosio.it.
L’esperienza delle Acli regionali lombarde di incontro e di scambio con la società russa, prima, e con le comunità ortodosse poi, risale ormai a circa 20 anni fa.
Pubblichiamo la recensione a cura di Tudor Petcu del nuovo libro di padre Christophe Levalois, Le christianisme orthodoxe face aux défis de la société occidentale. Per chi legge il francese e vuole tenersi aggiornato sulla visione del mondo della Chiesa ortodossa.
Christophe Levalois è sacerdote ortodosso della parrocchia di Saint-Séraphin-de-Sarov, a Parigi. Docente, è caporedattore del sito d’informazione www.orthodoxie.com e membro della commissione «Media e informazione» dell’Assemblea dei vescovi ortodossi di Francia.
Nell’intervista a cura di Tudor Petcu, padre Antoine Lambrechts ci parlerà della storia del monastero di Chevetogne. Padre Antoine Lambrechts ha studiato filologia germanica e slava ad Anversa e Lovanio, teologia a Tessalonica, Lovanio e Roma, specializzandosi in Storia della Chiesa russa. E’ Sacerdote e monaco benedettino del monastero di Chevetogne (Belgio), dove è stato coredattore della rivista «Irenikon» e priore, attualmente è bibliotecario e redattore del bollettino «Lettre de Chevetogne». L’abbazia di Chevetogne è un’abbazia benedettina situata a Chevetogne, una zona a 11 km dal centro della città di Ciney, della Provincia di Namur nella regione di Vallonia in Belgio. Il monastero presenta una particolarità, ossia di possedere due chiese, una chiesa di rito latino, dedicata a Gesù di Nazaret, e l’altra chiesa di rito bizantino dedicata all’esaltazione della Vera Croce. Questo monastero è unico ed è stato messo sotto il segno dell’ecumenismo, da parte del fondatore, Lambert Beauduin, anche se la Comunità è soltanto composta da monaci cattolici collegati all’Ordine di San Benedetto. Continua a leggere
da Ortodossia.it, sito ufficiale della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta.
Proponiamo un testo del 2008 sulla custodia del creato del Metropolita Gennadios Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta.
Primissimo protettore e vero protagonista a favore del creato, cioè per la sua custodia e salvaguardia, è il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I, chiamato “Patriarca Verde” per i suoi sovrumani sforzi, coinvolgendo i più eminenti teologi, ambientalisti, scienziati e burocrati, ma soprattutto gli studenti ed i rappresentanti delle maggiori confessioni cristiane e delle più importanti religioni del mondo.
Il nostro amico Tudor Petcu ha intervistato Thomas Brodehl, redattore del sito Orthodoxie in Deutschland, autore di una serie di articoli sui santi ortodossi in Germania e maestro di un coro ecclesiastico in lingua tedesca, sulle ragioni che ha un tedesco per scegliere l’Ortodossia.
Pubblichiamo l’intervista fatta da Tudor Petcu a Vladimir Moss, inglese convertito all’Ortodossia autore di molti libri e articoli sulla storia della monarchia britannica e anche sull’Ortodossia russa. Il suo libro più importante è La caduta dell’Inghilterra ortodossa.
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