Edith Stein: una grande donna!

da Iltuttonelframmento.blogspot.com, il blog di Fabio Cittadini.

Edith Stein nacque a Breslavia nel 1891. Ultima di sette fratelli di un’agiata famiglia ebrea, percorse con successo gli studi, occupandosi di psicologia e di ricerca filosofica nell’università della sua città natale e poi in quelle di Gottinga e di Friburgo, come allieva prima e assistente del fino noto filosofo Edmund Husserl.

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“Come loro”: René Voillaume e l’eredità di Charles de Foucauld

da Iltuttonelframmento.blogspot.com, il blog di Fabio Cittadini.

René Voillaume nasce il 19 luglio 1905 a Versailles, in una numerosa famiglia di origini lorenesi. Il padre, Charles, è ingegnere e il suo lavoro lo porta spesso lontano da casa. La madre, Marthe Wagner, è una donna forte e riservata, profondamente religiosa.

René ha nove anni quando scoppia la Prima Guerra mondiale. Mentre il padre si trova al fronte, la famiglia risiede per cinque anni a La Bourboule, una località di villeggiatura a sud di Clermont-Ferrand, conosce l’abbé de Fraissinette, sacerdote di grande valore umano e spirituale, che lascerà una traccia profonda nella vita del giovane Voillaume.

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Don Giovanni Gatti tra Mandello del Lario, Caspoggio e Bellinzona: la pastorale e la catechesi, l’impegno sociale, l’antifascismo e l’esilio. 1 – Dalla nascita al 1919

Proponiamo in più puntate i testi e i materiali della mostra su don Giovanni Gatti realizzata dall’Archivio Comunale Memoria Locale di Mandello del Lario in collaborazione con la parrocchia San Rocco di Caspoggio e la parrocchia Sacro Cuore di Mandello.

II 22 aprile 1883 Giovanni Desiderio Gatti nasce a Palanzo, allora Comune di Rongio (ora frazione di Mandello del Lario), da Bonfilio e Alessandra Fasoli; è l’unico figlio maschio.

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24. GATTI JOANNES DESIDERIUS DE PALLANTIO ANNO UT SUPRA DIE VIGESIMA TERTIA APRILIS D. ALOYSIUS MORGANTI COADJUATOR MANDELLI EX DELEGATIONE MEA BAPTIZAVIT INFANTEM NATUM HERI ORA DECIMA ANTEM.A EX GATTI BONFILIO ET FASOLI ALEXANDRA CONJUGIBUS HUJUS PAROCHIA SUB DIE 30 APRILIS 1867 IN VICULO DE PALLANTIO CUI IMPOSITUM EST NOMEN JOANNES DESIDERIUS. PATRINI FUERUNT BINDA COROLUS DE MOLINA ET GATTI MARIA DE MOLINA.

JOSEPH BETTIGA PAR.US

24. GATTI GIOVANNI DESIDERIO DI PALANZO NELL’ANNO COME SOPRA, NEL GIORNO 23 APRILE IL COADIUTORE ALOISIO MORGANTI DI MANDELLO DA ME DELEGATO BATTEZZÓ L’INFANTE NATO IERI ALL’ORA DECIMA ANTIMERIDIANA DA GATTI BONFILIO E FASOLI ALESSANDRA, UNITI IN MATRIMONIO IN PARROCCHIA NEL GIORNO 30 APRILE 1867, NEL VICOLO DI PALANZO A CUI FU IMPOSTO IL NOME DI GIOVANNI DESIDERIO. I PADRINI FURONO BINDA CARLO DI MOLINA E GATTI MARIA DI MOLINA.

IL PARROCO GIUSEPPE BETTEGA

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Don Giovanni Gatti tra Mandello del Lario, Caspoggio e Bellinzona: la pastorale e la catechesi, l’impegno sociale, l’antifascismo e l’esilio. Introduzione – I mondi di don Gatti

Proponiamo in più puntate i testi e i materiali della mostra su don Giovanni Gatti realizzata dall’Archivio Comunale Memoria Locale di Mandello del Lario in collaborazione con la parrocchia San Rocco di Caspoggio e la parrocchia Sacro Cuore di Mandello.

La mostra, intitolata “don Giovanni Gatti. Un sacerdote antifascista mandellese”, è stata realizzata da Archivio Comunale Memoria Locale di Mandello del Lario in collaborazione con la parrocchia San Rocco di Caspoggio e la parrocchia Sacro Cuore di Mandello. Esposta nella primavera del 2018, in occasione del 25 aprile e del 1 maggio, nel paese natale del sacerdote (Mandello del Lario, appunto) e poi nell’estate dello stesso anno a Caspoggio, dove era stato parroco, si erano potute apprezzare la sapiente integrazione tra il materiale raccolto a Caspoggio in occasione del convegno del 2008 e le nuove informazioni, fotografie e testimonianze provenienti dal lago. Particolarmente interessante l’accostamento delle ricostruzioni mediatiche dell’epoca pubblicate sui giornali di diverso orientamento.

La mostra conduce, attraverso un abbondante ricorso alle fonti e alle immagini originali, dentro la vicenda e i “mondi” storici ed ecclesiali di don Gatti.

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I Testimoni di Geova in Armenia

Il dott. Tudor Petcu ci invia un altro articolo da lui ricevuto e tradotto stavolta sui Testimoni di Geova in Armenia. Il testo, redatto originariamente in inglese e tradotto in italiano da Tudor Petcu, fa parte del materiale per una pubblicazione che egli sta curando in riferimento alla storia dei Testimoni di Geova nel mondo che sarà pubblicato prossimamente. Questo libro sarà il primo lavoro accademico che narra le sofferenze dei Testimoni di Geova nei diversi paesi del mondo in un modo obiettivo, essendo basato completamente su una ricerca scientifica.

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«Vie di santità senza confini. I nostri maestri». Madre Marija (Skobcova)

Nel 2013 veniva pubblicato un singolare libro bilingue, in russo e in italiano, dal titolo Vie di santità senza confini – i nostri maestri, tappa di un percorso di amicizia e di reciproca conoscenza tra ACLI e l’Unione delle piccole fraternità ortodosse della Trasfigurazione. Su La Bottega di Nazareth era già stata pubblicata il bell’intervento di introduzione di Giovanni Bianchi dal titolo Cercare maestri. Proponiamo nella traduzione italiana il “ritratto” biografico di madre Maria Skobcova a cura degli amici russi delle fraternità della Trasfigurazione.

20191231 copertina libro ACLI-Fraternità Trasfigurazione Continua a leggere

Pio XI: il pontefice degli equilibri difficili

da Ildialogo.org, Il dialogo – Periodico di cultura, politica, dialogo interreligioso dell’Irpinia.

Achille Ambrogio Damiano Ratti, divenuto pontefice il 6 febbraio 1922, solo alla XIV votazione, visse e operò in tempi ambigui, nell’immediato dopo guerra della prima guerra mondiale, nell’affermarsi del fascismo in Italia e del nazismo, poi, in Germania, che provocarono la seconda guerra mondiale.

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“I ponti”. Un racconto di Ivo Andrić (1963)

Ivo Andric fu uno dei maggiori rappresentanti delle letterature slave novecentesche. Nato nel 1892 nelle vicinanze di Travnik (Bosnia), è appunto alle lontane e complesse vicende storiche del suo paese che Andric dedicò la propria attenzione di scrittore dalla forte impronta realistica. Durante gli anni che precedettero il primo conflitto mondiale e la costituzione dello Stato iugoslavo aderì al movimento irredentista serbo e per questo venne condannato anche al carcere e al confino. In seguito si dedicò alla carriera diplomatica, soggiornando in diverse città europee, e approfondendo nel frattempo la vocazione letteraria. Risale agli anni Trenta la pubblicazione di alcuni volumi di novelle e al 1945 quella dei due romanzi maggiori, La cronaca di Travnik e Il ponte sulla Drina. Dopo la Seconda guerra mondiale Andric continuò la sua attività di scrittore e nel 1961 venne insignito del premio Nobel. Morì a Belgrado nel 1975.

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Il primo ponte del mondo. Da “Il ponte sulla Drina” di Ivo Andrić

Il ponte sulla Drina (titolo originale: На Дрини Ћуприја / Na Drini Ćuprija) è un romanzo scritto da Ivo Andrić tra il 1942 e il 1943 e pubblicato nel 1945. Fu il romanzo d’esordio di Andrić, che fino ad allora aveva scritto e pubblicato solo numerosi racconti brevi. Il romanzo è caratterizzato da una prosa lenta ma vigorosa e da uno svolgimento che abbraccia diversi secoli: la trama si svolge infatti partendo dall’inizio del XVI secolo e giungendo fino alla Prima guerra mondiale. Il protagonista del romanzo è il ponte sul fiume Drina (Ponte Mehmed Paša Sokolović) situato nella cittadina di Višegrad, località che si trova nella parte orientale della Bosnia, al confine con la Serbia. Il ponte fu costruito su ordine di Mehmed Pașa Sokolovič, che da ragazzino fu rapito dalla zona di Višegrad (1516) e portato a Istanbul dove, dopo anni di addestramento militare, vestì dapprima la divisa dei giannizzeri e divenne poi visir, inviato durante il regno di Solimano il Magnifico nella zona di origine.

Tramite una serie di racconti e aneddoti ambientati sullo sfondo e spesso sopra il ponte, Andrić traccia la storia di Višegrad e della Bosnia stessa, area costantemente al confine tra Impero ottomano ed Europa, tra cultura orientale e religione musulmana e cultura occidentale e cristiana. Il romanzo è una lettura importante per la comprensione della storia dei Balcani.

Il brano proposto si trova al capitolo XVI del romanzo.

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Srebrenica. Per non dimenticare. Un viaggio

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

A Srebrenica, nella Bosnia nord-orientale, quella mattina faceva caldo, molto caldo. Era l’11 luglio del 1995 e, qualche giorno prima, centocinquanta caschi blu olandesi avevano lasciato incustodita la città che, da tre anni, era cinta d’assedio dalle forze serbe del generale Ratko Mladic.

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“Cercò i lontani attraverso una predicazione più ispirata alla Parola”. Meditazione su don Primo Mazzolari. Di mons. Saverio Xeres

Pubblichiamo una meditazione di mons. Saverio Xeres su don Primo Mazzolari ai sacerdoti della diocesi di Cremona. File audio e testo scritto della meditazione di don Xeres; Omelia di S.E. Mons. Dante Lafranconi

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18 Gennaio 1919, 100 anni fa l’appello di Don Sturzo ai Liberi e Forti

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

A 100 anni dalla nascita del Partito Popolare Italiano, l’intuizione di Don Sturzo interroga il mondo cattolico sull’opportunità e le modalità di partecipazione attiva nella politica. Sull’Avvenire l’articolo del Presidente nazionale delle ACLI, Roberto Rossini:

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La storia della religione Bahá’í in Germania. Intervista a Gisbert Schaal a cura di Tudor Petcu

Nell’intervista a Gisbert Schaal a cura di Tudor Petcu si parla di religione Bahá’í in Germania. La religione Bahai conta 7 milioni di fedeli sparsi in duecento paesi del mondo. Gli aderenti a questa fede sono chiamati Bahà’ì. E’ una fede abramitica monoteista, nata in Iran durante la seconda metà del XIX secolo in seno all’islamismo, i cui fedeli seguono gli insegnamenti del fondatore Bahà’Ullàh (1817-1892). Tale religione sottolinea l’unione spirituale di tutta l’umanità.

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Croci vicine terre lontane. Una ricerca di Giorgio Cavalleri

da Nodolibrieditore.it, il sito di NodoLibri il marchio editoriale di arte e storia locale comasca.

In occasione del 4 novembre 2014 e del centenario del primo conflitto mondiale, l’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” ha pubblicato, in collaborazione con le Acli di Como, la ricerca di Giorgio Cavalleri dedicata all’Ossario del Cimitero di Camerlata, dove sono tumulati i resti mortali di tutte le persone morte negli ospedali militari di Como durante la guerra, compresi – caso piuttosto raro – anche i soldati “nemici”, cioè i prigionieri dell’esercito austro ungarico. La ricerca ricostruisce questa interessante vicenda mettendo l’accento soprattutto sulle tracce delle storie personali di questi soldati provenienti dalle più diverse regioni dell’impero asburgico.

Come attestano le scritte poste sopra le due porte d’accesso: «I resti mortali dei militari deceduti per cause di guerra negli ospedali di Como e appartenenti agli eserciti che si avversarono nella prima guerra mondiale riposano, accomunati dopo le esumazioni, nella pace di questa cripta».

L’opuscolo di Giorgio Cavalleri è disponibile gratuitamente sul sito Internet NodoLibri:

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Giorgio Cavalleri, Croci vicine terre lontane, Como, 2014, NodoLibri

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L’autista moravo. Un progetto crossmediale per capire la grande guerra

da Blog.radiopopolare.it/autistamoravo, il sito del progetto “L’autista moravo”.

A 100 anni dal 4 novembre 1918 proponiamo di riscoprire questo progetto crossmediale iniziato nel 2014 che aiuta a capire meglio e a contestualizzare la grande guerra.

“L’autista moravo” è un progetto multimediale che vuole raccontare la storia della guerra che ha cambiato il ‘900. Perché la Grande Guerra ha condizionato profondamente la nostra vita: per il sangue versato e le distruzioni causate, per le eredità politiche e i lasciti linguistici. Dopo la Grande Guerra niente sarà più come prima.

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Giovanni Battista Montini e le ACLI. Il giovane Montini: Le radici di un protagonista del ‘900

Giovanni Battista Montini nacque il 26 settembre 1897 a Concesio, un piccolo paese all’imbocco della Val Trompia, a nord di Brescia, dove la famiglia Montini, di estrazione borghese, aveva una casa per le ferie estive.  I genitori, l’avvocato Giorgio Montini e Giuditta Alghisi, si erano sposati nel 1895 ed ebbero tre figli: Lodovico, nato nel 1896, che divenne avvocato, deputato e senatore della Repubblica, Giovanni Battista e, nel 1900, Francesco, medico.

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Cantina

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

“Cassetta della nonna” c’è scritto, piccolo piccolo, sulla targhetta delle minuscole chiavi tubolari. Qui nella cantina della zia, una cantina grande, come quelle delle vecchie case, di casse ce ne sono diverse, ma nessuna è chiusa a chiave, tranne quella su uno scaffale lassù in alto, rettangolare e disadorna, coperta dalla polvere di anni, di decenni forse. La tiro giù con attenzione, per evitare di rovesciarmi addosso un groviglio di ragnatele antiche e di sporco, ed eccola qui. Proviamo le chiavi.

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A 50 anni dalla morte. Ritratto teologico di Karl Barth

da Theologicalmind.wixsite.com, Theological mind: theology notes, il blog di Fabio Cittadini.

E’ necessario che tra la Bibbia e il giornale, come tra i due poli di un arco elettrico, comincino ad accendersi lampi di luce per rischiarare la terra.

Karl Barth

Forse gli angeli, quando sono intenti a rendere lode a Dio, suonano musica di Bach, ma non ne sono sicuro; sono certo invece, che quando si trovano tra di loro suonano Mozart ed allora anche il Signore trova diletto nell’ascoltarli.

Karl Barth

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La storia della Shoah inizia da una fake news

da Kolot.it, “Voci”, newsletter di informazione sull’ebraismo.

Dall’antisemitismo all’Olocausto: ecco come si è arrivati alla pagina più nera della storia dell’umanità

In principio furono dicerie: fumosi proclami in nome di una presunta superiorità della razza ariana . Poi, con l’ascesa di  Hitler al potere (1933), gli slogan lasciarono posto a leggi discriminatorie. Così, in un crescendo, si arrivò ai ghetti, ai primi massacri e alla pianificazione della famigerata soluzione finale: il progetto che istituiva i campi di sterminio, luoghi deputati alla morte seriale di milioni di ebrei, le principali vittime della Shoah – anche se un’interpretazione più ampia di Olocausto contempla anche altre vittime: Rom, Sinti, comunisti, testimoni di Geova, gay e disabili.

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