Che c’entra con noi la guerra in Congo? – Finis Terrae #2

Negli ultimi mesi la guerra è tornata a insanguinare pesantemente l’est della Repubblica democratica del Congo, un Paese africano che da decenni ormai non trova pace. Alla vigilia del viaggio di Papa Francesco – che dal 31 gennaio al 5 febbraio oltre a questo martoriato Paese toccherà anche il Sud Sudan – abbiamo chiesto all’attivista congolese John Mpaliza di aiutarci a capire le cause di una guerra dimenticata, che negli ultimi 25 anni ha coinvolto anche gli Stati confinanti provocando circa dieci milioni di vittime. Un conflitto non solo “africano”, alimentato dalla crescente domanda internazionale dei minerali utilizzati soprattutto nell’industria dell’hi-tech e delle auto elettriche. Ad alzare la voce contro la violenza indiscriminata che colpisce i civili, e soprattutto le donne, c’è anche il Premio Nobel Denis Mukwege, il medico che ha dedicato la vita a curare le vittime degli stupri di guerra. Anche di lui parliamo in questa nuova puntata di “Finis Terrae. Storie oltre i confini” la trasmissione quindicinale realizzata da “Mondo e Missione” insieme agli studenti della Scuola di giornalismo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Continua a leggere

Ciò che un’emergenza può insegnare

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Con la dimissione ai primi di marzo dell’ultima paziente dal Centro sanitario di Beni (nella provincia del Kivu nord), è finita l’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc). Dopo 19 mesi, più di 3400 contagiati e 2264 i morti con un’alta percentuale di bambini (il 30% aveva meno di 14 anni) termina la seconda peggior epidemia nella storia di questo virus considerato il più letale al mondo, rispetto al quale, ancora la scorsa estate, l’Oms proclamava l’emergenza nazionale.

Continua a leggere

Il Genocidio del Ruanda: un capitolo indimenticabile della storia recente. Intervista di Tudor Petcu a Tarcisse Seminega

Questa volta Tudor Petcu ci invia un’intervista a Tarcisse Seminega, superstite del Genocidio di Ruanda.

Continua a leggere

La Via Crucis delle guerre dimenticate

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Nel giorno in cui papa Francesco invita al digiuno e alla preghiera per la pace ripercorriamo la Passione di Gesù in comunione con il Sud Sudan, la Repubblica democratica del Congo e le altre terre che restano ostaggio della violenza.

La video intervista a Matteo Perotti, missionario laico della diocesi di Como tra gli studenti di Wau in Sud Sudan

È una giornata speciale questo venerdì 23 febbraio della Quaresima 2018. Papa Francesco ci ha infatti chiamati a vivere questa giornata all’insegna del digiuno e della preghiera per invocare la pace in tutto il mondo, ma con uno sguardo particolare alla Repubblica democratica del Congo e al Sud Sudan, due Paesi sfiniti da altrettanti conflitti dimenticati.

È con questa intenzione che vivremo questa settimana la nostra Via Crucis, partendo dalle realtà indicate da Francesco, ma abbracciando idealmente tutti e 40 i conflitti armati che oggi attraversano il mondo senza che nemmeno lo sappiamo. Ricorderemo brevemente sette di queste guerre che affliggono l’Africa, l’Asia e l’America Latina nel nostro cammino lungo il Calvario. E a ogni stazione pregheremo facendo nostra una preghiera per la pace composta dai cristiani di quel continente.

Continua a leggere

Crisi idrica: apocalisse in Africa

da Missionariedellaconsolata.org, il sito della congregazione delle suore missionarie della Consolata.

Mentre il prezzo del petrolio viene artificialmente “gonfiato” per tenere in vita economie dipendenti da esso, si diffonde la consapevolezza che gli equilibri geopolitici di domani saranno sempre meno legati al possesso degli idrocarburi: a fare davvero la differenza, nel giro di pochi anni, saranno le risorse idriche. Continua a leggere

Error 404: l’Africa offline e l’accesso ad internet

da Ilcaffegeopolitico.org, la rivista online di politica internazionale che ti racconta il mondo nel tempo di un caffé.

Il blocco di internet e dell’utilizzo dei principali social network sembra essere un metodo che negli ultimi anni, dalla Primavera Araba in poi, molti governi africani stanno utilizzando per mettere a tacere malcontenti interni e limitare la libertà di espressione e informazione dei propri cittadini. L’ultimo caso è quello del Camerun, dove l’accesso a internet è bloccato dallo scorso gennaio. Continua a leggere