Messaggio congiunto per la cura del creato del Santo Padre Francesco, di Sua Santità Bartolomeo I e di Sua Grazia Justin Welby

Messaggio congiunto del Santo Padre Francesco, di Sua Santità Bartolomeo I, Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, e di Sua Grazia Justin Welby, Arcivescovo di Canterbury, per la protezione del Creato.

Per oltre un anno abbiamo tutti sperimentato gli effetti devastanti di una pandemia globale: tutti, poveri o ricchi, deboli o forti. Alcuni sono stati più protetti o più vulnerabili di altri, ma la rapida diffusione dell’infezione ha comportato che dipendessimo gli uni dagli altri nei nostri sforzi per stare al sicuro. Abbiamo compreso che, nell’affrontare questa calamità mondiale, nessuno è al sicuro finché non lo sono tutti, che le nostre azioni davvero influiscono sugli altri e che ciò che facciamo oggi influenza quello che accadrà domani.

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Che aspetto aveva «il mal’āḵ di ’Ělōhîm» apparso a Mānôaḥ e a sua moglie in Gdc 13?

dal gruppo facebook Maghen David.

Il mal’āḵ di Ělōhîm si fece vedere alla moglie di Mānôaḥ, la quale affermò di aver visto “l’uomo di Ělōhîm“. Qui lo scrittore semita utilizza lo stato costrutto (’îš hā·’ĕlōhîm), tradotto lett. “l’uomo di Ělōhîm“. La traduzione ’îš con “uomo” può trarre in inganno, perché anche ’āḏām viene tradotto con uomo; ’îš in ebraico ha un significato come “di qualcuno che ha potere su qualcosa“. Probabilmente nelle Bibbie per famiglia troverete tradotto “un uomo di Dio“, è una traduzione che non condivido, i traduttori hanno reso indeterminata la locuzione (’îš hā·’ĕlōhîm), invece nella Stuttgartensia ebraica leggo che la locuzione è determinata, perchè il sostantivo reggente (’îš) dello stato costrutto viene determinato dall’articolo determinativo della parola che la segue (hā·’ĕlōhîm).

La traduzione corretta è “l’uomo di Ělōhîm“.

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Il sostantivo šāmayim (ebr. שָׁמַיִם)

dal gruppo facebook Maghen David.

L’etimologia (ebr. שָׁמַיִם ,šāmayim) è incerta, secondo alcuni deriverebbe dall’assiro šamâmi e, per epentesi della finale “i”, trasformata in šamaimi, da cui, rilasciando l’ultima vocale breve si ottiene šamaim; secondo altri deriverebbe dalla radice שָׂמָה che in Arabo significa “essere alto” da cui poi in ebraico “cielo” , “cieli” (cfr. Gesenius’s Hebrew and Chaldee Lexicon to the Old Testament Scriptures, William Gesenius; cfr. The Analytical Hebrew and Chaldee Lexicon, Benjamin Davidson, pag. 723).

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L’ebraico šālôm (ebr. שלום)

dal gruppo facebook Maghen David.

L’ebraico šālôm (ebr. שלום) è una parola che di solito viene tradotta con pace, ma deriva dalla radice (ebr.שלם) che più letteralmente significa:

«essere intero e completo».

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ḥayyîm (ebr. חַיִּים) «vita»

dal gruppo facebook Maghen David.

Il sostantivo ebraico ḥayyîm (ebr. חַיִּים) dal punto di vista morfologico è in realtà un plurale maschile “vite”, secondo la regola della lingua ebraica, che prevede che i plurali maschili terminino quasi sempre con il suffisso (ebr. ים ,îm).

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Alcuni pensieri di San Serafim di Sarov. Traduzione in italiano di Tudor Petcu

Il dottor Tudor Petcu ha appena tradotto alcuni pensieri di San Serafim di Sarov in italiano.

Serafino di Sarov, in russo Серафи́м Саро́вский, al secolo Próchor Isídorovič Mošnín (Про́хор Иси́дорович Мошни́н) (Kursk, 19 luglio 1759 – Sarov, 2 gennaio 1833), è stato un monaco cristiano e mistico russo, considerato dalle Chiese ortodosse uno dei più importanti.

Starec vissuto nel XIX secolo, è ricordato per aver esteso gli insegnamenti monastici di contemplazione e di disprezzo del proprio corpo ai laici, indicando lo scopo della vita cristiana nell’acquisizione in sé dello Spirito Santo.

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Il percorso spirituale di un italiano verso l’Ortodossia. Intervista di Tudor Petcu al padre Alessandro Frezza

Tudor Petcu ci propone l’intervista a padre Alessandro Frezza, sacerdote ortodosso italiano, partendo dalla sua testimonianza di fedele convertito dal cattolicesimo all’ortodossia.

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L’incontro di un giamaicano con l’Ortodossia. Intervista a Marlon Marlondo Myers a cura di Tudor Petcu

Pubblichiamo la bella intervista fatta da Tudor Petcu a Marlon Marlondo Myers, un giamaicano convertitosi all’Ortodossia. Nato nel 1977 è figlio di un pastore di una comunità ecclesiale protestante, la Chiesa di Dio della Profezia, Roadside (Ewarton, St. Catherine).

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«La cultura della cura come percorso di pace». Messaggio del Santo Padre Francesco per la celebrazione della LIV giornata mondiale della pace

La cultura della cura, come “impegno comune, solidale e partecipativo per proteggere e promuovere la dignità e il bene di tutti”, e “disposizione ad interessarsi, a prestare attenzione, alla compassione, alla riconciliazione e alla guarigione, al rispetto mutuo e all’accoglienza reciproca”, costituisce una via privilegiata per la costruzione della pace, per “debellare la cultura dell’indifferenza, dello scarto e dello scontro, oggi spesso prevalente”. Lo scrive Papa Francesco nel suo Messaggio, reso noto oggi, per la 54.ma Giornata mondiale della pace, che verrà celebrata il primo gennaio 2021, solennità di Maria Santissima, Madre di Dio.

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«Compassione» – di Dietrich Bonhoeffer

Sul limitare del 1942, in uno scritto destinato agli amici più cari (Bilancio sulla soglia del 1943 – Dieci anni dopo, in Resistenza e resa. Lettere e altri scritti dal carcere, Opere, vol. VIII, Queriniana, 2002,  pp. 21-40), Bonhoeffer traccia un bilancio di dieci anni di resistenza al regime di Hitler. Sono parole pesanti, maturate a contatto con l’esperienza della sofferenza, dell’ingiustizia e della morte. Ma sono anche parole piene di speranza che solo chi ha una fede grande può dare. Ne riproponiamo alcune.

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«La scrittura delle scarpe» di Paolo Rumiz

Una conferenza-racconto su viaggi fatti a piedi, in barca, in treno o a bordo di un bus, e sui disparati tipi di incontri che si fanno per terra o per mare, incontri di Russia e di Medio Oriente, nel Caucaso o sul Mediterraneo. Storie per spiegare che l’uomo che abita l’insicurezza globale ha bisogno, per conoscersi e diventare adulto nel senso patriarcale (biblico) del termine, di muoversi da nomade, nella convinzione che a farlo guarire sarà l’esplorazione del “fuori” da sé, piuttosto che del “dentro” della sua anima.
Anziché calare delle sonde dentro il suo insondabile inconscio, gli converrà insomma viaggiare per capire chi è – così propone Paolo Rumiz.
Il viaggio dunque come alternativa efficace alla psicanalisi.

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Dio chiama in modi interessanti

da Ortodossiatorino.net, il sito della parrocchia ortodossa del Patriarcato di Mosca a Torino dedicata a San Massimo.

Padre Ernesto Obregon analizza le diverse attitudini verso gli uomini che si sentono chiamati a un servizio ministeriale, notando le differenze (e spesso le differenze ingiuste) di attitudine verso chi sente una vocazione da giovane e chi la sente da adulto, e soprattutto tra i fedeli da tutta una vita e i convertiti. Continua a leggere