Mamme e lavoro

da Interris.it, online international newspaper – con i piedi in terra guardando il cielo e da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

Due articoli che partono da studi o indagini sul rapporto tra maternità e lavoro: Se la mamma avesse uno stipendio sarebbe come quello di un manager di Laura Boazzelli che prende spunto da uno studio del sito ProntoPro.it e Madri o equilibriste? di  Simonetta De Fazi dal report annuale di Save the Children sulla condizione materna in Italia.

Quanto guadagnerebbe una mamma se venisse mensilmente retribuita? Il suo stipendio sarebbe come quello di un manager, pari a circa 3.045 euro netti al mese.

Parte da questa domanda l’articolo di Interris.it, entrando poi nel dettaglio dello studio:

Sicuramente una mamma è anche un autista privato, accompagnando a tutte le ore i figli a scuola, in piscina o dagli amici. La retribuzione oraria media per questa professione è pari a 13 euro l’ora. E’ anche uno chef a domicilio: in media sono 30 euro l’ora. Lavanderia, stireria e pulizie sono le mansioni che in media portano via più tempo dato che per svolgere questi lavori si impiegano almeno 18 ore a settimana: la retribuzione da calcolare è quella di una collaboratrice domestica. La mamma è anche una personal shopper e una consulente per gli acquisti ha una paga oraria pari a 50 euro. In un mese, dunque, una madre ne guadagnerebbe almeno 150, considerando che la sua consulenza non verte solo su scarpe e abiti, ma anche su libri, cancelleria, articoli sportivi e giocattoli.

Segue l’intervista a Paolo Ramonda, responsabile della Papa Giovanni XXIII, a proposito di una proposta per riconoscere la dignità del lavoro domestico.

Il Rapporto di Save the Children sulla condizione materna in Italia, significativamente intitolato ‘Le equilibriste’, è il tema dell’articolo pubblicato sul sito delle ACLI nazionali.

Le donne in Italia oggi diventano madri in un quadro piuttosto complesso dal punto di vista sociale, economico e soprattutto demografico: come sappiamo infatti l’Italia è un Paese che invecchia ed in cui si hanno sempre meno figli. I giovani, a causa dell’incertezza lavorativa e della crisi economica, rimandano decisioni quali lasciare la famiglia d’origine, eventualmente sposarsi, e avere figli. Le donne in Italia diventano madri ad un’età più matura della media europea: 31,7 anni contro 30,5 anni. La denatalità è un fenomeno importante: il tasso di fecondità italiano è di 1,35 figli per donna contro la media europea di 1,58, tendenza confermata anche nel 2015, che ha registrato il minimo storico di nascite in Italia, in tutto 485.780 bambini nati, 17 mila in meno rispetto all’anno precedente.

Più nello specifico l’articolo fa emergere come l’occupazione femminile e le sue disparità rappresentano una criticità sottovalutata e non ancora efficacemente affrontata in Italia …

Le disparità salariali, i part-time, le riduzioni dell’orario di lavoro, i contratti precari sono spesso le situazioni alle quali le donne devono adattarsi per non perdere il proprio posto nel mercato del lavoro. In questo quadro, la conseguenza più diretta è un abbassamento del livello di qualità della vita che spesso pregiudica scelte familiari e riproduttive. Inoltre, rispetto ai loro colleghi uomini, in Italia le donne vengono pagate meno, una condizione che le rende vulnerabili e a rischio di povertà.

 

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