L’Uno di maggio serve anche per dire che Uno non vale Uno

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

Troviamo una facile riscrittura dell’articolo Uno della Costituzione lungo il calendario: l’Italia (17 marzo) è una repubblica (2 giugno) democratica (25 aprile) fondata sul lavoro (1 maggio). Una sequenza temporale così spiegata sarebbe fortissima anche sul piano didattico, se solo la sapessimo sfruttare bene. Nell’attesa che il ministro dell’Istruzione ci pensi, noi ci apprestiamo a festeggiare il Primo maggio.

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25 aprile, Rossini: «non è un’opinione»

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

“Il 25 aprile non è un’opinione, è un fatto – È quanto afferma Roberto Rossini, Presidente nazionale delle Acli – La storia della repubblica italiana si fonda sui valori sanciti dalla Costituzione: il 25 aprile è il simbolo della Liberazione dal nazi-fascismo. È incomprensibile e diseducativo il revisionismo intorno ad una data che dovrebbe invece unire tutto il Paese».

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Ma la flat tax c’è già

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

Quando nacque, nel 1974, l’Irpef presentava una trentina di scaglioni, per rendere veramente progressiva l’imposta. Ecco, oggi sono solo cinque. Sarà per l’idea di semplificare, sarà perché alla fine ognuno controlla “il proprio” scaglione e non bada cosa succede nello scaglione altrui, sta di fatto che nel tempo molti scaglioni se ne sono andati. Solo cinque sono sopravvissuti (e tre o quattro di questi vivono pure una sorta di nevrosi, visto il dibattito pubblico).

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La proposta delle ACLI: Animare l’Europa – TOGETHER WE STAND, DIVIDED WE FALL

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

A tutte le donne e gli uomini liberi e forti, che sentono alto il dovere di cooperare ai fini superiori di una grande comunità europea, facciamo appello perché uniti si continui insieme questa grande storia, questo lungo, difficile ma entusiasmante cammino di giustizia e di libertà.

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Siamo gli ultimi cristiani? L’inesorabile fine di un mondo che sta crollando

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

Incontro un amico prete, parroco da molti anni, uomo di Vangelo, con una rara capacità di ascolto e di discernimento. Mi racconta, amareggiato, che non è raro sentire gli adolescenti che frequentano il suo oratorio rilanciare le accuse di pedofilia alla Chiesa. “Un tempo, mi dice sconsolato, ci accusavano di ricchezze e di potere, ora di abusi”.
Durante i suoi ultimi esercizi spirituali gli è capitato di confidare la sua amarezza nel vedere la polarizzazione in atto nella Chiesa al religioso che dettava le meditazioni quotidiane. Questi, incoraggiato dalla trasparenza del mio amico, gli risponde che, a suo dire, molto di questa situazione sia dovuta al pontificato di Papa Francesco. Al termine, consiglia al mio amico, alquanto sorpreso dall’andamento del colloquio, di visitare un sito online dichiaratamente ostile a papa Bergoglio.

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È tempo di semina. I cattolici e la politica

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

Nelle scorse settimane, molti hanno ricordato il centenario dell’“Appello a tutti gli uomini liberi e forti” di don Luigi Sturzo che diede vita alla nascita del Partito Popolare. Dal 1874 i cattolici erano obbligati dal non expedit al ritiro dalla vita pubblica nazionale e in larga maggioranza si trovavano su posizioni critiche, se non intransigenti, nei confronti della modernità liberale. La nascita del Partito Popolare permise ai cattolici di assumere, senza alcuna tutela ecclesiastica, la responsabilità nell’agone politico, attorno ad un programma a favore della democrazia (e non era una cosa affatto scontata al tempo), del bene comune e dei poveri.

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ACLI: Incontro nazionale di spiritualità 2019

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

Proponiamo tutti gli audio degli interventi dell’incontro nazionale di spiritualità delle ACLI dal titolo “Esercizio del potere e differenza cristiana” svoltosi presso il monastero di Bose da venerdì 15 a domenica 17 febbraio 2019 e l’articolo sulla relazione di Romano Prodi e sulle conclusioni di Roberto Rossini.  

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