A proposito di razze

dal profilo facebook di Paola Ronco.

Genova, centro storico, sono in coda dal nostro verduriere di Fossatello.
Davanti a me una giovane donna chiede dei mandarini, una manciata, non di più. Guarda con apprensione la bilancia.
Il verduriere è molto giovane e simpatico, ogni volta scambiamo due parole: ha la pelle un po’ ambrata, i capelli sparati in testa pieni di gel, dei grandi occhialoni. Parla un italiano praticamente perfetto, ma si capisce che non è la sua lingua madre.

Pesa i mandarini.
– Un euro e trenta – le dice.
La ragazza sospira, dice no. – Toglimene un po’, non ci arrivo con i soldi, – gli dice.
Lui la guarda, prende un mandarino, due.
– Ci arrivi a un euro?
Lei guarda nel portafogli, scuote la testa.
– Ho novanta centesimi, – gli dice.
Lui toglie un altro mandarino, ora ne ha tre in una mano. La bilancia dice novantasei centesimi.
– Novanta centesimi, allora, – dice lui.
Mentre lei conta i centesimi, il verduriere senza dire una parola rimette i tre mandarini nel sacchetto e glielo consegna, prendendo i soldi.
La ragazza prende la busta e scappa via senza salutare, non si guarda intorno. Fa male al cuore vederla e non riuscire a dire niente.

Quando tocca a me sorrido al verduriere.
– E’ stato molto bello quello che hai fatto, – gli dico.
Lui sorride, si schermisce. – Ma no, è che io non posso regalare la frutta, non è roba mia. Ma se posso aiuto, perché so cosa vuol dire.
Pesa la mia verdura e intanto il suo sguardo corre lontano. Poi si decide. – Non so se hai notato, – mi dice. – Ma io non sono italiano. Vengo dall’Afghanistan. Ci ho messo cinque anni ad arrivare qui in Italia.
– Cinque anni? – faccio io. – Ma scusa, a quanti anni te ne sei andato?
– Avevo dodici anni, – sorride lui. – Ho attraversato l’Iran, la Turchia, la Macedonia, la Bosnia… insomma, alla fine ci sono arrivato. E di cose ne ho viste parecchie. – Mi guarda, annuisce. – Ora ho diciannove anni, e sono qui.

Mentre me ne vado con la mia verdura, un po’ mi vergogno dei miei simili che blaterano di razze, confini e paure pilotate. Un po’, anche, provo amore per questa specie umana capace di attraversare il mondo e di smuovere la storia.

Paola Ronco

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...