“Cammino di introduzione al Corano ed all’Islam” di fratel Ignazio De Francesco della comunità di Monte Sole. Incontro n. 2 (22 aprile 2015)

da Famigliedellavisitazione.it, il sito dell’Associazione di fedeli della diocesi di Bologna “Famiglie della Visitazione”.

Mercoledì 22 aprile 2015, secondo il programma annunciato (v. post), si è tenuto presso la parrocchia di S. Antonio alla Dozza (Bologna) il secondo incontro per un “cammino di introduzione al Corano ed all’Islam”

Relatore:
fratel Ignazio De Francesco della comunità di Monte Sole.

Di seguito pubblichiamo la registrazione audio e un resoconto sintetico dell’incontro.

Introduzione al Corano e all’Islam di Ignazio De Francesco. Incontro n. 2 – file audio

Piccola sintesi degli interventi a cura di Francesco Scimè

Il Corano

Alla base dell’Islam c’è la fede in un Libro Santo, ispirato da Dio.
Consiglio qualche lettura. Innanzitutto il Corano, edito da Mondadori (la migliore traduzione); il Dizionario del Corano, sempre edito da Mondadori; “Alle origini del Corano”, a cura di Caterina Bori, con una critica storica di tutto il fenomeno islamico, che rivoluziona gli studi precedenti, addirittura mettendo in discussione la storicità dello stesso Maometto.

I Musulmani nascono da un “humus” che è comune a noi, come anche il Cristianesimo nasce all’interno del giudaismo.

Dio

Sura 41, 6: “Io non sono che un uomo come voi. Mi è stato solo rivelato che il vostro Dio è un unico Dio”.

4, 48: Il peccato imperdonabile è che non si creda nell’unicità di Dio.

4, 171: Gesù non è altro che un messaggero di Dio. I cristiani esagerano nel credere che Gesù è il Figlio di Dio.

112, 1-4: Dio non ha generato e non è stato generato e nessuno è uguale a Dio (sura recitata ogni giorno a Betlemme).
Per l’Islam Dio è creatore e il creato parla di Dio; ci sono due libri, il Corano e il libro della natura. I programmi televisivi musulmani son molto ricchi di panorami, delle meraviglie del creato, accompagnati da parole del Corano.

51, 56-58: È solo perché adorassero Dio che sono stati creati i demoni (Jin) e gli uomini.

27, 60-61: Un unico Dio, creatore e provvidente, che ci dà il pane quotidiano (rizk). L’Islam ha una grande fede nella Provvidenza di Dio. Tutto viene da Dio.

93, 1-11: Dio si è occupato di te e tu occupati dell’orfano e del povero.

Gli Angeli

4, 136: Credere in Dio, nel suo messaggero, negli angeli, nel Libro. Credere nell’invisibile. Gli angeli hanno la funzione di “cinghia di trasmissione” tra Dio e il creato.

7, 11ss.: La ribellione di un angelo orgoglioso, Iblis, che viene cacciato all’inferno. Iblis tenta l’uomo (racconto molto simile a quello biblico del peccato originale di Genesi 3).
Una stranezza del Corano qui: Dio chiede agli angeli di adorare l’uomo, mentre di solito dice che si deve adorare solo Dio.
La nudità è segno dell’inimicizia del Satana verso l’uomo. Il pudore è molto in onore nell’Islam.
Il diavolo è tentatore, che sussurra (waas) nel cuore dell’uomo, ma che arretra (karnas) all’invocazione del nome di Dio.

Il destino

17, 13: Il destino è attaccato al collo dell’uomo. Tutto è voluto da Dio.

13, 8: Dio conosce tutto, è più intimo a noi della nostra vena giugulare; Dio conosce tutto quello che celano i cuori (3, 154)

Al Buhan, Sahih, libro 59: Predestinazione assoluta. Fino al quarto mese l’embrione è solo carne, poi Dio soffia in lui lo spirito (dal quinto mese per l’islam l’aborto è proibito). Questa fede nel destino è alla base della grande capacità di sopportazione dei musulmani.

76, 29: Voi vorrete solo se Dio lo vuole

4, 13-14: Se obbedisci a Dio, andrai in Paradiso, se disubbidisci, andrai all’inferno. Se l’uomo lo vuole, può fare il bene.

Domande e risposte

La contraddizione tra libertà dell’uomo e il destino c’è. Anche un certo rapporto “mercantile” tra l’uomo e Dio. Ogni sistema religioso è così, contiene elementi in tensione fra loro.

Credo comunque che l’Islam sia sostanzialmente “pelagiano”, cioè dia molta importanza alle opere dell’uomo, al loro peso in ordine al giudizio finale. Nel giudizio universale non ci sarà perdono, tranne che per il caso di coloro che in vita hanno subito la pena coranica (taglio della mano per il ladro, flagellazione per il rapporto sessuale tra non coniugati, lapidazione tra coniugati).

Però: storia di un uomo che, giudicato da Dio, mentre viene portato all’inferno guarda verso Dio, dicendogli “Non avevo questa opinione di te” e per questa parola viene perdonato.

Conclusione : non cercare di organizzare una religione in un sistema che fornisca una risposta univoca alle questioni. L’Islam sfugge a questo tentativo. C’è il destino e la libertà, il diritto e l’amore gratuito.

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