Messaggio patriarcale per i 1030 anni dal battesimo della Rus’

da Ortodossiatorino.net, il sito della parrocchia ortodossa del Patriarcato di Mosca a Torino dedicata a San Massimo.

Vi presentiamo la nostra traduzione italiana del messaggio del patriarca Kirill e del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa in occasione del 1030° anniversario del Battesimo della Rus’.

Messaggio di sua Santità il patriarca Kirill e del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa agli arcipastori, al clero, ai monaci e ai laici nel 1030° anniversario del Battesimo della Rus’

Benedetto il Signore Gesù Cristo
che è giunto ad amare un nuovo popolo, la terra russa
e lo ha illuminato con il santo battesimo
(Cronaca degli anni passati)

Beneamati nel Signore, sacratissimi arcipastori, venerabili presbiteri e diaconi, monaci e monache amati da Dio, cari fratelli e sorelle!

Oggi tutto il pleroma della nostra Chiesa commemora il santo grande principe Vladimir pari agli apostoli, e ricorda con gratitudine come 1030 anni fa, grazie agli sforzi di questo uomo eletto da Dio e potente nello spirito, ha avuto luogo un evento spartiacque nella storia dei popoli slavi. Tramite l’azione dello Spirito Santo tutto buono, il principe si liberò dalle illusioni pagane, abbracciò con fede l’unigenito Figlio di Dio Gesù Cristo e, avendo ricevuto il santo battesimo con i suoi fratelli d’armi, portò la luce salvifica del Vangelo alla Rus’.

Perché chiamiamo il battesimo della Rus’ l’evento spartiacque nella storia dei nostri popoli? Lo facciamo perché ha cambiato per sempre l’intera civiltà slava e ha predestinato l’ulteriore corso del suo sviluppo. Fu davvero la svolta decisiva dalle tenebre alla luce, dal vagare nell’oscurità delle false idee fino al ritrovamento della verità e della salvezza divinamente rivelate.

Il Signore amico degli uomini e generoso ci ha concesso una misericordia senza pari e una grande felicità – la possibilità di appartenere alla Chiesa ortodossa, di costituire un unico corpo di Cristo e di prendere parte all’inesauribile “sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna” (Gv 4:14). Quindi, “non siamo più stranieri e forestieri, ma… concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio, costruiti sulla base degli apostoli e dei profeti, e Cristo Gesù stesso è la pietra angolare” (Ef 2:19-20).

Sappiamo molto poco della vita della Rus’ prima del Battesimo. I resoconti storici a nostra disposizione hanno conservato un’immagine piuttosto contraddittoria dei nostri antenati come persone, da una parte, crudeli e infide, e dall’altra, coraggiose e generose. Mentre obbedivano alle leggi della faida, gli slavi allo stesso tempo erano persone generose in ospitalità e magnanimità. Tuttavia, durante le campagne militari, un pacifico slavo si tramutava in un guerriero formidabile e spietato: la sua rabbia superava tutti i limiti e per ottenere un ricco bottino era pronto a tutto.

Il mondo slavo sembrava essere a un crocevia tra il bene e il male, mostrando a volte qualità nobili dell’anima, a volte l’orribile abisso delle tenebre. Era necessario un passo fermo e deciso per fare la scelta decisiva. E questa scelta fu fatta dal santo principe Vladimir, pari agli apostoli. La fede ortodossa impiantata nella vita dei nostri antenati dal grande principe trasfigurò il nostro popolo, sviluppando in esso lo spirito di altruismo e mansuetudine, sacrificio e pazienza.

Nei secoli successivi al battesimo nelle acque benedette del Dnepr, la Rus’ si sforzò di edificare la propria vita sulla base degli alti ideali cristiani e della fedeltà al Vangelo, per basare la propria vita su ciò che il filosofo Ivan Il’in chiamava “baciare la Croce”, ovvero l’ardente amore del Signore e il timore reverenziale per il suo sacrificio redentore. Nonostante tutti i colpi di scena della nostra storia, nonostante tutti gli errori, le deviazioni e persino le cadute, ciò che il nostro popolo ha sempre messo al di sopra di tutto è stato servire e dimorare nella verità divina.

Abbracciare la spiritualità ortodossa è stato anche un potente impulso per lo sviluppo della cultura unica degli slavi orientali. La scelta di religione del principe Vladimir fu anche una scelta di mentalità e di modalità cristiana nei campi della vita sociale e dello stile della cultura. Era la scelta di percorso che la civiltà avrebbe intrapreso. Così ora non possiamo immaginare la nostra letteratura, l’arte, l’architettura o la musica senza i motivi e i soggetti del Vangelo. Impregnate di ideali e valori morali cristiani, queste opere d’arte ci conducono al ricco mondo spirituale della fede ortodossa, incoraggiandoci a riflettere sulle questioni eterne della vita umana e del suo scopo.

Tuttavia, non è solo l’appartenenza per nascita alla cultura ortodossa che ci rende cristiani. Essere cristiani ortodossi non significa rendere omaggio a una tradizione basata sull’amore per le tombe degli antenati e sulla storia nazionale. Essere cristiani ortodossi significa, prima di tutto, fare una scelta consapevole del nostro cammino di vita, significa incessantemente cercare Cristo e la sua verità. Proprio come il principe Vladimir, pari agli apostoli, che, dopo essersi “spogliato del vecchio uomo con le sue azioni <…> si è rivestito dell’uomo nuovo” (Col 3:9-10), diede per sempre il suo cuore al Signore Gesù, anche noi, ricordando “di quale spirito siamo” (Lc 9:55), siamo chiamati ad essere “esecutori della parola, e non solo uditori” (Gc 1:22), e ad essere pienamente consapevoli che la nostra “vita è nascosta con Cristo in Dio” (Col 3:3).

Cercare la verità di Cristo e difenderla – questo è il precetto principale dato dal santo principe Vladimir ai popoli della santa Rus’, eredi del fonte battesimale del Dnepr. Tutta la nostra storia e cultura comune, la secolare tradizione spirituale ed ecclesiastica dei nostri popoli sono associate alla ricerca di questa verità. È al centro della nostra vita e auto-consapevolezza; ci unisce tutti e ci dà la forza per seguire il percorso del nostro sviluppo storico, superando ogni avversità, dolore e odio.

E ora nella fraterna Ucraina – il paese dove si trova il sacro fonte del Dnepr in cui i popoli della Rus’ sono stati battezzati, gli elementi di questo mondo si stanno sollevando contro la Chiesa del santo principe Vladimir, cercando di distruggere l’unità di questa santa Chiesa. Il clero e laici sono stati sottoposti ad accuse ingiuste e a oltraggi. Tuttavia, crediamo che nessuna pressione dall’esterno sia in grado di infrangere i sacri vincoli dell’amore di Cristo che ci uniscono nell’unico corpo della Chiesa. Crediamo che la nostra preghiera comune ci aiuterà a sopportare tutte le prove e preservare la purezza della fede ortodossa e la fedeltà alla verità canonica.

Glorificando con una sola bocca e un solo cuore il creatore per la sua ineffabile misericordia verso di noi, cerchiamo di essere degni del generoso amore di Dio e del grande dono spirituale che il principe Vladimir, pari agli apostoli, ha dato al suo popolo.

Per le preghiere di questo glorioso santo, gradito al Signore, possa il Signore celeste benedire con la pace i paesi della Rus’ storica, possa egli rafforzare i pastori e tutti i credenti che in Ucraina restano coraggiosamente fedeli alla Chiesa canonica; e possa darci il suo incessante aiuto nel seguire il sentiero della salvezza, in modo che noi, “non conformandoci a questo mondo: ma … trasformati dal rinnovamento della … mente” (Rm 12:2), possiamo servire Dio e gli uomini, testimoniando la bellezza e la forza intramontabili della fede di Cristo.

Originale: http://www.patriarchia.ru/db/text/5236851.html

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