La Barba di Aronne. Episodio quinto: Il “parting of the ways”

Ci pare bello e significativo e invitiamo perciò a vederlo, “La Barba di Aronne”, un ciclo di brevi video dove Fra Simone fa scoprire ai cristiani l’ebraismo.

La Barba di Aronne è il nuovo progetto che vuole fare piccoli passi all’interno del mondo ebraico; un mondo ricco di cultura e di tradizioni, visto dall’esterno: con gli occhi di un cristiano.

Quando ebraismo e cristianesimo hanno iniziato a separare le proprie vie, riconoscendole diverse e distanti l’una dall’altra? Anche se non c’è un momento preciso o un evento puntuale che ha portato a questa separazione, nella seconda metà del I° secolo le rispettive identità acquisiscono tratti sempre più definiti in opposizione all’altra. Gli atti degli Apostoli, Paolo e i vangeli da una parte; le decisioni prese dagli anziani del Sinedrio rifondato ed in salvo a Yavne dopo la distruzione del tempio di Gerusalemme, sono i luoghi dove possiamo trovare le tracce della divisione, via via più netta, del cristianesimo e dell’ebraismo, che dopo distruzioni e diaspore acquisisce una nuova fisionomia nel giudaismo rabbinico. Un argomento esteso e molto dibattuto, qui appena accennato.

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Il recinto e la palma

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

Dalle inferriate di un solido (?) recinto spingo lo sguardo sul bel tramonto giordano. Secondo la toponomastica biblica questi sono i monti di Moab. Stando alla tradizione, Mosè è morto a due passi da qui.

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Pillole di teologia S01 E12 – Credo la Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica

da Rbe.it, Radio Beckwith Evangelica, radio locale comunitaria legata alla Chiesa Evangelica Valdese.

Trasmissione e podcast settimanale di divulgazione teologica a cura di Fulvio Ferrario, pastore valdese e decano della Facoltà valdese di teologia.

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Due ebrei tre opinioni: le correnti ebraiche al di là delle apparenze

da Joimag.it, il sito dell’associazione JOI, Jewish Open Inclusive.

L’ebraismo ha sempre conosciuto un elevato grado di pluralismo. Questo elemento è stato però vissuto in modi diversi. La popolare festa di Channukka per esempio, non è solo riferita alla guerra di un gruppo di ebrei contro il potere ellenistico, ma anche contro gli ebrei ellenizzanti, che perseguivano una politica di assimilazione culturale. Da sempre, infatti, uno dei principali problemi dell’ebraismo è stato quello di mediare fra la necessità di conservazione e stabilità, tipica di ogni cultura religiosa, e il bisogno di un rinnovamento che permettesse alla cultura stessa di non diventare obsoleta a causa delle mutazioni sociali e storiche.

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Pace divina, umana e sociale, nell’insegnamento natalizio di Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo

da Ortodossia.it, sito ufficiale della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta.

Gloria a Dio negli Eccelsi e pace sulla terra, e agli uomini benevolenza.

L’inno degli Angeli per il Cristo nato, contenuto nel Vangelo di Luca (2,14-15), è spesso citato negli incipit e all’interno di numerosi messaggi natalizi di Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo. (2005, 2008, 2009, 2011, 2012 ). Il suo significato, pur nella brevità, è ampio e profondo, perché rappresenta una sorta di sintesi teologica cristiana.

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La “parte” di Auschwitz

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

Intorno alla figura pubblica (ben prima che alla persona in quanto tale) di Liliana Segre, in un gioco di rifrazioni permanenti, quindi anche di specchi che si riflettono a vicenda, si sta giocando sempre più spesso una partita che assume tratti discutibili se non sgradevoli. E che tuttavia non può sorprendere oltre misura.

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Il primo ponte del mondo. Da “Il ponte sulla Drina” di Ivo Andrić

Il ponte sulla Drina (titolo originale: На Дрини Ћуприја / Na Drini Ćuprija) è un romanzo scritto da Ivo Andrić tra il 1942 e il 1943 e pubblicato nel 1945. Fu il romanzo d’esordio di Andrić, che fino ad allora aveva scritto e pubblicato solo numerosi racconti brevi. Il romanzo è caratterizzato da una prosa lenta ma vigorosa e da uno svolgimento che abbraccia diversi secoli: la trama si svolge infatti partendo dall’inizio del XVI secolo e giungendo fino alla Prima guerra mondiale. Il protagonista del romanzo è il ponte sul fiume Drina (Ponte Mehmed Paša Sokolović) situato nella cittadina di Višegrad, località che si trova nella parte orientale della Bosnia, al confine con la Serbia. Il ponte fu costruito su ordine di Mehmed Pașa Sokolovič, che da ragazzino fu rapito dalla zona di Višegrad (1516) e portato a Istanbul dove, dopo anni di addestramento militare, vestì dapprima la divisa dei giannizzeri e divenne poi visir, inviato durante il regno di Solimano il Magnifico nella zona di origine.

Tramite una serie di racconti e aneddoti ambientati sullo sfondo e spesso sopra il ponte, Andrić traccia la storia di Višegrad e della Bosnia stessa, area costantemente al confine tra Impero ottomano ed Europa, tra cultura orientale e religione musulmana e cultura occidentale e cristiana. Il romanzo è una lettura importante per la comprensione della storia dei Balcani.

Il brano proposto si trova al capitolo XVI del romanzo.

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La dimensione occidentale dell’Ortodossia

L’Ortodossia, con il senso etimologico di retta o vera fede, di origine apostolica, si manifestò principalmente a Bisanzio, dando all’impero arte iconografica, mix stilistico, spesso travisato, ma spettacolare nelle sue mistiche battaglie. Si diffuse successivamente nell’Europa orientale e sud orientale, mentre il cattolicesimo romano, che comprendeva l’Europa centrale e occidentale, prendeva piede in altri continenti, come quello sudamericano. E l’Ortodossia, nonostante il numero molto ridotto di seguaci, si è diversificata adattandosi a certe culture orientali o africane, come nella Chiesa copta ortodossa o nella Chiesa etiope, caratterizzata da una particolare unicità iconografica, con carattere profetico.

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Bereshit 12 La generazione divisa. Di rav Alfonso Arbib

Proponiamo le lezioni di rav Alfonso Arbib sul libro di Bereshit (Genesi) a cura del Rabbinato Centrale di Milano.


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Siamo gli ultimi cristiani? L’inesorabile fine di un mondo che sta crollando

da Acli.it, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

Incontro un amico prete, parroco da molti anni, uomo di Vangelo, con una rara capacità di ascolto e di discernimento. Mi racconta, amareggiato, che non è raro sentire gli adolescenti che frequentano il suo oratorio rilanciare le accuse di pedofilia alla Chiesa. “Un tempo, mi dice sconsolato, ci accusavano di ricchezze e di potere, ora di abusi”.
Durante i suoi ultimi esercizi spirituali gli è capitato di confidare la sua amarezza nel vedere la polarizzazione in atto nella Chiesa al religioso che dettava le meditazioni quotidiane. Questi, incoraggiato dalla trasparenza del mio amico, gli risponde che, a suo dire, molto di questa situazione sia dovuta al pontificato di Papa Francesco. Al termine, consiglia al mio amico, alquanto sorpreso dall’andamento del colloquio, di visitare un sito online dichiaratamente ostile a papa Bergoglio.

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La differenza tra giustizia ed iniquità. Commento a Sal 97, 10

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Egli custodisce le anime dei suoi fedeli, li libera dalla mano degli empi.

Salmo 97, 10

Or il Dio di ogni grazia, che vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo, dopo che avrete sofferto per breve tempo, vi perfezionerà egli stesso, vi renderà fermi, vi fortificherà stabilmente.

1 Pietro 5, 10

Custodire e liberare, cosa possono significare per noi questi verbi nelle prime avvisaglie del nuovo anno? In questo versetto proposto oggi dal Lezionario Un giorno una parola abbiamo uno dei casi in cui il termine nephesh è riferito alla vita dei giusti che è preziosa agli occhi di Dio.

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I crocefissi, uscendo …

dal profilo facebook di Michele Cerasa.

Proponiamo un testo poetico molto bello di Sergio Guttilla molto apprezzato e condiviso su internet in questi giorni.

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