Il lavoro spirituale. La spiritualità del lavoro nella Laborem exercens applicata al mondo odierno

da Stefanobzc.com, #chimicadidio ragione-scienza-fede – La fisica dell’esistenza. Il blog nuovo per le nuove sfide del nuovo millennio.

Riprendiamo dal blog di don Stefano Bazzucchi, un testo riassuntivo dei temi del suo libro “Il lavoro Spirituale”.

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Dalla creazione dei santi angeli: un’istruzione o la Porta Aperta del Paradiso – da “Aurora nascente” di Jakob Böhme

Tudor Pectu ci presenta la sua traduzione di un brano del capitolo 4 del testo “Aurora nascente” di Jacob Böhme (Alt Seidenberg, 24 aprile 1575 – Görlitz, 17 novembre 1624). Egli è stato un filosofo, teologo, mistico e luterano tedesco. Fu uno dei principali esponenti del misticismo cristiano moderno, ed era detto dai suoi contemporanei «Philosophus teutonicus». La sua opera prima, scritta di getto nel tentativo di esprimere in parole il contenuto della rivelazione mistica ricevuta, “Aurora nascente” è stata colpita da accusa di eresia subito dopo la sua stesura nel 1612. Da allora il libro è scomparso e riapparso nel corso dei secoli seguendo vicende storiche complesse e affascinanti, letto in cenacoli di pochi iniziati e conservato gelosamente dai discepoli che lo salvarono dal silenzio – se non dalle fiamme – della censura. A partire dal suo primo libro e fino agli ultimi scritti, Jacob Böhme tenta di sviluppare e comunicare in sempre nuove forme il contenuto della sua filosofia mistica, al cui centro si trova il problema della relazione tra opposti, tra positivo e negativo. Questo aspetto è rilevante in primo luogo per quanto riguarda la concezione del Divino, considerato sia come divinità immobile, Senza-Fondo, sia come Dio creatore. Tanto nella natura quanto in Dio stesso, Böhme rinviene la presenza di una radice di negatività che è concepita non solo come opposizione ma anche come motore di vita e movimento. Dopo una fase iniziale, in cui la diffusione degli scritti fu ostacolata da accuse di eresia, la filosofia böhmiana è stata riscoperta tra 1700 e 1800: famosi lettori di Böhme sono stati Schelling, Hegel e Coleridge.

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Per la vita del mondo. Verso un ethos sociale della Chiesa ortodossa – V. Guerra, pace e violenza. Per la pace del mondo intero. . .

Per la vita del mondo. Verso un ethos sociale della Chiesa ortodossa: è il titolo di un documento di rilevante importanza. È il primo e organico approccio a quella che i cattolici chiamano «dottrina sociale». Il suo peso è indicato dalla sua origine (una richiesta del concilio di Creta del 2016), dal livello della commissione che l’ha preparato (13 teologi), dal materiale e riletture forniti (25 eparchie del Trono ecumenico distribuite nel mondo), dalle 12 lingue in cui è stato tradotto, dall’approvazione, nel gennaio 2020 del santo e sacro sinodo di Costantinopoli.

La pubblicazione è avvenuta negli USA il 27 marzo 2020. I curatori sono David Bentley Hart (del Notre Dame Institute for advanced study) e John Chryssavgis (del patriarcato ecumenico, presidente della commissione). Disteso in 82 numeri e diviso in otto parti, occupa una settantina di pagine.

I titoli delle parti sono orientativi: oltre la prefazione, l’introduzione (è tempo di servire il Signore); la Chiesa nella sfera pubblica (affidiamo tutta la nostra vita a Cristo Dio); il corso della vita umana (santifica le anime e i corpi nostri, e concedici di servirti in santità tutti i giorni della nostra vita); povertà, ricchezza e giustizia civile (ricordati Signore, di coloro che si ricordano dei poveri); guerra, pace e violenza (per la pace del mondo intero…); relazioni ecumeniche e relazioni con altre fedi (preghiamo per l’unità di tutti); ortodossia e diritti umani (ci hai creati a tua immagine e somiglianza); scienza, tecnologia, mondo naturale (il tuo dal tuo a te offriamo); conclusione (esultiamo, possedendo quest’àncora di speranza).

Su Settimananews.it il commento di Lorenzo Prezzi.

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Il lavoro come imitatio Dei secondo la tradizione ebraica

da Joimag.it, il sito dell’associazione JOI, Jewish Open Inclusive.

Ci sono voluti secoli, nella cultura occidentale, per riconciliarsi con l’idea e la prassi del lavoro. Se oggi siamo un po’ tutti ‘workaholic’ (neologismo inglese per dire ‘ossessivamente dipendenti dal lavoro’, sebbene di lavoro raramente estenuante), all’inizio non fu così: greci e latini esaltavano l’otium e non il negotium, termine che indicava sia le diverse attività manuali e professionali sia la fatica e il fastidio del lavorare. Il cristianesimo delle origini risentì di questa radice culturale, e aggravò l’idea del lavoro con un’interpretazione letterale di Bereshit/Genesi 3: il lavoro (come il parto per la donna) è un castigo divino per il peccato originale, e tanto più tale peccato era grave e universale, tanto più lavoro e parto – detti entrambi ‘travagli’ – apparivano dolorosi e pericolosi. Una condanna metafisica, più che una punizione storica. Come è noto, solo con Benedetto da Norcia, nel VI secolo, si avviò un progressivo riscatto del lavoro manuale.

Nel giudaismo quest’atteggiamento negativo verso il lavoro non è (quasi) mai esistito. E non avendo la dottrina del peccato originale, o almeno una sua versione dogmatica come la sviluppò Agostino di Ippona per la cristianità, il mondo ebraico non interpretò il lavorare e il partorire come esperienze negative, appunto una condanna storico-metafisica.

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Pavel Evdokimov: breve ritratto di un teologo russo

da Korazym.org, quotidiano non profit on line.

Per cattolici e protestanti l’accesso e la comprensione della teologia ortodossa è stato mediato, nel Secondo Dopoguerra, dalle opere di Pavel Evdokimov (1900-1970). Dopo gli studi, egli si dedicò, dopo essersi trasferito da San Pietroburgo a Istanbul, ad una vasta opera sociale in particolar modo a favore degli immigrati, poveri e socialmente emarginati.

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«Coronavirus e i segni dei tempi». Una riflessione di Yusuf Abd al-Hakim Carrara

da Coreis.it, il sito della COREIS (Comunità Religiosa Islamica Italiana), una comunità islamica nel cuore dell’occidente.

La rivista italiana Sacrum et Polis e quella francese Mizane hanno pubblicato una riflessione sul momento di crisi attuale a firma del vice presidente della COREIS Italiana, Yusuf Abd al-Hakim Carrara.

Ci fa piacere segnalarne i due link e, a seguire, alcuni brevi estratti significativi.

“Emergenza Coronavirus: spunti per una riflessione”

Yusuf Abd al-Hakim Carrara : posons-nous les bonnes questions sur le coronavirus!

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La Genesi. Lezioni di Haim Baharier

19 ottobre 2015
Le coppie: Adamo ed Eva, Caino e Abele
Adamo, la storia del primo essere vivente che ha avuto il coraggio di viversi come essere umano

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Pillole di teologia S01 E05 – Il rapporto tra fede e scienze della natura

da Rbe.it, Radio Beckwith Evangelica, radio locale comunitaria legata alla Chiesa Evangelica Valdese.

Trasmissione e podcast settimanale di divulgazione teologica a cura di Fulvio Ferrario, pastore valdese e decano della Facoltà valdese di teologia.

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Pillole di teologia S01 E04 – Cosa significa che Dio è «padre» e «creatore»?

da Rbe.it, Radio Beckwith Evangelica, radio locale comunitaria legata alla Chiesa Evangelica Valdese.

Trasmissione e podcast settimanale di divulgazione teologica a cura di Fulvio Ferrario, pastore valdese e decano della Facoltà valdese di teologia.

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Il pianeta muore, pentiamoci e muoviamoci!

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

La Comunione mondiale delle chiese riformate (Wcrc), organismo che riunisce circa ottanta milioni di cristiani riformati presenti in numerosi paesi del mondo uniti nell’azione a favore dell’unità della Chiesa, dei diritti umani, della giustizia economica, ha diramato un documento dedicato all’emergenza climatica. Un versetto biblico (Genesi 2:15) accompagna il testo: «Il Signore Dio prese l’uomo e lo mise nel Giardino dell’Eden perché lo coltivasse e lo custodisse».

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Oltre i precetti. Gli animali nella tradizione ebraica

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

La tradizione ebraica considera gli animali esseri senzienti, dotati di un’anima. Perciò viene più volte riaffermato il principio di evitare, se possibile, di provocar loro dolore. I grandi leader biblici furono pastori e quella fu la loro “palestra” per guidare il popolo. La sfida è di confrontarsi con chi, umano o animale, non ha voce e non ha potere di opporsi.

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Ascoltare il gemito della creazione

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Il Signore rispose a Giobbe: “Dov’eri tu quando io fondavo la terra? Dillo, se hai tanta intelligenza”. Allora gli dissi: “Fin qui tu verrai, e non oltre; qui si fermerà l’orgoglio dei tuoi flutti”.

Giobbe 38, 4-11

Per fede comprendiamo che i mondi sono stati formati dalla parola di Dio; così le cose che si vedono non sono state tratte da cose apparenti.

Ebrei 11, 3

«Dio disse: Luce! E la luce fu. Dio vide che la luce era bella» (Genesi 1, 3-4). «I cieli furono fatti dalla Parola del Signore» (Salmo 33, 6) e «raccontano la gloria di Dio» (Salmo 19, 1). Eppure la voce della terra, anziché essere un canto di lode per Dio, è diventata un gemito di dolore. «La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio e geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto» (Romani 8, 19-22). È una immagine per descrivere il dramma, ma anche il dinamismo dell’evoluzione della creazione: essa è tutto un gemito, come un’immensa doglia del parto. La creazione aspira a qualcosa di diverso. È in una situazione in cui la vita sta per manifestarsi attraverso dolori e sofferenze. Ma questa aspettativa non riesce a realizzarsi pienamente.

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Messaggio del Card. Turkson: Alla Comunità Scientifica in occasione del 4° Anniversario della Laudato Si’

Pubblichiamo di seguito il Messaggio del Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Em.mo Card. Peter Kodwo Appiah Turkson, alla Comunità Scientifica in occasione del 4° Anniversario dell’Enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco:

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Gli Yazidi celebrano Charshama Sor (il mercoledì rosso)

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Gli Yazidi, popolo perseguitato come pochi – in questi ultimi anni soprattutto dall’Isis – è costituito, si stima, da circa un milione di persone. Abitano nel Kurdistan, Nazione senza stato divisa tra Iran, Turchia, Iraq e Siria. Alcune comunità vivono in Russia, Armenia e Georgia. Quelli della diaspora soprattutto in Germania.

La loro festa tradizionale Charshama Sor (o anche Carsema Sor, l’Anno Nuovo) si celebra nel primo mercoledì successivo al 13 aprile. Quest’anno quindi cade il 17 aprile.

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Bereshit 06 Gli ultimi uomini della parashà di Bereshit. Di rav Alfonso Arbib

Proponiamo le lezioni di rav Alfonso Arbib sul libro di Bereshit (Genesi) a cura del Rabbinato Centrale di Milano.


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