«La democrazia: ascolto, pazienza, confronto, speranza», di Giovanni Bianchi

Ad un anno dalla scomparsa di Giovanni Bianchi proponiamo il suo intervento al XXVI Congresso provinciale Acli di Como del 5 marzo 2016. A seguire il ricordo delle ACLI pubblicato sul sito nazionale.

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100 anni fa nasceva Nelson Mandela. Un commento e un ricordo

Cent’anni fa nasceva il leader sudafricano, imprigionato a lungo e poi presidente del suo paese. Proponiamo un articolo di Paolo Naso e una testimonianza raccontata da Gianni Sartori.

La lezione di Nelson Mandela

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Il 18 luglio di cent’anni fa in un minuscolo villaggio del Sudafrica nasceva Nelson Mandela, una delle personalità chiave del Novecento e di un tempo forse sovraccarico di ideologie, ma attraversato dalla volontà di capire, di farsi un giudizio proprio sulle persone e sui fatti, anche quelli che accadevano più lontani da noi.

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La pace e la libertà nei testi biblici. Un articolo di don Bruno Maggioni

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Il discorso biblico è sempre un discorso a monte e i discorsi a monte hanno una loro importanza; per il credente, poi, la Bibbia è anche un punto di riferimento, in un certo senso l’ultimo punto di riferimento. Mi pare di poter dire che il discorso biblico sulla pace e sulla libertà, anche dopo 2000 anni di cristianesimo, non è un discorso scontato, non è diventato il discorso di senso comune; ma comunque, quando si fa il discorso biblico sulla pace e sulla libertà, generalmente si è tutti d’accordo; il disaccordo nasce quando dall’ideale biblico si passa al concreto.

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Giovanni Battista Montini e le ACLI. Le origini delle ACLI: Tra il Patto di Roma e la Santa Sede

Con il convegno svoltosi a Roma nei giorni 26-28 agosto 1944, nel convento di S. Maria sopra Minerva viene indicata la nascita “ufficiale” delle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani.

L’idea delle Acli, non il nome, nacque nella mente e nel cuore di Achille Grandi insieme con l’idea dell’unità sindacale e ne fu una conseguenza.

L’affermazione è di monsignor Luigi Civardi, il primo assistente ecclesiastico delle Acli.

patto_di_romaAlle origini delle Acli c’è, dunque, il Patto di Roma del 12 giugno 1944, che da vita alla Cgil unitaria. Achille Grandi, firmando il patto di unità sindacale, allega contestualmente una dichiarazione della corrente democratico-cristiana in cui tra l’altro è scritto che l’esistenza del sindacato unitario non esclude che i lavoratori si organizzino in associazioni libere e private per scopi educativi, politici, assistenziali, ricreativi ed in altre opere di carattere cooperativo e professionale. Sono prefigurati in questa frase ruolo e compiti delle future Acli.
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Minima personalia, un’autobiografia scritta da Alexander Langer nel 1986

da Alexanderlanger.org, il sito della Fondazione Alexander Langer Stiftung.

Minima personalia è stato pubblicato per la prima volta nel marzo 1986 (annata XLI) sulla rivista “Belfagor Rassegna di varia umanità” diretta da Carlo Ferdinando Russo.

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A 50 anni dalla sua morte. Ritratto di Romano Guardini

da Theologicalmind.wixsite.com, Theological mind: theology notes, il blog di Fabio Cittadini.

Romano Guardini nacque a Verona, il 17 febbraio 1885, da Romano Tullo e da Paola Maria Berardinelli, entrambi appartenenti ad agiate famiglie di commercianti. Un anno dopo la nascita i genitori si trasferirono a Magonza, per gestirvi una filiale della ditta di famiglia e dove; nel 1910, inoltre, il padre vi venne nominato console d’Italia. Nel 1903, terminati con ottimi risultati gli studi secondari, egli si iscrisse alla facoltà di chimica nell’Università di Tubinga, per poi passare, nel 1905, a quella di scienze politiche a Monaco.

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“Dio è nei cieli, e tu sei sulla terra”. Paolo De Benedetti legge Qohelet

Proponiamo una monografia a cura della trasmissione “Uomini e profeti” di Radio 3 del novembre-dicembre 1999.

È di grande importanza che Qohèlet sia stato incluso nel canone biblico. Ciò significa che una religiosità così laica, conflittuale, critica, negatrice di tutta la tradizione, è legittimata addirittura come parola di Dio. Non dobbiamo vedere in questo qualcosa di contraddittorio, quanto piuttosto una implicita ammonizione a coloro che si adagiano soddisfatti nel pensare religioso e che considerano il pensare laico un affronto fatto a Dio.

Paolo De Benedetti

Paolo De Benedetti (Asti, 23 dicembre 1927 – Asti, 11 dicembre 2016) è stato un teologo e biblista italiano. Nato in una famiglia di religione giudaica, è stato docente di Giudaismo alla Facoltà teologica dell’Italia settentrionale di Milano e di Antico Testamento agli Istituti di scienze religiose delle università di Urbino e Trento.

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Roncalli Patriarca di Venezia: un ritorno alla vita pastorale della giovinezza

da Santalessandro.org, settimanale online diocesi di Bergamo.

La nomina di Roncalli a Patriarca di Venezia (1953-1958) rappresenta il gradito ritorno alla vita pastorale della giovinezza, però senza che ne abbandonasse lo stile e l’ispirazione. Questo il suo commento nel Giornale dell’anima (15-21 maggio 1953): «E’ interessante che la Provvidenza mi abbia ricondotto là dove la mia vocazione sacerdotale prese le prime mosse, cioè al servizio pastorale. In verità ho sempre ritenuto che per un ecclesiastico la diplomazia deve essere permeata di spirito pastorale; diversamente non conta nulla e volge al ridicolo una missione santa».

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La Bibbia e il giornale. Teologia di Karl Barth

Letture ‘La Bibbia e il giornale. Teologia di Karl Barth’ con Fulvio Ferrario dalla rubrica Radiotre “Uomini e Profeti” – puntata del 30 novembre 2008.

Protagonista di questa puntata una delle più grandi figure del pensiero teologico del Novecento, il pastore protestante svizzero Karl Barth. Le sue riflessioni sulla fede, i suoi commenti ai testi delle Scritture, la sua passione politica, che si espresse in una strenua opposizione al Nazismo: a quarant’anni dalla morte, ne parliamo in questa puntata con Fulvio Ferrario, docente di Teologia Sistematica presso la Facoltà Valdese di Roma.

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Giovanni Battista Montini e le ACLI. Il “montinismo”: Un progetto per l’Italia

Più che di una corrente di pensiero nel senso vero e proprio, sarebbe più giusto definire il montinismo come una sensibilità comune a un certo numero di intellettuali cattolici, caratterizzata da un larga apertura alla modernità e alle sue sfide e finalizzata alla realizzazione di una nuova sintesi cristiana nel campo intellettuale, culturale e politico. Più che un partito organizzato e strutturato in seno della Chiesa preconciliare, i montiniani hanno rappresentato una nebulosa di gruppi, di cenacoli, di pubblicazioni che si riconoscevano nell’azione del prelato bresciano e guardavano a lui come a colui che avrebbe potuto incarnare la speranza di un rinnovamento cattolico. Se il montinismo (come del resto il ‘maritainismo’ con il quale viene spesso associato) è stato sempre fonte di polemiche e di controversie, esso corrisponde ad una stagione ben delimitata della storia del cattolicesimo italiano del Novecento, che va dalla fine degli anni Venti alla fine degli anni Settanta e ciò corrisponde grosso modo alla vita ecclesiale di Giovanni Battista Montini.

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«Saper restare uomini». Da “Il sergente nella neve” di Mario Rigoni Stern

A dieci anni dalla morte di Mario Rigoni Stern proponiamo un famoso brano da Il sergente nella neve, una sua interpretazione dentro una canzone di Marco Paolini e dei Mercanti di liquore e una breve sequenza dal film-dialogo con lo stesso Paolini diretto da Carlo Mazzacurati, Ritratti: Mario Rigoni Stern.

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Giovanni Battista Montini e le ACLI. Il giovane Montini: Le radici di un protagonista del ‘900

Giovanni Battista Montini nacque il 26 settembre 1897 a Concesio, un piccolo paese all’imbocco della Val Trompia, a nord di Brescia, dove la famiglia Montini, di estrazione borghese, aveva una casa per le ferie estive.  I genitori, l’avvocato Giorgio Montini e Giuditta Alghisi, si erano sposati nel 1895 ed ebbero tre figli: Lodovico, nato nel 1896, che divenne avvocato, deputato e senatore della Repubblica, Giovanni Battista e, nel 1900, Francesco, medico.

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Due richieste/invocazioni per seguire Cristo. Omelia di p. Georgy Kochetkov

Dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesù si recò in Galilea, predicando l’evangelo di Dio e dicendo: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete all’evangelo».

Or passando lungo il mar della Galilea, egli vide Simone e Andrea, il fratello di Simone, che gettavano la rete in mare, perché erano pescatori. E Gesù disse loro: «Seguitemi, ed io farò di voi dei pescatori d’uomini». Ed essi, lasciate subito le reti, lo seguirono.

Poi, spintosi un po’ più oltre, vide Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello, che anch’essi in barca rassettavano le reti; e subito li chiamò; ed essi, lasciato Zebedeo loro padre nella barca con gli operai, se n’andarono dietro a lui.

Mc 1:14-20

Cari fratelli e sorelle!

Rallegriamoci sempre a sentire ogni parola del Vangelo perché avvertiamo sempre la sua attualità, rendiamoci conto quanto sia applicabile al nostro tempo ed a noi. Ad eccezione, forse, di alcune circostanze particolari, in sostanza tutto è attuale. Il Vangelo è vivo anche nei nostri tempi.

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«Senza unità sul lavoro non torna il sole» di Pierre Carniti

È morto a Roma, a 81 anni, lo storico sindacalista Pierre Carniti. Nato a Castellone, in provincia di Cremona, nel 1936, nipote della poetessa Alda Merini, è stato segretario della Cisl dal 1979 al 1985. Parlamentare europeo per due legislature, dal 1989 al 1999, Carniti è stato anche senatore, eletto con il Psi, nel 1993 e nel 1994.

Per ricordarlo proponiamo il suo discorso al convegno organizzato il 6 dicembre per celebrare i suoi 80 anni (da Eguaglianzaeliberta.it, EL online Eguaglianza & Libertà rivista di critica sociale). In quell’occasione le Edizioni Lavoro pubblicarono un libro (“Pensiero, azione e autonomia”) con un racconto autobiografico, vari saggi e dieci testimonianze di protagonisti del mondo sindacale. 

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Giovanni Battista Montini e le ACLI. «Figlioli, amici carissimi, … »: Nessun amore è mai indolore. Introduzione

Vi apro l’animo mio e il mio cuore, la mia affezione. Voi mi avete stimolato con le vostre accoglienze, con le vostre parole e coi vostri doni, con il vostro fervore, a essere veramente vicino a voi. Ebbene, dirò che voglio essere vicino a voi e cercherò di esserlo sempre di più non in maniera retorica , o puramente esteriore, ma col cuore di pastore che comprende, che sa, che vuol bene, che aiuta, che compatisce, che corregge.

Prima visita di G. B. Montini alla sede delle ACLI milanesi e incontro con la Consulta – 15 gennaio 1955

Cogliendo l’occasione della prossima canonizzazione di Paolo VI, su La Bottega di Nazareth proporremo in una serie di articoli il racconto dello stretto e spesso complesso rapporto tra Montini e le ACLI. Così in continuità con il percorso su Achille Grandi già pubblicato riscopriremo assieme un altro pezzo di storia associativa e insieme italiana ed ecclesiale.

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“Sono senatrice, sono Testimone: difenderò democrazia e diritti”. L’intervento di Liliana Segre al Senato

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

“Mi rifiuto di pensare che la nostra civiltà democratica possa essere sporcata da leggi speciali contro i popoli nomadi. Se dovesse accadere mi opporrò con tutte le energie che mi restano”.

È la promessa di Liliana Segre, Testimone della Shoah e senatrice a vita, le cui parole hanno lasciato il segno nel corso del dibattito sviluppatosi a Palazzo Madama per la fiducia al nuovo governo Conte.

Un primo intervento, nell’aula dove siede dall’aprile scorso per nomina del Presidente Mattarella, che ha scosso ed emozionato l’opinione pubblica. “Mi accingo a svolgere il mandato di senatrice – le sue parole – ben conscia della mia totale inesperienza politica e confidando molto nella pazienza che tutti loro vorranno usare nei confronti di un’anziana nonna, come sono io. Tenterò di dare un modesto contributo all’attività parlamentare traendo ispirazione da ciò che ho imparato”. Un impegno che porterà avanti anche nel nome, ha affermato, “di quei tanti che, a differenza di me, non sono tornati dai campi di sterminio, che sono stati uccisi per la sola colpa di essere nati, che non hanno tomba, che sono cenere nel vento”.

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Nunzio apostolico a Parigi, Angelo Roncalli scrive a Saragat: “Scusi se non posso invitare le signore”

da Santalessandro.org, settimanale online diocesi di Bergamo.

Ecco il secondo dei due inediti concessi in anteprima al settimanale diocesano Santalessandro.org dalla Fondazione Papa Giovanni XXIII in occasione della presentazione dell’archivio digitale.

«Questa lettera – racconta don Ezio Bolis, direttore della Fondazione Giovanni XXIII – fu indirizzata il 16 febbraio del 1946 a Giuseppe Saragat – futuro presidente della Repubblica -, che per un breve tempo rivestì il ruolo di ambasciatore italiano in Francia (nel giugno dello stesso anno fu eletto all’Assemblea Costituente, che poi presiedette). Roncalli era dal 1944 nunzio apostolico a Parigi: nella sua missiva, ringrazia per aver ricevuto un biglietto nell’anniversario della conciliazione tra lo Stato e la Chiesa e invita a pranzo (o a cena) Saragat e i collaboratori di quest’ultimo. Roncalli si scusa, anzi, per non aver formulato prima l’invito: spiega di essere stato “assai distratto dal passaggio di una decina di cardinali tra vecchi e nuovi” che egli aveva dovuto accogliere a Parigi. Costoro erano diretti a Roma, al primo concistoro indetto da Pio XII, dopo gli anni della guerra. Interessante è che questi cardinali avessero trovato opportuno incontrarsi con Roncalli – che all’epoca ancora cardinale non era -, quasi per potersi consultare con lui prima del vero e proprio concistoro».

Dal testo emergono anche aspetti del carattere di San Giovanni XXIII, la sua affabilità, un certo umorismo: «Il tono della lettera – continua don Ezio – è comunque di grande affabilità, secondo uno stile che poi ritroveremo nel Roncalli Patriarca di Venezia e Papa. Nel testo vi sono anche degli accenti umoristici, per esempio quando egli scrive a Saragat che con l’invito a pranzo egli vorrebbe esprimergli la sua riconoscenza “in una forma tutta semplice e tutta italiana” o quando si scusa per non poter estendere l’invito alle signore mogli, “che il protocollo vaticano non ammette ai pranzi nelle Nunziature»

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Roncalli visitatore apostolico in Bulgaria aiuta le popolazioni colpite dal terremoto

da Santalessandro.org, settimanale online diocesi di Bergamo.

Il primo dei due inediti concessi in anteprima al settimanale diocesano Santalessandro.org dalla Fondazione Papa Giovanni XXIII in occasione della presentazione dell’archivio digitale, è una lettera scritta da Angelo Roncalli nel 1928. 

Questa lettera – racconta don Ezio Bolis – è indirizzata un “signor Dammacco”, probabilmente un commerciante che – come tanti altri italiani al tempo – aveva rapporti di affari in Bulgaria. Roncalli, che nel 1925 era appunto stato nominato “visitatore apostolico” in quel Paese, fa riferimento alle disastrose scosse di terremoto che avevano colpito la regione di Plovdiv, l’antica Filippopoli; racconta anche di essersi recato in quella zona per aiutare “del suo meglio” i superstiti. Da altre lettere, indirizzate ai familiari, apprendiamo che decise di dormire all’addiaccio, per un senso di solidarietà con coloro che erano rimasti senza casa. Sappiamo pure che egli si attivò con la Santa Sede per avere una discreta somma di denaro, che poi ripartì tra i terremotati, senza distinzioni tra i cattolici e i membri di altre confessioni, perlopiù ortodossi».

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Don Nicolini e don Milani

Ecco alcuni materiali disponibili in rete sul rapporto tra don Giovanni Nicolini e don Lorenzo Milani e sulla scuola organizzata da don Giovanni partendo dall’esperienza di Barbiana.

Don Giovanni Nicolini, sulla scia di don Milani

È una piccola Barbiana emiliana la scuola paterna di Sammartini, piccola frazione di campagna del comune di Crevalcore, a circa trenta chilometri da Bologna. Il prete illuminato che ha portato l’insegnamento di Don Milani nella bassa pianura padana è Don Giovanni Nicolini, ex direttore della Caritas di Bologna, che dall’esempio del piccolo borgo della diocesi di Firenze ha creato una scuola che si ispira agli stessi principi educativi; un’evoluzione di quel modello negli anni ’80, con condizioni sociali e di accesso all’istruzione molto diverse.

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