Abbiamo bisogno di profeti per risvegliare le coscienze. Per una società giusta e solidale

da ReteSicomoro.it, conoscere per crescere.

«Non c’è più alcun profeta, e fra noi nessuno sa fino a quando»: il grido del Salmo 74 fa parte di un lungo lamento dopo il saccheggio e l’incendio della città di Gerusalemme nel 586 a.C. La desolazione e la disperazione invadono tutti gli spiriti perché l’impensabile è accaduto: la città santa non si è salvata.

Il grido, però, si applica a tante situazioni e molti sono tentati di riprenderlo oggi, in un mondo che sembra confermare quello che diceva Giobbe: «[…] Ciò che io temo, mi colpisce, e ciò che mi spaventa, mi sopraggiunge. Non ho tranquillità, non ho pace, non ho posa, mi assale il tormento » (Gb 3,25-26). In questo nostro mondo ove diventa difficile seminare la speranza, esistono ancora profeti? E chi sono i profeti dei nostri giorni? Vorrei mostrare, in questo breve testo, che l’antica tradizione dei profeti biblici non si è completamente spenta.
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Amico dell’ultimo istante. Profezia e martirio di P. Christian-Marie de Chergé, monaco trappista in terra d’Islam

da Oasiscenter.eu, il sito della fondazione Oasis, cristiani e musulmani nel mondo globale.

Ho ricevuto il testo delle lettere di p. Christian a p. Borrmans quasi in contemporanea alla notizia della sua scomparsa. Un profondo legame spirituale e di testimonianza li ha legati fino alla fine. Che a ben vedere non è affatto una fine, ma l’inizio sempre nuovo ed entusiasmante di chi testimonia contra spem l’unica autentica speranza, quella di chi vive nella luce e nella chiamata dell’Altro e dell’Oltre, in virtù di una misericordia che, il Cielo ne sia lodato, non è la nostra.

Miguel Manara

Nella notte fra il 26 e il 27 marzo del 1996 sette monaci trappisti del monastero di Tibhirine, in Algeria, sono stati sequestrati nel corso della sanguinosa guerra civile che ha fatto decine di migliaia di morti nel paese nordafricano, per essere ritrovati uccisi il 21 maggio.

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Martin Lutero, la Chiesa e la società: problemi del passato, esigenze del presente, prospettive del futuro

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

Proponiamo l’audio, il programma e la dispensa dell’incontro dibattito con il pastore Daniele Campoli, il presbitero cattolico don Saverio Xeres, il pastore Paolo Tognina e il biblista Ernesto Borghi dal titolo “Martin Lutero, la Chiesa e la società: problemi del passato, esigenze del presente, prospettive del futuro”, svoltosi presso il Centro Culturale Protestante di via Landriani 10 a Lugano, il 25 ottobre 2017.

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Una prospettiva contemporanea sul significato dell’ecumenismo. Intervista di Tudor Petcu ad André Birmelé

Tudor Pectu ha intervistato il pastore André Birmelé sull’ecumenismo. André Birmelé, pastore luterano alsaziano, insegna teologia sistematica presso la Facoltà teologica protestante di Strasburgo. La sua ricerca si concentra sull’ecclesiologia, sull’identità luterana e soprattutto sull’ecumenismo. 

André Birmelé ha studiato matematica all’Università di Strasburgo prima di dedicarsi alla teologia. Ha completato la sua carriera in tre diverse università, Strasburgo, Tubinga e Basilea ed è stato nominato nella sua prima parrocchia nel 1972. Il suo impegno ecumenico è iniziato due anni dopo con la sua nomina come assistente di ricerca presso il Centro di studi ecumenici del Federazione mondiale luterana, con sede a Strasburgo. Nel 1976, ha completato la sua tesi sulle scienze religiose sulla nozione di identità confessionale di Werner Elert. Dopo 6 mesi all’istituto ecumenico di Gerusalemme, è diventato assistente in teologia sistematica nel 1983 presso la Facoltà di teologia protestante dell’Università Marc Bloch di Strasburgo. Entrò nello stesso anno il comitato esecutivo del Consiglio Mondiale delle Chiese, mentre lavorava alla sua tesi di teologia protestante, Le salut en Jésus Christ dans les dialogues oecuméniques. Lo completò nel 1986 e divenne professore tre anni dopo. Insegna, oltre che a Strasburgo, nelle facoltà teologiche germaniche, Heidelberg, Lipsia, Zurigo, ma anche all’Istituto cattolico di Parigi. Ha servito come decano della facoltà di teologia e direttore della Scuola di specializzazione in teologia e studi religiosi della sua università. Oltre alle sue tesi, la sua bibliografia include diversi titoli importanti: La communion ecclesiale, Progrès oecuméniques et enjeux méthodologiques, Accords et dialogues oecuméniques, Introduction. à la théologie systématique. Ha anche diretto la pubblicazione di La foi des églises luthériennes. Confessions et catéchismes et Dictionnaire critique de théologie.

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L’Ortodossia russa e l’Occidente. Intervista a Basil Lourié a cura di Tudor Petcu

Il dott. Tudor Pectu ci propone un’intervista a Basil Lourié sulla storia dell’Ortodossia russa in Occidente. Basil Lourié è il caporedattore di “Scrinium: Revue de patrologie, d’hagiographiecritique et d’histoire ecclésiastique” (San Pietroburgo, Russia). Ha scritto ampiamente sulle tradizioni teologiche, liturgiche e agiografiche dell’Oriente cristiano, con un’attenzione particolare agli argomenti filosofici e logici della patristica, nonché ai calendari liturgici ebraici e paleocristiani del Secondo Tempio.

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Messaggio natalizio di Sua Santità Kirill, Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’

In occasione del Natale ortodosso che si celebra, nelle Chiese legate al calendario giuliano a cominciare da quella russa, il 7 gennaio 2018, il patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill, come ogni anno, ha mandato a tutti i fedeli un messaggio augurale. Il testo, nella traduzione italiana, è stato diffuso dal Patriarcato di Mosca nella mattinata del 6 gennaio.  Continua a leggere

Una luce di speranza e di fiducia

da Chiesavaldese.org, il sito dell’Unione delle Chiese metodiste e valdesi.

Il saluto del moderatore della Tavola valdese Eugenio Bernardini in occasione del nuovo anno.

Torre Pellice, 29 dicembre 2017

Ecco, io sto alla porta e busso.

Apocalisse 3,20

Si è appena chiuso un anno difficile, un altro. Alcuni segnali positivi ci sono stati, ma intorno a noi avvertiamo un clima che continua a essere dominato dall’incertezza se non dalla paura per il domani, quasi che il mondo in cui viviamo sia destinato al declino (per gli ottimisti) o al collasso (per i pessimisti). Questo è il dramma della nostra generazione, sempre più tentata dalle proposte politiche e dalle culture identitarie e intolleranti. Continua a leggere

I due Natali

da Aclisondrio.it, Acli provinciali di Sondrio.

Per sfuggire alla poco avvincente contabilità della parrocchia, faccio vagare lo sguardo sui dorsi dei libri che mi guardano dalla libreria davanti a me. Senza un perché, se non per noia, prendo un libro sui Balcani, forse per sfogliarlo. Dalle prime pagine, come stravaganti segnalibri, spuntano due banconote da dieci kune (reduci dimenticate di uno dei tanti viaggi tra Croazia e Bosnia) e quello che sembra un “santino”. Stampata sopra, accanto alla riproduzione di un volto di Gesù da icona orientale, non una citazione biblica, non una frase devota, ma un rimprovero piuttosto esplicito e ruvido: «Quando vi ho detto di comprare tutta quella roba per il mio compleanno?». Leggo la scritta in piccolo di lato … r.scapolo@tin.it … e mi torna in mente: un giorno d’inverno di non so quanti anni fa, a Como, incontro per caso don Renzo Scapolo, sempre prodigo di idee e azione dall’America Latina all’ex Jugoslavia, facciamo quattro chiacchiere sul suo progetto del momento e sui ricordi balcanici, i saluti da portare a qualche amico comune e, mentre sta per andarsene, mi mette in mano qualcuno di questi cartoncini. Continua a leggere

Ortodossia e filosofia. Intervista a Travis Dumsday a cura di Tudor Petcu

Le domande del dottor Tudor Pectu al filosofo canadese Travis Dumsday indagano il rapporto tra Ortodossia e filosofia. Il professor Travis Dumsday ha ricevuto il suo dottorato in filosofia nel 2010 dall’Università di Calgary. Dopo una borsa post-dottorale presso la University of North Carolina Chapel Hill, ha insegnato per un anno al Livingstone College e poi nel 2012 ha preso un posto presso la Concordia University di Edmonton. Convertito all’ortodossia dal presbiterianesimo (cresimato nel 2009), Dumsday lavora in diverse aree della filosofia, tra cui la filosofia della scienza, la metafisica, la filosofia della religione e la bioetica. Continua a leggere

Elisabeth Behr-Sigel: una grande donna dell’Ortodossia in Occidente. Intervista di Tudor Petcu a padre Michael Plekon

La signora Elisabeth Behr Sigel è stata una delle più significative donne e teologhe ortodosse del XX secolo in occidente. Era nata in Alsazia, in Francia nel 1907. Suo padre era protestante e sua madre ebrea. Studiò teologia presso la Facoltà protestante a Strasburgo e iniziò un ministero pastorale. Dopo poco tempo andò a Parigi per studiare teologia. Durante i suoi studi entrò in contatto con la diaspora ortodossa russa e si unì alla Chiesa ortodossa attraverso i suoi amici e colleghi dell’emigrazione russa. Fu influenzata da alcune delle più importanti figure teologiche dell’epoca (Metropolitan Evlogy, Vladimir Lossky, Paul Evdokimov, Lev Gillet, Maria Skobtsova, ecc.). All’età di 24 anni, abbracciò ufficialmente l’ortodossia. Col tempo incontrò e sposò un immigrato e ingegnere russo Andrý Behr. Durante la seconda guerra mondiale a Nancy, dove Elisabeth insegnava nel sistema scolastico pubblico e viveva con la famiglia, era attiva nel movimento di resistenza durante l’occupazione nazista. Dopo la guerra insegnò all’Istituto cattolico di Parigi, alla Facoltà teologica di San Sergio, all’Istituto ecumenico di Tantur vicino a Gerusalemme e al Collegio domenicano di Ottawa. Behr-Sigel insegnò in tutto il mondo e pubblicò molti libri e articoli ortodossi in inglese, francese e tedesco. Ha dedicato molto tempo ed energie alla promozione delle donne nella Chiesa ortodossa – rispettosamente, quasi con umiltà ma con ferma convinzione e solidi argomenti teologici. È diventata nota per la sua instancabile attività ecumenica. Il 26 novembre 2005, Elisabeth Behr-Sigel è morta mentre leggeva a letto. Aveva 98 anni.

Proprio di Elisabeth Behr-Sigel ci parla padre Michael Plekon (sacerdote ortodosso, sociologo e teologo statunitense) intervistato dal dottor Tudor Pectu. Continua a leggere

«La Chiesa deve annunciare il suo giudizio alle nazioni». Card. Giacomo Lercaro, Omelia in occasione della prima Giornata mondiale della pace (1.1.1968)

da Dossetti.eu, “Studiare Dossetti” notizie, info, bibliografia, approfondimenti su Giuseppe Dossetti.

È stata una delle omelie più dibattute della seconda metà del ‘900. A stenderne la minuta Giuseppe Dossetti, allora provicario della diocesi di Bologna, su richiesta dell’arcivescovo cardinale Giacomo Lercaro che la pronunciò in cattedrale l’1 gennaio ’68, in occasione della prima “Giornata della Pace” voluta da Paolo VI. Un’omelia contro la guerra, passata alla storia come documento profetico cristallizzato dalla memoria collettiva nella richiesta di cessazione dei bombardamenti americani in Vietnam.

Un testo che, ora, cinquant’anni dopo, torna come fu pronunciato dopo che – chiusa in archivio per mezzo secolo – è riemersa la registrazione fatta dall’altoparlante che si trovava nella sagrestia della cattedrale. Dal 1 gennaio 2018, l’inedita registrazione si potrà ascoltare sul sito www.dossetti.eu (la redazione è composta da Nicola Apano, Paolo Barabino, Enrico Galavotti e Daniele Binda) dove appare una nota introduttiva all’omelia.  (dall’articolo di Marco Roncalli su Lastampa.it)

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Messaggio di Natale del Patriarca ecumenico Bartolomeo I

Anche quest’anno, le parole «Cristo è nato» risuonano «in un mondo pieno di violenza, di pericoloso conflitto, di disuguaglianze sociali e disprezzo dei diritti umani fondamentali»: lo scrive il Patriarca ecumenico Bartolomeo, arcivescovo di Costantinopoli, nel suo messaggio natalizio. Continua a leggere

Il ruolo della filosofia della religione nel pensiero contemporaneo. Intervista di Tudor Petcu a Lluis Oviedo

Pubblichiamo un’intervista di Tudor Petcu a Lluis Oviedo, francescano di origine spagnola, professore ordinario di Antropologia Teologica ed Escatologia alla Pontificia Università Antonianum (dal 1992), professore invitato di Teologia fondamentale presso l’Instituto de Teología de Murcia (dal 1995), nonché professore invitato nella Facoltà di Teologia dell’Università Gregoriana, sezione Teologia Fondamentale, dove ha tenuto corsi su fede, società e cultura. Nelle varie sedi ha approfondito temi di ermeneutica teologica, oltre al rapporto tra fede e cultura e il problema della secolarizzazione. Attualmente la sua ricerca s’indirizza a questioni di scienza e fede, specialmente nel campo antropologico e dello studio scientifico della religione.
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Rivoluzione dell’anima. Aforismi di Tudor Petcu

Un aforisma (dal greco antico ἁφορισμός, definizione) è una breve frase che condensa un principio specifico o un più generale sapere filosofico o morale. Proprio in questo genere, sintetico ed efficace, si cimenta il nostro collaboratore dottor Tudor Petcu da Bucarest, infilando una vera e propria collana di perle di saggezza che vi rivoluzioneranno l’anima. Continua a leggere

I musulmani e il Natale. Due contributi per chiarire le idee.

Come ogni anno si avvicina il Natale, le luminarie si accendono, sugli scaffali dei supermercati si allineano pandori e panettoni e i media traboccano di polemiche su presepe, canzoncine natalizie e affini. Pubblichiamo due contributi su come i musulmani considerano il Natale (e in coda un brano del Corano sulla nascita di Gesù). Ci sembrano utili per chiarire le idee sia a chi vorrebbe togliere ogni riferimento cristologico al Natale perché pensa che ai musulmani possa dar fastidio, sia a chi sventola presepi e altri simboli religiosi come bandiere identitarie proprio perché pensa che ai musulmani possa dar fastidio.

I musulmani NON vogliono vietare il Presepe e le canzoni natalizie nelle scuole pubbliche

da Lmticino.blogspot.it, Lega Musulmani Ticino, Associazione islamica e centro culturale a Lugano (CH).

Sotto Natale gli islamofobi ritornano alla carica, insinuando, senza nessuna prova, che i musulmani non accettano le tradizioni cristiane nelle scuole pubbliche.

In questo video si afferma e si ripete che i musulmani non vogliono vietare i crocifissi, i riferimenti religiosi nelle scuole pubbliche, negli inni nazionali, nelle Costituzioni, ecc.

Estratto dal dibattito: “Ma Gesù bambino disturba la festa?” andato in onda il 17.12.2013 sulla trasmissione Piazza del Corriere di TeleTicino.

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Cosa ha fatto Dio a Natale e cosa dovremmo fare anche noi (ovvero alcune cose che potremmo imparare dal Natale)

da Natidallospirito.com, spiritualità cristiana ortodossa.

In questi giorni gli ortodossi in tutto il mondo vivono il digiuno di Avvento, più correttamente chiamato “digiuno della Natività”. In esso ci è dato di meditare più intensamente il mistero indicibile dell’Incarnazione del Verbo di Dio. Sono giorni di gioia e di luce nei quali ripercorriamo le vicende della Natività di nostro Signore e glorifichiamo Dio rallegrandoci insieme agli uomini e alle donne che sono stati testimoni di quei fatti storici – la Vergine santa Maria, Giuseppe, Zaccaria, Elisabetta, i pastori, i magi – di quanto Dio abbia amato gli uomini inviando suo Figlio sulla terra.

Che cosa potremmo imparare in maniera molto semplice dal Natale per la nostra vita quotidiana? Continua a leggere

…certezze

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

C’è una parte degli italiani che non ama e non conosce la storia da cui proviene. Passano indifferenti accanto ai monumenti e non si curano se qualcuno li imbratta o li maltratta, non sembrano voler veramente conoscere ed apprezzare i tesori del passato, affreschi, quadri, architetture e letterature, preferendo dedicarsi invece con accesi proclami politici alla “gloria” di una nazione sognata come pura proiezione astorica di un passato idilliaco. Un’Italia bianca e cristiana, pensata come futuro rassicurante. Un fortino di superiorità che basta a se stessa.

C’è un’altra Italia che conosce e riconosce la sua storia ed è curiosa di scoprirla e condividerla. Si prende cura dei monumenti e pensa, programma e realizza musei nei quali fondare le radici storiche e culturali di un presente plurale. L’Italia crocevia di culture differenti, costruita dall’incontro e a volte dal contrasto di esperienze culturali, linguistiche e religiose differenti. Una multiforme presenza che ci ha condotti ad essere quel che siamo, un gran miscuglio di mille umanità diverse. Il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah è uno dei frutti di questo lavoro. Continua a leggere