I due Natali

da Aclisondrio.it, Acli provinciali di Sondrio.

Per sfuggire alla poco avvincente contabilità della parrocchia, faccio vagare lo sguardo sui dorsi dei libri che mi guardano dalla libreria davanti a me. Senza un perché, se non per noia, prendo un libro sui Balcani, forse per sfogliarlo. Dalle prime pagine, come stravaganti segnalibri, spuntano due banconote da dieci kune (reduci dimenticate di uno dei tanti viaggi tra Croazia e Bosnia) e quello che sembra un “santino”. Stampata sopra, accanto alla riproduzione di un volto di Gesù da icona orientale, non una citazione biblica, non una frase devota, ma un rimprovero piuttosto esplicito e ruvido: «Quando vi ho detto di comprare tutta quella roba per il mio compleanno?». Leggo la scritta in piccolo di lato … r.scapolo@tin.it … e mi torna in mente: un giorno d’inverno di non so quanti anni fa, a Como, incontro per caso don Renzo Scapolo, sempre prodigo di idee e azione dall’America Latina all’ex Jugoslavia, facciamo quattro chiacchiere sul suo progetto del momento e sui ricordi balcanici, i saluti da portare a qualche amico comune e, mentre sta per andarsene, mi mette in mano qualcuno di questi cartoncini.

Rileggo la frase: «Quando vi ho detto di comprare tutta quella roba per il mio compleanno?». Penso al Natale vicino. E sento stridente la distanza tra il Natale dei vangeli, fatto di povertà e della discreta visita di Dio all’umanità, e il Natale dell’ubriacatura di consumi, delle luminarie, della bontà d’occasione e delle immancabili polemiche sulle recite all’asilo e sulle tradizioni più o meno religiose strumentalizzate a scopo politico. Quasi ci fossero due Natali e due religioni che fanno festa nello stesso giorno. Da una parte la religione del Dio che si fa uomo per esserci vicino e salvarci dalla nostra incapacità d’amare, dall’altra la religione del consumo che si fa dio, illudendoci che l’abbondanza sia sinonimo di felicità … ci può essere Natale senza Messa e senza condivisione con i più poveri, ma non senza regali, addobbi e panettone.

La religione del consumo ha le sue feste, i suoi luoghi di ritrovo e i suoi dogmi. Anche le sue realtà invisibili, come “lo spirito natalizio”. Non per forza cattivi o da evitare, ma da saper valutare con occhio consapevole e disincantato. «A Natale bisogna essere tutti più buoni» non è affermazione riconducibile ad alcun testo del Nuovo o dell’Antico Testamento; forse ad un ipotetico vangelo secondo Santa Claus …

Facciamoci pure i regali, mangiamo il panettone o il pandoro secondo le preferenze e addobbiamo l’albero o il presepe senza puritanesimi bigotti o fanatismi fuori luogo. Ma insieme alla generica “festa della bontà, dei pasti e delle tombole interminabili con i tuoi e di Babbo Natale” ricordiamo anche, da cristiani, di celebrare il Natale del Signore, Messia degli emarginati e della quotidianità che si fa conoscere nella Parola, nell’Eucarestia, nella comunità e nei poveri.

don Andrea Del Giorgio

 

 

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