Dire “pace” in un mondo in guerra

Che significato dare alla pace oggi in questo mondo pieno di guerre?

Nel mondo di oggi parlare e operare per la pace è un impegno complesso e profondo. Distinguerei due ambiti di significato e quindi di azione, partendo da due sollecitazioni che vengono dalla Tradizione e dal magistero cristiani.

Continua a leggere

L’esperienza spirituale di Henry Le Saux

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Questa è altresì la mia speranza che maggiori armonie abbiano a tornare un giorno nella sinfonia dell’universo. L’armonia degli spiriti sarà il principio di una nuova storia del mondo.

Johann Christian Friedrich Hölderlin, «Iperione»

Lo Spirito soffia nel mondo come e dove vuole, al di là degli schemi e dei dogmi. Questa convinzione spinge Le Saux a lasciare il monastero benedettino di St. Briac in Bretagna dove ha funzioni di professore di Patristica e Storia della Chiesa, per vivere in India una esperienza di monachesimo cristiano-indù. Scegliendo le pendici dell’Himalaya, si stabilisce nel 1965 in un eremo poco lontano dalle sorgenti del Gange, dove si spegne a 63 anni colpito da infarto. Era il 1973.

Continua a leggere

Conoscere il bene e il male: l’Eden e il deserto

da Sguardoasion.com, spazio virtuale dedicato alla riflessione libera sui temi legati alla Bibbia ebraica (Tanakh) e all’Ebraismo in generale.

E disse la donna al serpente: «Del frutto degli alberi del giardino possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero in mezzo al giardino Dio ha detto: “Non lo mangerete e non lo toccherete, altrimenti morirete”».

Gen 3, 2-3

Secondo il Libro della Genesi, nella sua condizione originaria, l’essere umano era una creatura ingenua, dotata di un intelletto infantile, priva di quella che nella Bibbia è chiamata “conoscenza del bene e del male“, e che può essere intesa come la coscienza morale, la capacità di scegliere con piena consapevolezza come agire.

Nel Giardino dell’Eden, attraverso un severo divieto, il Creatore aveva messo in guardia l’uomo dal nutrirsi del frutto dell’albero della conoscenza. Il rispetto di questo semplice comandamento era la sola condizione che avrebbe permesso all’umanità di continuare a risiedere nel mondo mitico dell’Eden, sperimentando per sempre un rapporto sereno con Dio e con la natura.

Di questa celebre storia e dei suoi intriganti significati abbiamo già parlato in un nostro vecchio articolo, e soprattutto nel nostro libro sulla Genesi. Questa volta vogliamo invece concentrarci su un argomento più specifico, un dilemma che emerge dal racconto e al quale il testo biblico sembra non offrire alcuna soluzione.

Continua a leggere

L’opposizione tra comunione spirituale e comunione psichica – di Dietrich Bonhoeffer

«Paradossalmente, dobbiamo ringraziare la Gestapo se Bonhoeffer ha scritto Vita comune. Infatti la polizia segreta, alla fine di settembre del 1937, aveva chiuso, insieme ad altri istituti della chiesa confessante, anche il «seminario per predicatori» e la fraternità di Finkenwalde, diretti da Dietrich Bonhoeffer, nel cui ambito un gruppo di pastori alle prime armi aveva cercato di praticare una «vita comune». In questo modo aveva indotto Bonhoeffer a mettere per iscritto le sue idee circa la vita di una comunità cristiana» (prefazione dei curatori al vol. 5 dell’Edizione critica delle Opere di Dietrich Bonhoeffer). Il pastore Bonhoeffer scrisse Vita comune nell’estate del 1938 e lo pubblicò l’anno dopo. Ne proponiamo alcuni brani.

Continua a leggere

“Anabattismo” ieri e oggi

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

Il 21 gennaio 2025 ricorre il quinto centenario della nascita del movimento anabattista zurighese, identificata con il battesimo di Jörg Blaurock da parte di Conrad Grebel, ex discepolo di Zwingli. Quello «zurighese» è solo uno tra i diversi «anabattismi» del Cinquecento, marcatamente diversi tra loro. Una parte della storiografia lo ha però proposto come la versione «classica».

Continua a leggere

La Parola è la mia casa: [12/01/2025] Battesimo del Signore TN anno C

da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale di Chiuro e Castionetto.

I tre battesimi di Gesù: immerso nell’acqua, nel popolo, nella preghiera

Dal vangelo secondo Luca (Lc 3,15-16.21-22)

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco». Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento»

Continua a leggere

«In memoria dell’amico don Sirio Politi prete operaio (Viareggio)». Una poesia di p. David Maria Turoldo

Disteso e quieto era il mare, e aste
di luce erano gli alberi
delle imbarcazioni, tutti
in festa i capannoni del porto.

Continua a leggere

«24 dicembre 1971». Una poesia di Iosif Aleksandrovič Brodskij, noto anche come Joseph Brodsky

Siamo tutti a Natale un po’ Re Magi.
Negli empori, fanghiglia e affollamento.
La gente, carica di pacchetti,
mette un bancone sotto accerchiamento
per un po’ di croccante al gusto di caffè,
così ciascuno è cammello e insieme Re.

Continua a leggere

Elogio dell’impurezza. Un testo di Primo Levi

Sulle dispense stava scritto un dettaglio che alla prima lettura mi era sfuggito, e cioè che il così tenero e delicato zinco, così arrendevole davanti agli acidi, che se ne fanno un solo boccone, si comporta invece in modo assai diverso quando è molto puro: allora resiste ostinatamente all’attacco. Se ne potevano trarre due conseguenze filosofiche tra loro contrastanti: l’elogio della purezza, che, protegge dal male come un usbergo; l’elogio dell’impurezza, che dà adito ai mutamenti, cioè alla vita.

Continua a leggere

Il metodo midrash

Il midrash è la forma di interpretazione e commento ai testi sacri della tradizione ebraica, sviluppata principalmente nel periodo rabbinico (tra il II e il VI secolo d.C.), ma con radici più antiche. La parola midrash deriva dal verbo ebraico darash (דָּרַשׁ), che significa “indagare”, “cercare” o “esplorare”. Questo metodo consiste in un’esegesi creativa e approfondita che mira a svelare i molteplici significati e applicazioni delle Scritture nella vita religiosa e quotidiana.

Continua a leggere

«e maria». Una poesia di Kurt Marti

1
e maria cantava
al suo figlio nascituro:
l’anima mia magnifica il signore
io giubilo a dio mio liberatore

Continua a leggere

La Parola è la mia casa: [29/12/2024] Sacra famiglia TN anno C

da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale di Chiuro e Castionetto.

Due genitori in ricerca e un figlio speciale che trova il suo posto nella vita

Dal vangelo secondo Luca (Lc 2,41-52)

I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro. Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

Continua a leggere

Cristianesimo e potere

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

In questi giorni, riflettendo sulle sofferenze e le paure che il tempo presente ci riserva, mi sono sentito quasi obbligato a tornare al tempo della prima guerra giudaico-romana per visitare la memoria della decisione della comunità giudeo-cristiana di Gerusalemme di abbandonare Gerusalemme e rifugiarsi nella città di Pella, nella Decapoli, l’attuale Transgiordania. Un esodo così cruciale da sedurmi come se avesse un valore profetico e normativo per il nostro discernimento di fronte alle guerre devastanti che si abbattono su Ucraina e Palestina.

Continua a leggere

«Solo chi ringrazia per íl poco, riceve anche grandi doni» – di Dietrich Bonhoeffer

«Paradossalmente, dobbiamo ringraziare la Gestapo se Bonhoeffer ha scritto Vita comune. Infatti la polizia segreta, alla fine di settembre del 1937, aveva chiuso, insieme ad altri istituti della chiesa confessante, anche il «seminario per predicatori» e la fraternità di Finkenwalde, diretti da Dietrich Bonhoeffer, nel cui ambito un gruppo di pastori alle prime armi aveva cercato di praticare una «vita comune». In questo modo aveva indotto Bonhoeffer a mettere per iscritto le sue idee circa la vita di una comunità cristiana» (prefazione dei curatori al vol. 5 dell’Edizione critica delle Opere di Dietrich Bonhoeffer). Il pastore Bonhoeffer scrisse Vita comune nell’estate del 1938 e lo pubblicò l’anno dopo. Ne proponiamo alcuni brani.

Continua a leggere

«Il messaggio dell’imperatore». Un racconto di Franz Kafka

L’imperatore – così si racconta – ha inviato a te, a un singolo, a un misero suddito, minima ombra sperduta nella più lontana delle lontananze dal sole imperiale, proprio a te l’imperatore ha inviato un messaggio dal suo letto di morte. Ha fatto inginocchiare il messaggero al letto, sussurrandogli il messaggio all’orecchio; e gli premeva tanto che se l’è fatto ripetere all’orecchio. Con un cenno del capo ha confermato l’esattezza di quel che gli veniva detto. E dinanzi a tutti coloro che assistevano alla sua morte (tutte le pareti che lo impediscono vengono abbattute e sugli scaloni che si levano alti ed ampi son disposti in cerchio i grandi del regno) dinanzi a tutti loro ha congedato il messaggero.

Continua a leggere

La Parola è la mia casa: [22/12/2024] IV dom TA anno C

da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale di Chiuro e Castionetto.

In visita: disagi da ospite lontano da casa e sussulti danzanti di gioia

Dal vangelo secondo Luca (Lc 1,39-45)

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Continua a leggere

Notre Dame, Madeleine Delbrêl e una cattedrale senza un popolo

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Mi sono trovato più volte, in queste settimane, a pormi una domanda: cosa avrebbe pensato, cosa avrebbe detto Madeleine Delbrêl della riapertura di Notre Dame?
Di fronte a quella bellezza ritrovata, ma, soprattutto, di fronte a quella sfilata di potenti del mondo, di uomini e donne di alto rango, uomini e donne di ricchezza e forza, cosa avrebbe detto la piccola donna delle periferie di Parigi? E di fronte alle 700 vesti ideate dallo stilista Jean-Charles de Castelbajac, cosa avrebbe scritto?

Continua a leggere

«La patria non sono i confini, ma la Costituzione». Lettera sull’educazione civica

Lettera del prof. Giancarlo Burghi, docente di Filosofia e Storia del Liceo T. Tasso di Roma (per molti anni al Liceo Dante Alighieri, oltre che, per molte edizioni fino alle ultime, coautore e revisore del diffusissimo manuale di Filosofia Abbagnano-Fornero).

18 Dicembre 2024

Egregio Ministro, Le scrivo di nuovo dalla desolazione della “trincea”: quella in cui ogni giorno, con le studentesse e gli studenti, combattiamo l’eterna guerra contro la semplificazione e la superficialità. Oggi, però, le scrivo per ringraziarla delle Linee guida sull’insegnamento dell’educazione civica che ci ha inviato all’inizio dell’anno scolastico. Da oggi abbiamo un punto fermo nel nostro lavoro di docenti ed educatori: ci dirigeremo nella direzione esattamente opposta a quanto ci indica.

Continua a leggere

La forza della speranza da Moltmann ad oggi

Daria Dibitonto è docente di Filosofia e Scienze Umane presso il Liceo Scientifico Carlo Cattaneo di Torino ed è anche Dottore di Ricerca in Filosofia dal 2005 presso l’Università del Piemonte Orientale Avogadro. Ha lavorato sul pensiero di Jürgen Moltmann e sul tema del desiderio in Ernst Bloch, svolgendo parte della sua ricerca a Tübingen, dove ha incontrato più volte il professor Moltmann, con il quale ha avuto un rapporto di lungo corso, collaborando come traduttrice in italiano di numerosi suoi articoli, conferenze, contributi e della sua stessa autobiografia. Tra i suoi libri, Dio nel mondo e il mondo in Dio. Jürgen Moltmann tra teologia e filosofia, Trauben, Torino, 2007.

Continua a leggere