La città tra crisi e speranza. Leggere Agostino sulle sponde del Mediterraneo. Un articolo di Cristina Simonelli

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

La Città di Dio è un’opera enorme in 22 libri, come tale facilmente ridotta in frammenti di citazioni, che possono anche essere contraddittorie.
Superata tuttavia la tentazione del furto sistematico, resta una importante testimonianza di una grave crisi e dei modi affrontarla. Il suo autore, definito Padre dell’occidente per eccellenza, vive e scrive dalla sponda africana di questo Mediterraneo, bello e dolente: leggerla oggi da un’Italia ferita, abbrutita dai porti chiusi e dalla barbarie incombente, può fare del bene.

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La trappola del Vangelo della prosperità

da Aleteia.org, Rete Globale Cattolica.

Dio ci vuole bene, ci ama. Anzi, vuole colmarci dei suoi beni. Lo insegna la Bibbia e lo dice Gesù nel Vangelo: “Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà” (Giovanni 16,23). Il problema è che in alcune denominazioni o chiese di Oltreoceano (ma non solo), questa generosità divina ha assunto una caratteristica particolare, materiale e non escatologica, che riduce Dio ad un mero erogatore di beni, come se fosse un Bancomat senza limiti.

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Papa Francesco stravolge la dottrina sulla pena di morte? Assolutamente no! E’ in continuità col magistero dei suoi predecessori

Dalla pagina Facebook Bastabugie contro il papa.

Anzitutto dobbiamo dire che gli aggiornamenti del catechismo sono una prassi normale, non un’invenzione di Francesco. Oltretutto vale la pena ricordare che proprio riguardo alla pena di morte Giovanni Paolo II aveva fatto aggiornare il catechismo del 1992 nel 1997 alla luce di quanto egli aveva scritto nell’enciclica Evangelium Vitae del 1995. In questa Papa Wojtyla lesse come “un segno di speranza” la “sempre più diffusa avversione dell’opinione pubblica alla pena di morte”, prendendo altresì atto che “nella chiesa si registra una crescente tendenza che chiede la totale abolizione  di quella pena”. Mentre prima il catechismo era più “leggero” sul tema, invitando gli stati a usare “mezzi incruenti” finalizzati a “difendere la vita umana dall’aggressore e per proteggere l’ordine pubblico”.

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100 anni fa nasceva Nelson Mandela. Un commento e un ricordo

Cent’anni fa nasceva il leader sudafricano, imprigionato a lungo e poi presidente del suo paese. Proponiamo un articolo di Paolo Naso e una testimonianza raccontata da Gianni Sartori.

La lezione di Nelson Mandela

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Il 18 luglio di cent’anni fa in un minuscolo villaggio del Sudafrica nasceva Nelson Mandela, una delle personalità chiave del Novecento e di un tempo forse sovraccarico di ideologie, ma attraversato dalla volontà di capire, di farsi un giudizio proprio sulle persone e sui fatti, anche quelli che accadevano più lontani da noi.

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«Le chiese come strumento di pace». Lettera di Chris Ferguson segretario generale della Comunione mondiale di chiese riformate

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

In una lettera che riproduciamo qui di seguito Chris Ferguson segretario generale della Comunione mondiale di chiese riformate, Wcrc, ricorda una serie di esempi di chiese riformate, in ogni angolo del mondo, capaci di far sentire alte le loro voci contro l’ingiustizia. La Comunione mondiale delle chiese riformate conta più di cento milioni di credenti, 233 chiese in 105 paesi e comprende congregazionalisti, riformati, presbiteriani, chiese unite e valdesi. Ha il suo ufficio operativo a Hannover ed è gestita da un comitato esecutivo di ventidue persone provenienti dai cinque continenti.

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Mezzi per raccontare la salvezza. Le difficoltà di gestire un patrimonio immobiliare superiore alle proprie necessità

da ReteSicomoro.it, conoscere per crescere.

Proponiamo un video e un articolo sui beni immobiliari inutilizzati o sottoutilizzati delle congregazioni religiose (ma è argomento che riguarda anche le diocesi e le parrocchie) perché siamo convinti che non si possa separare aspetti amministrativi e aspetti pastorali e di annuncio: lo stile con cui si delineano priorità, si sceglie, si amministra in campo economico ed immobiliare influisce non poco sulla capacità delle comunità di essere credibili, profetiche, evangeliche.

Siamo Noi – Famiglia, bambini, migranti: i conventi vuoti tornano a vivere

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