Gli italiani perbene

da Moked.it, il portale dell’ebraismo italiano.

Mentre l’Italia continua a bruciare per mano dei “soliti” criminali, a Latina un folto gruppo di neofascisti ha contestato con urla e fischi la cerimonia per dedicare ai giudici Falcone e Borsellino il parco comunale che fino a ieri ricordava il nome di Mussolini – leggesi Arnaldo, non Benito! -. Sempre a proposito di incendi boschivi, si scopre che uno dei due piromani arrestati nella pineta di Castelfusano, aveva come precedenti penali lo sgozzamento di una prostituta nigeriana, l’accoltellamento di un’albanese e la fucilata a un transessuale, torna strano che Matteo Salvini e soci sempre pronti a denunciare gli efferati crimini dei barbari migranti non abbiano citato le gesta di questo ed altri italiani “perbene”. Continua a leggere

“Contro i nuovi fascisti e nazisti chiediamo azioni concrete”

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Si è tenuto in questi giorni a Palazzo Marino, a Milano, un incontro pubblico dedicato al tema “L’escalation dei neofascismi e il ruolo delle istituzioni”. Un’iniziativa organizzata dal Comitato Permanente Antifascista contro il terrorismo per la difesa dell’ordine repubblicano a cui hanno partecipato tra gli altri, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il presidente dell’Anpi nazionale Carlo Smuraglia e il presidente del Comitato Permanente Antifascista Roberto Cenati. “Milano e Lombardia – spiegano gli organizzatori – sono state da tempo scelte dalle organizzazioni neofasciste e neonaziste come luoghi di incontro, di convegni e manifestazioni anche a livello europeo”. Da qui la decisione di organizzare l’incontro per riflettere su questa preoccupante situazione. Ai promotori dell’evento, la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni ha inviato in queste ore il seguente messaggio: Continua a leggere

Il pogrom di Kielce e la Chiesa

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Nella città di Kielce, nella Polonia meridionale, nel 1941 vivevano 24.000 ebrei, più o meno tanti quanti gli iscritti oggi a comunità ebraiche italiane. Nei primi mesi del 1945 erano rimasti in due. Gli altri erano stati assassinati sul posto oppure deportati a Treblinka e uccisi all’arrivo con i gas. Nei mesi successivi alla fine della guerra tornarono circa 150 sopravvissuti, lo 0,6% della popolazione originaria. Passò poco più di un anno. Il 4 luglio 1946 una folla inferocita, gridando all’omicidio rituale, attaccò i superstiti massacrandone 42 e ferendone altri 50. Nei mesi successivi i pochi ebrei rimasti lasciarono Kielce. Nessuno rimase. Continua a leggere