Se guardi al futuro, e lo fai come Chiesa, devi avere coraggio. Un coraggio che non è prima di tutto forza di negazione. Il coraggio di negare non sempre è coraggio. Spesso è paura mascherata da coraggio. Guardare avanti con coraggio e senza paura vuol dire entrare nel gioco di luci dei segni dei tempi. Ospitare nel reale le cose nuove e mediante esse rileggere la tradizione in modo più ricco, più completo, più profondo. I tempi mandano segni a te, in quanto comunità di uomini e donne rigenerati dalla morte e dalla vita, dal dolore e dalla gioia. E i segni parlano nuovi linguaggi, che tu sei in grado di imparare, ma solo se avrai coraggio, se non ti lascerai paralizzare dalla paura.
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Esiste una politica propriamente cattolica?
da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).
Ormai diversi decenni fa il teologo tedesco Josef Fuchs si domandava se esistesse una morale propriamente cristiana. Dinanzi a simile questione il sacerdote gesuita affermava che la categoria della morale cristiana non sussiste a differenza di una forma morale ispirata cristianamente la quale si manifesta lungo i secoli della storia. A partire dalle riflessioni del celebre teologo moralista Fuchs, e per rilanciare il dibattito sulla relazione fra cattolici e politica che insieme a Giuseppe Savagnone abbiamo su questo blog sinora animato, possiamo domandarci: esiste una politica propriamente cattolica? Se, oltre alla domanda, prendessimo in prestito anche la risposta del gesuita tedesco dovremmo affermare che non esiste una politica precipuamente cattolica bensì un modo plurale, ricco e fecondo dei credenti di impegnarsi in politica. Tuttavia simile affermazione va validata attraverso alcune riflessioni storiche, teologiche e politico-partitiche congiunte alla contemporaneità.
Leggere Moltmann: speranza, per la creazione
da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.
Il mio incontro con la Teologia della speranza di Moltmann? Apparentemente del tutto casuale. È in realtà un segno della vivacità della Firenze di fine anni ’70 che una chiacchierata in autobus tra un cattolico curioso alla fine del percorso liceale e un amico con qualche anno di più si concludesse con la segnalazione del fascino di un grande pensatore evangelico. Da lettore vorace, mi trovai così ad affrontare il mio primo importante libro di teologia, capendone allora pochino, ma restando profondamente colpito da un autore cui molte volte sarei poi ritornato.
Né invisibili né irrilevanti. Per una lettura evangelica dell’impegno dei cattolici in politica
da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).
Di recente Giuseppe Savagnone ha riflettuto sull’impegno dei cattolici italiani in politica in uno stimolante articolo apparso su Tuttavia.eu e intitolato I cattolici invisibili. A partire dall’attualità il professore siciliano ha inteso concentrare l’attenzione sull’odierna rilevanza e visibilità dell’opera dei credenti in politica. Le interessanti parole di Savagnone, al modo di una sponda che rilancia, consentono di approfondire ulteriormente il tema nel tentativo di offrire un quadro quanto più ricco e plurale sulla questione.
I paradossi del cattolicesimo borghese (7). La grande assente: la Parola di Dio.
da Iltuttonelframmento.blogspot.com, il blog di Fabio Cittadini.
Occorre porci con estrema lucidità e realismo un’altra domanda: come si può pretendere che la Parola dica qualcosa al gregge se non ha detto nulla al pastore del gregge?
Intelligenza artificiale e pace. Messaggio di Sua Santità Francesco per la LVII giornata mondiale della pace, 1 gennaio 2024
All’inizio del nuovo anno, tempo di grazia che il Signore dona a ciascuno di noi, vorrei rivolgermi al Popolo di Dio, alle nazioni, ai Capi di Stato e di Governo, ai Rappresentanti delle diverse religioni e della società civile, a tutti gli uomini e le donne del nostro tempo per porgere i miei auguri di pace.
Laudate Deum: appropriazioni
da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.
Il 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi, papa Francesco ha pubblicato un’esortazione apostolica sulla crisi climatica, otto anni dopo la lettera enciclica Laudato si’. L’esortazione è un campanello d’allarme che sensibilizza ancora una volta sulla crisi ecologica che si sta diffondendo ogni giorno che passa.
Concilio Vaticano II – Eredità ed equivoci. Il racconto di don Saverio Xeres
Martedì 25 ottobre, alle 21.00, al Centro Cardinal Ferrari una serata sul Concilio Vaticano II, a 60 anni dalla sua apertura. Una proposta della Consulta delle Aggregazioni Laicali, Il Settimanale della Diocesi di Como e la Caritas diocesana di Como. Relatore monsignor Saverio Xeres, storico della Chiesa.
Le religioni: speranza per un mondo in bilico
da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.
Alcune personalità hanno firmato un appello alle religioni perché diventino protagoniste di un processo di pace a cui tutti aneliamo.
Un mondo in bilico
Viviamo in un mondo in bilico. Le sfide che l’umanità deve affrontare sono enormi:
- In molte parti del mondo si stanno combattendo guerre barbare; la minaccia di un eccesso di armi atomiche (ABC) e di disastri nucleari nelle zone di guerra è acuta.
- Il delicato sistema climatico ha raggiunto molti punti critici; se questi vengono superati, lo spazio vitale sulla terra è minacciato.
- Le guerre, la disperazione dovuta alla povertà e le catastrofi climatiche hanno già spinto più di 100 milioni di persone a fuggire; crescono le tensioni politiche nei paesi che ricevono i profughi.
- Nei paesi ricchi è in atto un processo di informatizzazione che sta cambiando la struttura sociale in modo simile all’industrializzazione.
- La pandemia ha messo in ombra questi processi, facendoli passare in secondo piano. Nel frattempo hanno raggiunto la politica.
Giuseppe Dossetti raccontato da Alberto Melloni a Wikiradio
Alberto Melloni è uno storico esperto di Storia della Chiesa. Professore di Storia del Cristianesimo all’Università di Modena e Reggio Emilia, è titolare della cattedra Unesco per il pluralismo religioso e la pace e direttore della Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII. Tra le sue pubblicazioni: L’altra Roma. Politica e S. Sede durante il concilio Vaticano II (1959–1965), Il Mulino 2000; Chiesa madre, chiesa matrigna. Un discorso storico sul cristianesimo che cambia, Einaudi 2004; L’inizio di papa Ratzinger. Lezioni sul conclave del 2005 e sull’incipit del pontificato di Benedetto XVI, Einaudi 2006; Papa Giovanni. Un cristiano e il suo concilio, Einaudi 2009; Atlante storico del Concilio Vaticano II (diretto da), Jaka Book 2015.
Lettera di memoria, affetti e fede di p. Angelo Cupini
da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.
Pubblichiamo questa lettera di memoria, affetti e fede che p. Angelo Cupini ha scritto agli amici per i suoi 50 anni di messa (24 settembre 2016). Missionario clarettiano, fondatore della comunità di via Gaggio (Lecco) ora Casa del Pozzo, ha dapprima lavorato con i tossicodipendenti e ora con i minori migranti e giovani in difficoltà. È stato provinciale del suo ordine e ha lavorato a lungo nel CNCA (Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza). La sua storia di prete di strada permette di rivedere uno spaccato di Chiesa italiana e di vita civile del nostro paese.
«Per una teologia della pace». Una lettera del prof. Sergio Tanzanella
da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.
Sergio Tanzarella è ordinario di Storia della Chiesa presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli, dove dirige l’Istituto di Storia del cristianesimo. È inoltre professore invitato presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Tra le sue pubblicazioni: La purificazione della memoria. Il compito della storia tra oblio e revisionismi (Edb, 2001), Gli anni difficili. Lorenzo Milani, Tommaso Fiore e le “Esperienze pastorali” (Il Pozzo di Giacobbe 20082). Ha collaborato a Cristiani d’Italia. Chiese. Società, Stato 1861-2011 (Treccani, 2011).
Ai Rettori delle Pontificie Università in Italia
Ai Presidi delle Pontificie Facoltà Teologiche in Italia
Ai Direttori degli Studi Teologici e degli Istituti Teologici
Ai Direttori degli Istituti Superiori di Scienze Religiose
Gentilissime Autorità Accademiche,
per molti anni la propaganda della bontà della guerra fredda fondata sul principio della deterrenza ha cercato di convincerci che con i lampi nucleari di Hiroshima e Nagasaki la guerra fosse stata archiviata e resa di fatto impossibile.
Era evidentemente una buona illusione ma anche una menzogna perché le guerre e le stragi in Indocina, in Corea, in Algeria, in Vietnam, in Cambogia, con i loro milioni di morti, l’uso frequente di armi chimiche, il ricorso sistematico alla tortura erano lì a smentire questa tesi ottimista e negazionista. Contemporaneamente in Africa era un continuo susseguirsi di altre guerre, spesso ignorate ma non meno letali, premesse per gravissime carestie ed epidemie. Tutte guerre dove i morti civili sopravanzavano di molto i morti militari.
La guerra giusta – 1
da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).
Tutti, forse, speravamo fosse una questione morale chiusa. Ma dal 25 febbraio di quest’anno la domanda è rimbalzata improvvisa: esiste una guerra giusta? In realtà una eco era già presente al tempo della guerra in Siria, ma l’Ucraina è molto più vicina della Siria, perciò oggi la questione torna alla ribalta. Soprattutto in ambito cattolico, l’acuta percezione del dramma Ucraino e l’inevitabilità delle difesa armata contro l’invasore russo ha portato molti teologi, filosofi e persone di fede a reinterrogarsi, lacerando spesso coscienze che hanno da sempre tentato di tenere insieme davvero fede e storia.
Quale immagine di Chiesa? Approfondimento sulla costituzione conciliare Lumen gentium. 4) Il popolo di Dio (seconda parte)
A partire dal 2012-2013, in occasione del cinquantesimo del Concilio Vaticano II, alcune associazioni laicali della Diocesi di Como (Azione cattolica, MASCI, Gruppo Ascolto), su invito delle ACLI, hanno aderito alla proposta di approfondimento di contenuti, implicazioni e ricadute del Concilio stesso. L’esigenza di non lasciare passare invano questa ricorrenza, ha guidato, prima, verso la programmazione di questa iniziativa comune e poi al coinvolgimento della Diocesi di Como. Le associazioni laicali si sono così proposte come fermento per la chiesa locale.
Dopo avere trattato nel 2012-13 la Costituzione “Dei Verbum” e nel 2013-14 la “Sacrosanctum Concilium”, nel 2014-15 si è affrontato il terzo ciclo di incontri incentrati sulla Costituzione dogmatica “Lumen Gentium”. Un percorso unico “… per riscoprire la chiave di volta di tutto il magistero conciliare e illuminare la Chiesa, realtà mirabile e complessa, fatta di elementi umani e divini, visibili e invisibili…” (Giovanni Paolo II, Angelus, 22 ottobre 1995)
Qui sotto è scaricabile il pdf con l’incontro tenuto dal prof. don Roberto Repole:
Quale immagine di Chiesa? Approfondimento sulla costituzione conciliare Lumen gentium. 4) Il popolo di Dio (seconda parte)
L’inizio dell’anno. Da un’omelia del card. Carlo Maria Martini
Estratto dell’omelia di Carlo Maria Martini del 1 Gennaio 2009 (Gallarate).
Ogni religione e ogni cultura celebra solennemente l’inizio dell’anno. È uno dei modi di santificare il tempo, cioè di riconoscere che nel tempo siamo contenuti e che esso è opera di Dio. La celebrazione dell’inizio dell’anno è quindi un modo con cui si esprime la nostra dipendenza da Dio. Tale carattere sacro dell’inizio dell’anno resta, almeno come nostalgia, anche nelle culture per cui il tempo non ha più alcun rapporto con il divino. Rimane cioè una sorta di fascino all’inizio di ogni nuovo anno, un fascino a cui nessuno può sottrarsi, fosse anche solo per fare qualche buon proposito, come i bambini che, quando ricevono un quaderno nuovo, esprimono la volontà di non sporcarlo mai più con una macchia.
Quale immagine di Chiesa? Approfondimento sulla costituzione conciliare Lumen gentium. 4) Il popolo di Dio (prima parte)
A partire dal 2012-2013, in occasione del cinquantesimo del Concilio Vaticano II, alcune associazioni laicali della Diocesi di Como (Azione cattolica, MASCI, Gruppo Ascolto), su invito delle ACLI, hanno aderito alla proposta di approfondimento di contenuti, implicazioni e ricadute del Concilio stesso. L’esigenza di non lasciare passare invano questa ricorrenza, ha guidato, prima, verso la programmazione di questa iniziativa comune e poi al coinvolgimento della Diocesi di Como. Le associazioni laicali si sono così proposte come fermento per la chiesa locale.
Dopo avere trattato nel 2012-13 la Costituzione “Dei Verbum” e nel 2013-14 la “Sacrosanctum Concilium”, nel 2014-15 si è affrontato il terzo ciclo di incontri incentrati sulla Costituzione dogmatica “Lumen Gentium”. Un percorso unico “… per riscoprire la chiave di volta di tutto il magistero conciliare e illuminare la Chiesa, realtà mirabile e complessa, fatta di elementi umani e divini, visibili e invisibili…” (Giovanni Paolo II, Angelus, 22 ottobre 1995)
Quì sotto è scaricabile il pdf con l’incontro tenuto dal prof. don Roberto Repole:
Quale immagine di Chiesa? Approfondimento sulla costituzione conciliare Lumen gentium. 4) Il popolo di Dio (prima parte)
Quale immagine di Chiesa? Approfondimento sulla costituzione conciliare Lumen gentium. 3) Il mistero della Chiesa (seconda parte)
A partire dal 2012-2013, in occasione del cinquantesimo del Concilio Vaticano II, alcune associazioni laicali della Diocesi di Como (Azione cattolica, MASCI, Gruppo Ascolto), su invito delle ACLI, hanno aderito alla proposta di approfondimento di contenuti, implicazioni e ricadute del Concilio stesso. L’esigenza di non lasciare passare invano questa ricorrenza, ha guidato, prima, verso la programmazione di questa iniziativa comune e poi al coinvolgimento della Diocesi di Como. Le associazioni laicali si sono così proposte come fermento per la chiesa locale.
Dopo avere trattato nel 2012-13 la Costituzione “Dei Verbum” e nel 2013-14 la “Sacrosanctum Concilium”, nel 2014-15 si è affrontato il terzo ciclo di incontri incentrati sulla Costituzione dogmatica “Lumen Gentium”. Un percorso unico “… per riscoprire la chiave di volta di tutto il magistero conciliare e illuminare la Chiesa, realtà mirabile e complessa, fatta di elementi umani e divini, visibili e invisibili…” (Giovanni Paolo II, Angelus, 22 ottobre 1995)
Quì sotto è scaricabile il pdf con l’incontro tenuto dal prof. don Ivan Salvadori:
Quale immagine di Chiesa? Approfondimento sulla costituzione conciliare Lumen gentium. 3) Il mistero della Chiesa (seconda parte)
Cristiani senza Cristo o senza mondo?
da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).
Il 4 maggio scorso, Matteo Matzuzzi, vaticanista del Foglio, firmava un lungo articolo sui “Cristiani senza Cristo”. L’ipotesi di fondo dell’articolo era che a partire da un certo punto della storia la Chiesa avesse perso Cristo – la parte divina di Gesù – e la crisi di fede di oggi ne fosse la conseguenza. Di fatto questo modo di pensare ipotizza che prima di un certo punto storico la Chiesa fosse fedele alla divinità di Cristo e il popolo europeo – almeno nella sua gran parte – fosse convintamente cristiano (assai diverso dall’essere naturaliter cristiano), mentre dopo sia la Chiesa che il popolo cristiano abbiano smarrito Cristo e la sua divinità. Per dimostrare tale infedeltà si richiamano le chiese vuote, la perdita di influenza etica nella società e la destrutturazione di una salda dottrina, il calo delle vocazioni sacerdotali e dell’organizzazione della vita comunitaria di fede. Insomma, il diluvio universale del laicismo.
Chiavi per il discernimento politico
da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.
Il 19 giugno scorso, l’on. Stefano Ceccanti, costituzionalista e politico italiano, già senatore dal 2008 al 2013 e, dal 2018, deputato della Repubblica, ha tenuto una relazione alla diocesi di Lima. Con il permesso dell’autore la pubblichiamo per i lettori e le lettrici di SettimanaNews.
Credo che prima di entrare dentro le chiavi, ossia i criteri, per il discernimento politico, dobbiamo tenere bene in mente un’importante osservazione di Emmanuel Mounier, su cui costruisce larga parte della sua teoria dell’impegno, dell’engagement, che vale per tutti coloro che sono dediti al bene comune e specialmente per chi sceglie un impegno politico diretto.
Osservazioni che, peraltro, si rivolgono per Mounier a tutti, al di là delle differenti scelte religiose o secolari.
Quale immagine di Chiesa? Approfondimento sulla costituzione conciliare Lumen gentium. 2) Il mistero della Chiesa (prima parte)
A partire dal 2012-2013, in occasione del cinquantesimo del Concilio Vaticano II, alcune associazioni laicali della Diocesi di Como (Azione cattolica, MASCI, Gruppo Ascolto), su invito delle ACLI, hanno aderito alla proposta di approfondimento di contenuti, implicazioni e ricadute del Concilio stesso. L’esigenza di non lasciare passare invano questa ricorrenza, ha guidato, prima, verso la programmazione di questa iniziativa comune e poi al coinvolgimento della Diocesi di Como. Le associazioni laicali si sono così proposte come fermento per la chiesa locale.
Dopo avere trattato nel 2012-13 la Costituzione “Dei Verbum” e nel 2013-14 la “Sacrosanctum Concilium”, nel 2014-15 si è affrontato il terzo ciclo di incontri incentrati sulla Costituzione dogmatica “Lumen Gentium”. Un percorso unico “… per riscoprire la chiave di volta di tutto il magistero conciliare e illuminare la Chiesa, realtà mirabile e complessa, fatta di elementi umani e divini, visibili e invisibili…” (Giovanni Paolo II, Angelus, 22 ottobre 1995)
Quì sotto è scaricabile il pdf con l’incontro tenuto dal prof. don Ivan Salvadori:
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