La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante. Messaggio per la pace 2026

MESSAGGIO DI SUA SANTITÀ LEONE XIV
PER LA LIX GIORNATA MONDIALE DELLA PACE

1° GENNAIO 2026

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La pace sia con tutti voi.
Verso una pace disarmata e disarmante

“La pace sia con te!”.

Questo antichissimo saluto, ancora oggi quotidiano in molte culture, la sera di Pasqua si è riempito di nuovo vigore sulle labbra di Gesù risorto. «Pace a voi» ( Gv 20,19.21) è la sua Parola che non soltanto augura, ma realizza un definitivo cambiamento in chi la accoglie e così in tutta la realtà. Per questo i successori degli Apostoli danno voce ogni giorno e in tutto il mondo alla più silenziosa rivoluzione: “La pace sia con voi!”. Fin dalla sera della mia elezione a Vescovo di Roma, ho voluto inserire il mio saluto in questo corale annuncio. E desidero ribadirlo: questa è la pace del Cristo risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente. [1]

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«In principio era la Chiesa». Un testo di Romano Penna

In principio era la chiesa! Questo assioma ha un’intenzione provocatoria e necessita di precisazioni, […] esprime comunque una verità.

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La Parola è la mia casa: [25/08/2024] XXI dom TO anno B

da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale delle parrocchie di Chiuro e Castionetto.

Una Parola che non si adatta, una scelta necessaria ma libera, una presenza che emancipa e riabbraccia

Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 6, 60-69)

In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre». Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

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«La comunione cristiana è tale per mezzo di Gesù Cristo e in Gesù Cristo» – di Dietrich Bonhoeffer

«Paradossalmente, dobbiamo ringraziare la Gestapo se Bonhoeffer ha scritto Vita comune. Infatti la polizia segreta, alla fine di settembre del 1937, aveva chiuso, insieme ad altri istituti della chiesa confessante, anche il «seminario per predicatori» e la fraternità di Finkenwalde, diretti da Dietrich Bonhoeffer, nel cui ambito un gruppo di pastori alle prime armi aveva cercato di praticare una «vita comune». In questo modo aveva indotto Bonhoeffer a mettere per iscritto le sue idee circa la vita di una comunità cristiana» (prefazione dei curatori al vol. 5 dell’Edizione critica delle Opere di Dietrich Bonhoeffer). Il pastore Bonhoeffer scrisse Vita comune nell’estate del 1938 e lo pubblicò l’anno dopo. Ne proponiamo alcuni brani.

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La Parola è la mia casa: [12/05/2024] dom Ascensione TP anno B

da Parrocchiechiurocastionetto.it, il sito della Comunità pastorale delle parrocchie di Chiuro e Castionetto.

Il Risorto asceso alla gloria del cielo fonte di ogni servizio e ministero dei battezzati

Dal vangelo secondo Marco (Mc 16,15-20)

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

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Komboskini, la corda della preghiera

Il komboskini (in greco), o Chotki (in russo), è la corona utilizzata dai cristiani d’oriente per rimanere con la mente e il cuore in preghiera. Il nome è greco e significa cordoncino (skini) di nodi (kombos).

Viene usato non tanto per contare le preghiere quanto per darsi un ritmo, facendosi aiutare dallo scorrere lentamente la corona tra le dita, mentre si ripete: “Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore” (preghiera del cuore).

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Liberare il nostro linguaggio dalla violenza. Commento a Proverbi 15, 1

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

La risposta dolce calma il furore, ma la parola dura eccita l’ira

Proverbi 15, 1

Il sole non tramonti sopra la vostra ira e non fate posto al diavolo

Efesini 4, 26-27

Ci fa quasi sorridere questa frase. Quei sorrisetti un po’ ambigui, simili a una smorfia. Tra l’ironico e il sarcastico, con le labbra tirate su da un lato e in giù dall’altro. Come per dire: hai mai consultato uno dei tanti social network che vanno per la maggiore? Altro che dolci risposte che calmano il furore, le parole sono dure e non fanno che eccitare l’ira!  

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Una dichiarazione sulla dottrina del “mondo russo” (Russkii mir)

Un gruppo di teologi ortodossi di tutto il mondo ha pubblicato la seguente dichiarazione (la traduzione è dei teologi cattolici Fabrizio Bosin e Gianluca Montaldi), nella quale, sostanzialmente, si condanna come eretica la variante kyrilliana del cosiddetto filetismo, una dottrina sul rapporto tra fede ortodossa e appartenenza etnica e nazionale.

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Commento alla liturgia ortodossa: Ventiseiesima Domenica dopo Pentecoste

da Santa-rus.com, La Santa Rus’. Grazia e bellezza nell’incontro con la Santa Rus’.

6 dicembre / 23 novembre 2020

Domenica 26a dopo Pentecoste. Digiuno di Natale. Tono 1°.
Dopofesta dell’Ingresso. Degli ierarchi Anfilochio, vescovo di Iconio (dopo 394) e Gregorio,
vescovo di Agrigento (VI-VII). Del grande principe retto-credente Alessandro della Neva,
nello schema Alessio (1263); dello ierarca Metrofane, nello schema Macario, vescovo di Voronezh
(1703). Dei martt. Sisinio, vesc. di Cizico (III) e Teodoro di Antiochia (IV); del ven. Columbano di
Luxeuil, igùmeno (615). Del ven. mart. Serafino (T’evar), monaco (1931); del conf. Giovanni Vasil’ev
(1935): dello ieromart. Eleazar Spiridonov, presbitero e mart. Alessandro Uksusov (1937).

Apostolo: Ef §229 ( = 5:9-19) + Ebr § 334 ( = 13:7-16).

Vangelo: Lc §66 ( = 12:16-21) + Mt § 103 ( = 24:42-47).

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Commento alla liturgia ortodossa: Venticinquesima Domenica dopo Pentecoste

da Santa-rus.com, La Santa Rus’. Grazia e bellezza nell’incontro con la Santa Rus’.

29 novembre / 16 novembre 2020 – Domenica

Domenica 25a dopo Pentecoste. Digiuno di Natale. Tono 8°. Dell’apostolo ed evangelista Matteo (60). Del giusto Fulviano, principe dell’Etiopia, nel Santo Battesimo Matteo (I).
Dello ieromart. Ipazio, vesc. di Gangra. Dello ieromart. Filumeno del Santo Sepolcro (Chasapis),
archimandrita (1979). Dello ieromart. Teodoro Kolerov presbitero e con lui martt. Anania Bojkov e Michele Boldakov (1929); degli ieromartt. Giovanni Tsvetkov, Nicola Troitskij, Vittore Voronov, Basilio Sokolov, Macario Solov’ëv e Michele Abramov presbiteri, del ven. mart. Panteleimone (Arzhanykh), igùmeno (1937); del mart. Demetrio Spiridonov (1938).

Apostolo: Ef §224 ( = 4:1-6) + 1 Cor § 131 ( = 4:9-16).

Vangelo: Lc §53 ( = 10:25-37) + Mt § 30 ( = 9:9-13).

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Commento alla liturgia ortodossa: Ventitreesima Domenica dopo Pentecoste

da Santa-rus.com, La Santa Rus’. Grazia e bellezza nell’incontro con la Santa Rus’.

15 novembre / 2 novembre 2020 – Domenica

Domenica 23a dopo Pentecoste. Non c’è digiuno. Tono 6°. Dei martiri Acindino, Pegasio, Aftonio, Elpidiforo e Anempodisto e compagni (c. 341-345). Del ven. Marciano di Cirro (Cirene) (388). Degli ieromartiri Costantino Jurganov e Anania Aristov, presbiteri (1918). Icona della Madre di Dio “Odighitria” di Šuja-Smolensk. Sinassi di tutti gli Anargiri (la domenica più vicina al 1/14 novembre).

Apostolo: Ef § 220 (= 2:4-10) + Ef § 233 (= 6:10-17).

Vangelo: Lc § 38 (= 8:26-39) + Mt § 36 (= 10:16-22).

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Il mistero dell’icona

da Orthodoxia.it, L’Ortodossia in rete.

Abbiamo intitolato questo intervento Il mistero dell’icona perché, normalmente, il pubblico occidentale è abituato a pensare all’icona come a un’opera d’arte. Se si prende un dizionario, di solito, alla voce “icona” si troverà che è “l’espressione tipica dell’arte sacra dell’Oriente cristiano”. Questa definizione, per quanto non falsa, è molto parziale ed estremamente limitativa. L’Occidente sta oggi riscoprendo l’icona come l’approccio ad un tipo di arte che sia veramente sacra, che cioè mantenga il senso della distanza, il senso della trascendenza, che non sia l’idolo a cui si chiede perché in ogni caso risponda. Ma anche una tale accezione risulta riduttiva.

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Discorso di un Vescovo nel Concilio ecumenico Vaticano I (Strossmayer)

Il Concilio Vaticano I (dicembre 1869 – luglio 1870), si tenne nella basilica di S. Pietro a Roma. Nel corso dei lavori si sancì il dogma dell’infallibilità del pontefice in materia di fede e di costume. Indetto con la lettera apostolica Aeterni Patris ed aperto solennemente in Roma nel dicembre 1869, si chiuse nel luglio dell’anno successivo, due mesi prima della breccia di porta Pia; l’aula conciliare, nella basilica di San Pietro, fu la navata destra della croce; assistettero circa settecento padri, segretario e coordinatore fu l’insigne canonista tedesco monsignor Fessler. Il dogma non passò senza contrasti. Il seguente discorso venne pronunciato nel 1870 durante il Concilio Vaticano I dal vescovo croato Josip Juraj Strossmayer, in opposizione all’investitura di Pietro da parte di Cristo e della conseguente infallibilità delle decisioni papali.

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Il cristiano e il lavoro

da Profeziaeliberazione.blogspot.com, Profezia e Liberazione “L’uomo può volgersi al bene soltanto nella libertà” (GS 17).

Spesso il cristiano dimentica il senso del suo essere parte integrante di una società, in Italia di una “Repubblica democratica fondata sul lavoro” (art. 1 della Costituzione) la quale per essere trasformata e umanizzata necessita del suo contributo e della sua testimonianza.

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Messaggio patriarcale per i 1030 anni dal battesimo della Rus’

da Ortodossiatorino.net, il sito della parrocchia ortodossa del Patriarcato di Mosca a Torino dedicata a San Massimo.

Vi presentiamo la nostra traduzione italiana del messaggio del patriarca Kirill e del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa in occasione del 1030° anniversario del Battesimo della Rus’.

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