da Oasiscenter.eu, il sito della fondazione Oasis, cristiani e musulmani nel mondo globale.
Il monastero di Tibhirine – i giardini – porta queste parole profetiche nel suo stemma: «Segno sui monti».
da Oasiscenter.eu, il sito della fondazione Oasis, cristiani e musulmani nel mondo globale.
Il monastero di Tibhirine – i giardini – porta queste parole profetiche nel suo stemma: «Segno sui monti».
da Ortodossiatorino.net, il sito della parrocchia ortodossa del Patriarcato di Mosca a Torino dedicata a San Massimo.
Vi presentiamo la nostra traduzione italiana del messaggio del patriarca Kirill e del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa in occasione del 1030° anniversario del Battesimo della Rus’.
da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.
Il discorso biblico è sempre un discorso a monte e i discorsi a monte hanno una loro importanza; per il credente, poi, la Bibbia è anche un punto di riferimento, in un certo senso l’ultimo punto di riferimento. Mi pare di poter dire che il discorso biblico sulla pace e sulla libertà, anche dopo 2000 anni di cristianesimo, non è un discorso scontato, non è diventato il discorso di senso comune; ma comunque, quando si fa il discorso biblico sulla pace e sulla libertà, generalmente si è tutti d’accordo; il disaccordo nasce quando dall’ideale biblico si passa al concreto.
Proponiamo il documento di due dicasteri vaticani, la Congregazione per la dottrina della fede e il Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, per aiutare ad “elaborare nuove forme di economia e finanza, le cui prassi e regole siano rivolte al progresso del bene comune e rispettose della dignità”.
Esso vuole rispondere alla necessità “di intraprendere una riflessione etica circa taluni aspetti dell’intermediazione finanziaria, il cui funzionamento, quando è stato slegato da adeguati fondamenti antropologici e morali, non solo ha prodotto palesi abusi ed ingiustizie, ma si è anche rivelato capace di creare crisi sistemiche e di portata mondiale”.
Il cuore del documento è articolato in due capitoli, dedicati ad enucleare “elementari considerazioni di fondo” per poi formulare alcune ben dettagliate “puntualizzazioni nel contesto odierno”.
da Ortodossia.it, sito ufficiale della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta e da Ortodossia.org, sito ufficiale dell’Amministrazione delle parrocchie del Patriarcato di Mosca in Italia.
Mettiamo a disposizione il messaggio per la Pasqua ortodossa 2018 di S.S. Bartolomeo, Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, e quello di S.S. Kirill, Patriarca di Mosca e di tutte le Russie.
da Natidallospirito.com, spiritualità cristiana ortodossa.
A poco più di due settimane dalla fine della Quaresima e a due giorni dalla festa della Croce, la Chiesa copta chiede ai fedeli di meditare sul brano evangelico del “primo comandamento”. Si tratta del vangelo del mattutino del venerdì della V settimana di Quaresima.
Il brano in questione è tratto dal Vangelo secondo Marco:
28Allora si avvicinò a lui uno degli scribi che li aveva uditi discutere e, visto come aveva ben risposto a loro, gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». 29Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; 30amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. 31Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c’è altro comandamento più grande di questi». 32Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui;33amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici». 34Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.
Mc 12,28-34
È interessante notare che, dopo una serie di vangeli tipicamente quaresimali che parlano di digiuno, di preghiera, di elemosina e di guarigioni tramite esorcismi, la Chiesa offra un brano apparentemente “poco” quaresimale. Che cosa c’entra questo vangelo in mezzo agli altri? E perché proprio ora?
La Dichiarazione teologica del Sinodo confessante di Barmen del 31 maggio 1934 è l’esposizione teologica centrale della cosiddetta Chiesa confessante durante il periodo della dittatura nazionalsocialista 1933-1945. Tale movimento si opponeva alla falsa teologia e al regime ecclesiale dei cosiddetti “Cristiani tedeschi” (“Deutsche Christen”) i quali avevano avviato l’allineamento della Chiesa evangelica alla dittatura del “Führer” Adolf Hitler. Fra i punti pretesi dai Cristiani tedeschi vi erano l’introduzione del ‘principio del duce’ (Führerprinzip) nella chiesa, l’esclusione dei “non ariani” dall’ufficio pastorale, il rigetto dell’Antico Testamento e l’annuncio di Gesù come “figura eroica di Salvatore” in vece della figura del “Crocifisso”. Contro tale impostazione prende posizione la Dichiarazione teologica di Barmen, che fu formulata sostanzialmente dai teologi Karl Barth e Hans Asmussen. Ognuna delle sei Tesi è strutturata in modo seguente: prima vengono riportate le parole dalla Sacra Scrittura, quindi segue il punto di vista della Chiesa confessante e infine seguono le affermazioni con le quali viene confutata la falsa dottrina dei Cristiani tedeschi.
Nel menù di oggi l’intervista sull’importanza etica e spirituale dell’ecumenismo al pastore e teologo luterano Reinhard Thöle (a cura del dottor Tudor Petcu). Reinhard Thöle (nato il 28 aprile 1950 a Osnabrück) si occupa della teologia ortodossa e dei collegamenti tra la spiritualità “occidentale” e quella del cristianesimo orientale. Dopo gli studi di teologia protestante e teologia ortodossa, dal 1979 al 1991 ha lavorato come pastore. In seguito ha insegnato presso l’Università di Heidelberg e dal 1992 è Consulente del EKD (Evangelische Kirche in Deutschland) per il dialogo con le Chiese ortodosse. Nel 2000 è diventato docente per la teologia ecumenica presso la Facoltà teologica “Patriarca Giustiniano” dell’Università di Bucarest. Nel 2001 ha avviato la “Società per lo studio dell’oriente cristiano”. Dal 2007 è membro della direzione scientifica del “Istituto di ricerca sull’ascetismo e la pietà protestante” alla Augustana College, Neuendettelsau. Dal 2011 è direttore del seminario per Ostkirchenkunde presso la Martin-Luther-University Halle-Wittenberg. Nel 2016 è stato osservatore del Consiglio dell’EKD al Grande e Santo Sinodo Pan-ortodosso a Creta.
Anche quest’anno, le parole «Cristo è nato» risuonano «in un mondo pieno di violenza, di pericoloso conflitto, di disuguaglianze sociali e disprezzo dei diritti umani fondamentali»: lo scrive il Patriarca ecumenico Bartolomeo, arcivescovo di Costantinopoli, nel suo messaggio natalizio. Continua a leggere
da Natidallospirito.com, spiritualità cristiana ortodossa.
In questi giorni gli ortodossi in tutto il mondo vivono il digiuno di Avvento, più correttamente chiamato “digiuno della Natività”. In esso ci è dato di meditare più intensamente il mistero indicibile dell’Incarnazione del Verbo di Dio. Sono giorni di gioia e di luce nei quali ripercorriamo le vicende della Natività di nostro Signore e glorifichiamo Dio rallegrandoci insieme agli uomini e alle donne che sono stati testimoni di quei fatti storici – la Vergine santa Maria, Giuseppe, Zaccaria, Elisabetta, i pastori, i magi – di quanto Dio abbia amato gli uomini inviando suo Figlio sulla terra.
Che cosa potremmo imparare in maniera molto semplice dal Natale per la nostra vita quotidiana? Continua a leggere
Il testo integrale del messaggio di Papa Francesco per la 51ª Giornata mondiale della pace, che si celebra il 1° gennaio 2018. Il messaggio ha per titolo: «Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace». Continua a leggere
Avvicinandosi la prima giornata mondiale dei poveri …
L’espressione Chiesa dei poveri non è estemporanea ma ha una sua precisa collocazione ecclesiale: prende ispirazione da un passaggio del radiomessaggio dell’11 settembre 1962 di Giovanni XXIII: «In faccia ai paesi sottosviluppati la chiesa si presenta quale è e vuole essere, come la Chiesa di tutti, e particolarmente la Chiesa dei poveri». Si tratta del Radiomessaggio rivolto da papa Roncalli ai fedeli di tutto il mondo un mese prima dell’inizio del Concilio Ecumenico Vaticano II. Giovanni XXIII mutua l’espressione “Chiesa dei poveri” dal cardinale Suenens che nel luglio del 1962 gli aveva sottoposto un “progetto” per il concilio. È un pronunciamento ricco di significato che, assieme al rilevante e autorevole discorso d’apertura Gaudet mater ecclesia dell’11 ottobre 1962, avrà una grande ripercussione sui lavori conciliari.
Il cardinale Giacomo Lercaro, arcivescovo di Bologna, esperto liturgista e noto per aver scelto di condividere la sua casa con giovani lavoratori e studenti bisognosi (la cosiddetta “Famiglia” del cardinale), nonostante fosse impegnato sul fronte dello schema liturgico, sostenuto da don Giuseppe Dossetti, il 6 dicembre 1962 decise di intervenire durante la 35a CG pronunciando un famoso discorso dove espose il problema dell’identità della Chiesa in una prospettiva inattesa. Respingendo in toto lo schema preparatorio, affrontò con vigore la povertà della Chiesa, proponendo una visione essenzialmente biblica della Chiesa stessa e suggerendo che tutta la trattazione fosse finalizzata al superamento della drammatica alterità dell’epoca contemporanea tra la Chiesa e l’immenso popolo dei poveri. Continua a leggere
Noi non abbiamo vissuto oziosamente fra voi, né abbiamo mangiato gratuitamente il pane di alcuno, ma abbiamo lavorato con fatica e sforzo notte e giorno per non essere di peso ad alcuno di voi.
2Ts 3, 7b-8
Il lavoro di Paolo durante le sue fatiche missionarie è nominato varie volte nelle sue lettere (1Cor 4, 12 e al capitolo 9) o nel testo degli Atti degli apostoli (At 18, 3; 20, 34). Continua a leggere
da ReteSicomoro.it, conoscere per crescere.
‘Salire verso il basso, cadere verso l’alto’: il titolo propone un paradosso, anzi un ossimoro. Pienamente in linea con il carattere ossimorico del cristianesimo. Questa esperienza spirituale, infatti, ‘salire verso il basso, cadere verso l’alto’, io la colgo e la leggo all’interno del cristianesimo. Che, tra le religioni e le fedi è quello più strutturato, centrato su un ossimoro. E che, forse, proprio in questa sua struttura ossimorica trova la sua potenza.
Per il cristianesimo, infatti, Dio è rivelato dall’uomo Gesù di Nazaret; il salvatore del mondo è il perduto appeso al legno. Dall’ossimoro della rivelazione si passa quindi all’ossimoro dell’esperienza spirituale: le virtù teologali, fede – speranza – carità, sono ossimoriche. Si tratta di credere l’incredibile (la resurrezione dei morti), di sperare l’insperabile (la morte della morte), di amare chi non è amabile (il nemico). Continua a leggere
Pubblichiamo il messaggio del patriarca di Costantinopoli Bartolomeo per la giornata di preghiera per la cura del creato e, di seguito, il messaggio congiunto redatto insieme a papa Francesco. Continua a leggere
da Sprofondo.it, il sito dell’Associazione Sprofondo.
Per salutare e ringraziare don Renzo Scapolo, deceduto in questi giorni, proponiamo il link ad una sua intervista e un suo testo del dicembre 2003. Continua a leggere
da Ortodossia.it, sito ufficiale della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta, da Osservatoreromano.va, giornale quotidiano politico religioso e da Confronti.net, mensile di religioni, politica, società. Continua a leggere