Cristiani senza Cristo o senza mondo?

da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).

Il 4 maggio scorso, Matteo Matzuzzi, vaticanista del Foglio, firmava un lungo articolo sui “Cristiani senza Cristo”. L’ipotesi di fondo dell’articolo era che a partire da un certo punto della storia la Chiesa avesse perso Cristo – la parte divina di Gesù – e la crisi di fede di oggi ne fosse la conseguenza. Di fatto questo modo di pensare ipotizza che prima di un certo punto storico la Chiesa fosse fedele alla divinità di Cristo e il popolo europeo – almeno nella sua gran parte – fosse convintamente cristiano (assai diverso dall’essere naturaliter cristiano), mentre dopo sia la Chiesa che il popolo cristiano abbiano smarrito Cristo e la sua divinità. Per dimostrare tale infedeltà si richiamano le chiese vuote, la perdita di influenza etica nella società e la destrutturazione di una salda dottrina, il calo delle vocazioni sacerdotali e dell’organizzazione della vita comunitaria di fede. Insomma, il diluvio universale del laicismo.

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Il dì di Dante. Una prospettiva protestante

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

1321-2021, settecento anni dalla scomparsa di Dante Alighieri. In vista di tale ricorrenza il Governo italiano ha istituito il “Dantedì”. Parola tanto divertente quanto significativa: non fugace occasione, infatti, ma vera e propria festività con permanente cittadinanza all’interno del calendario. Riguardo al giorno è stato scelto non il più intuitivo 14 settembre, data della morte, bensì il 25 marzo, per gli studiosi possibile inizio del viaggio ultramondano della Divina Commedia.

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Martin Lutero su epidemie e fede. Il coronavirus da un punto di vista storico-ecclesiastico – un’analisi possibile?

da Voceevangelica.ch, Chiese evangeliche di lingua italiana in Svizzera.

Il fatto che la maggior parte dei paesi in tutti i continenti sia colpita da un nuovo virus, è senza precedenti. Il nostro mondo globalizzato e la conseguente mobilità, assai elevata e rapida, di così tante persone, è un fattore che un tempo non c’era. La questione, però, va oltre: esistono analogie, esperienze, risorse a cui sia possibile riallacciarsi, per esempio nel modo di far fronte alle epidemie? È ciò che andremo a esaminare in questa sede, da una prospettiva decisamente contemporanea.

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Le tappe più importanti del viaggio della Sacra Famiglia in Egitto

da Diocesicoptamilano.com, diocesi cristiana copta ortodossa di Milano.

Il cammino percorso dalla Sacra Famiglia iniziò da Betlemme. Attraversata la parte Nord del deserto del Sinai, la Sacra Famiglia entrò in Egitto e raggiunse la città di Tal Basta, vicino alla città di El Zakazik, dove sorse una fonte d’acqua ; il Signore Gesù ne bevve e la sua acqua fu fonte di grazia di guarigione delle malattie. All’ingresso della Sacra Famiglia nella città, gli idoli caddero per terra: i sacerdoti pagani, pertanto, si infuriarono contro di essa, costringendola ad abbandonare la città e a dirigersi verso Sud.

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Dal Dio senza nome – da “Predigten, Traktate, Sprüche” di Meister Eckhart

Tudor Pectu ci presenta la sua traduzione di alcuni pensieri in riferimento al Dio senza nome presenti in un libro molto noto di Meister Eckhart, “Predikten, Traktate, Sprüche”. Eckhart von Hochheim, meglio conosciuto come Meister Eckhart (Tambach-Dietharz o Hochheim, 1260 – Colonia o Avignone, 1327/1328), è stato un teologo e religioso tedesco. È stato uno dei più importanti teologi, filosofi e mistici renani del Medioevo cristiano, e ha segnato profondamente la storia del pensiero tedesco. La teologia di Eckhart si basava sul principio dei una unione mistica dell’anima con Dio, tesi che gli procurò accuse di panteismo. Scrivendo in tedesco oltre che in latino, Eckhart esercitò una profonda influenza sulla crescita della lingua tedesca. Gli idealisti tedeschi lo considerarono un precursore, mentre gli studiosi contemporanei hanno individuato la sua influenza sul protestantesimo e l’esistenzialismo, svelando persino analogie con il buddhismo Zen.

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Radici dell’antisemitismo teologico

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Del processo di revisione che le chiese cristiane, in particolare le protestanti, e in particolare quelle tedesche, hanno avviato dal dopoguerra in merito al “fiancheggiamento” o alla “non-opposizione” al nazismo e alla persecuzione degli ebrei, fa parte anche un capitolo assai impegnativo, doloroso ma necessario, e che richiede strumentazioni e capacità scientifiche non da poco. Si tratta dell’esegesi e della compromissione di alcuni approcci alla materia biblica, che di fatto portarono acqua all’ideologia mortifera dell’antisemitismo nazista. Ne parliamo con il professor Daniele Garrone, docente di Antico testamento alla Facoltà valdese di Teologia in Roma, che ha partecipato alla presentazione del libro dello studioso svedese Anders Gerdmar Bibbia e antisemitismo teologico (Paideia) uscito da pochissimi giorni in Italia.

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“Iconostasi. La porta ai divini misteri”. Storia e struttura

Il materiale qui presente è una rielaborazione di un file presente sul sito Parrocchiadialbairate.it.

Impariamo a respirare con due polmoni: quello della Chiesa Orientale e quello della Chiesa Occidentale.

Papa Giovanni Paolo II

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Un teologo amato da papa Francesco: Henri de Lubac

da Theologicalmind.wixsite.com, Theological mind: theology notes, il blog di Fabio Cittadini.

Henri de Lubac è non solo uno tra i più importanti teologi cattolici del XX secolo, ma anche un uomo la cui vicenda biografica va conosciuta. Nato a Cambrai il 20 febbraio 1896, entrò nella Compagnia di Gesù, a Lione, il 9 ottobre 1913. Fu ordinato presbitero nel 1927 e divenne professore di teologia fondamentale nella facoltà teologica di Lione, dove insegnò dal 1929 al 1950.

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La devozione mariana nella storia della Chiesa. Una conferenza e un articolo di don Saverio Xeres

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

La devozione mariana non è soltanto un elemento costante della vita della Chiesa nei suoi duemila anni di storia; essa può essere a buon diritto considerata come un punto di osservazione profondo, interiore, dello spirito ecclesiale, dei suoi sviluppi e delle sue involuzioni. Maria, infatti, è l’immagine e il modello della Chiesa.

Più precisamente, modello della “forma” primitiva della Chiesa, quella delle origini: di qui l’intensificarsi del richiamo a Maria durante le fasi di maggiore tensione riformatrice della vicenda ecclesiale.

Conferenza di mons. Saverio Xeres tenuta alle Religiose della diocesi di Como il 25 aprile 2018 presso la casa dei Padri Missionari Saveriani a Tavernerio (Como)

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