Le tappe più importanti del viaggio della Sacra Famiglia in Egitto

da Diocesicoptamilano.com, diocesi cristiana copta ortodossa di Milano.

Il cammino percorso dalla Sacra Famiglia iniziò da Betlemme. Attraversata la parte Nord del deserto del Sinai, la Sacra Famiglia entrò in Egitto e raggiunse la città di Tal Basta, vicino alla città di El Zakazik, dove sorse una fonte d’acqua ; il Signore Gesù ne bevve e la sua acqua fu fonte di grazia di guarigione delle malattie. All’ingresso della Sacra Famiglia nella città, gli idoli caddero per terra: i sacerdoti pagani, pertanto, si infuriarono contro di essa, costringendola ad abbandonare la città e a dirigersi verso Sud.

La Sacra Famiglia attraversò il Nilo (Ramo di Rosetta) verso il Delta Occidentale, poi si diresse a Sud raggiungendo Wadi El Natrun, la zona che successivamente diventò il paradiso dei monaci. Da lì essa partì diretta a Sud, verso la città del Cairo. Riattraversò il Nilo in direzione Est verso El Mataria, vicino a Ain Shams, a circa 10 Km dalla città del Cairo, dove si riposò all’ombra di un albero conosciuto oggi con il nome di “Albero di Maria”. Vicino a quell’albero sorse una fonte d’acqua e in quel punto crebbe una pianta aromatica con un buon profumo, la pianta del “Balsamo” che si aggiunge ai profumi e agli aromi con cui viene prodotto il Sacro Crisma.

​Il posto dove si trova l’Albero di Maria fu una delle più importanti mete dei viaggiatori del Medioevo ed è fino ad oggi visitato dai turisti.

In seguito la Sacra Famiglia si diresse verso il Cairo Vecchio, dove si fermò durante il suo viaggio in Egitto. In questa zona si trovano numerose Chiese e conventi: ne è un esempio la Chiesa di San Sergios (Abu Serga), che racchiude la grotta dove si rifugiò la Sacra Famiglia; essa non poté tuttavia rimanervi che pochi giorni a causa degli idoli che andavano in frantumi; ciò irritò il governatore di El Fostat, che volle uccidere il Bambino Gesù.

La Sacra Famiglia perciò partì verso Sud, finché raggiunse la zona di El Maadi, nei dintorni di Menfi (capitale dell’Antico Egitto), dove sorge attualmente la Chiesa della Santa Vergine, le cui copule indicano che fu costruita nel tredicesimo secolo. A tutt’oggi esiste la scala di pietra usata dalla Sacra Famiglia nella sua discesa alla riva del Nilo, che può essere visitata da un luogo che si apre nel cortile della chiesa.

Nella profezia del viaggio della Sacra Famiglia, il profeta Isaia ci dice: “Crollano gli idoli d’Egitto davanti a lui” (Isaia 19: 1). Questo è proprio quel che è accaduto: infatti, ogniqualvolta il Signore Gesù entrava in una città dell’Egitto, gli idoli crollavano nei templi ed andavano in frantumi. Ed è quello che successe lungo il percorso della Sacra Famiglia nell’Alto Egitto.

Arrivando alla cittadina di Samallut, la Sacra Famiglia di lì attraversò il Nilo verso Est, dov’è situato attualmente il Monastero della Santa Vergine a Gabal El Tair (Monte degli uccelli), ad Est di Samallut; si stabilì quindi nella grotta che si trova nell’ antica Chiesa. Gabal El Tair è noto con questo nome perché migliaia di uccelli di Bokirs vi si raggruppano.

Lo stesso monte è chiamato anche “Monte del Palmo” perché, secondo la tradizione, mentre la Sacra Famiglia stava accanto al monte un grosso frammento di roccia si staccò da esso, rischiando di caderle addosso. Allora il Signore Gesù stese la mano impedendo alla roccia di cadere e il palmo della sua mano rimase impresso su questa roccia.

Giungendo al Monte Kuskam, dove si trova attualmente il Monastero di El Moharrak ad Ovest del governatorato di Assiut, la Sacra Famiglia si stabilì per più di sei mesi nella grotta che fu più tardi l’altare dell’antica chiesa della Santa Vergine del Monastero. Il piano dell’altare è proprio la pietra su cui dormiva il Bambino Gesù, nostro Salvatore, ed essa è situata al centro dell’Egitto.

Così si è compiuta, pure letteralmente, la profezia di Isaia che dice: “Ci sarà un altare dedicato al Signore in mezzo al Paese d’Egitto” (Is I9: I9).
In questo posto è apparso in sogno l’Angelo del Signore a San Giuseppe dicendo: “Alzati e prendi il Bambino e Sua Madre e vai nella terra di Israele perché sono morti quelli che volevano la morte del Bambino” (Mt 2: 20 – 21).

Sulla via del ritorno percorsero una via diversa che li fece deviare un po’ verso Sud, fino al Monte di Assiut, noto come Monte Dronca. La Sacra Famiglia lo benedì e lì è sorto un monastero dedicato alla Santa Vergine situato a 8 km a Sud Ovest di Assiut.
Con l’arrivo in Palestina terminò il viaggio della Sacra Famiglia, che durò tre anni comprendendo I’andata e il ritorno e durante il quale fu percorsa una distanza superiore a duemila chilometri.

(P.S.) Le testimonianze tramandate nei secoli; la devozione legata ai luoghi dove sono nati monasteri e santuari, per la maggior parte fatti costruire da Elena, la madre dell’imperatore Costantino; e soprattutto l’apparizione della vergine Maria a papa Teofilo, ventitreesimo Patriarca copto, che rivelò i 28 luoghi toccati dalla Sacra famiglia in Egitto prima di tornare in Israele, sono le fonti su cui si basano le tappe del pellegrinaggio. La famiglia, inoltre, secondo la tradizione, non sarebbe stata sola, ma accompagnata da una quarta persona – la cugina Salomé o Salumi, ritratta anche in alcune icone – che si accodò per aiutare Maria alla prese con il bambino.

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