Enrique Angelelli, il vescovo assassinato 50 anni fa

da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.

A La Rioja (Argentina) lo scorso primo agosto una folla di migliaia di persone ha celebrato la memoria del martirio di mons. Enrique Angelelli (1923-1976) assieme agli altri tre beati: Carlos de Dios Murias, Gabriel Longueville e Wenceslao Pedernera. Presiedeva la celebrazione mons. Marcelo Colombo, vescovo di Mendoza e presidente della Conferenza episcopale argentina, accanto al vescovo di La Rioja, mons. Dante Braida. In quella sede si è rinnovata la richiesta della canonizzazione dei quattro martiri. In occasione dei 50 anni dall’assassinio di Angelelli (4 agosto), beatificato nel 2019, Francesco Strazzari ne illumina la figura di pastore e testimone.

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Il “patto delle catacombe”. L’impegno di una cinquantina di vescovi per una Chiesa povera e dei poveri

Avvicinandosi la prima giornata mondiale dei poveri …

Il 16 novembre del 1965, pochi giorni prima della chiusura del Concilio Vaticano II, una cinquantina di padri conciliari celebrarono un’Eucaristia nelle Catacombe di Domitilla. Era il gruppo dei vescovi della “Chiesa dei poveri” che alla fine del Concilio decisero di scendere nelle catacombe, simbolicamente “ai margini”, per firmare il “Patto delle Catacombe”. I firmatari si impegnavano personalmente a vivere da chiesa “povera e dei poveri”, ed hanno poi vissuto questo impegno fino in fondo con scelte concrete. Erano una cinquantina, all’inizio, sugli oltre duemila vescovi che si riunirono a Roma per il Concilio Vaticano II. In pochi anni arrivarono a superare quota 500.

Tra i firmatari, nomi noti come dom Hélder Câmara, arcivescovo di Recife (Brasile), l’arcivescovo di Nazaret, Hakim, Massimo IV, patriarca di Antiochia, Leonidas Proaño, vescovo di Riobamba (Ecuador), famoso per la sua difesa dei campesinos; Enrique Angelelli, ausiliare di Cordoba (Argentina), ucciso durante la dittatura e punto di riferimento per l’allora padre Jorge Mario Bergoglio; il vescovo di Tournai (Belgio), Charles-Marie Himmer, che tenne l’omelia quel giorno. Alcuni sono ancora in vita: l’allora ausiliare di Bologna Luigi Bettazzi, poi vescovo a Ivrea, e José Maria Pires, arcivescovo emerito di Paraiba, in Brasile. Variopinta la provenienza dei firmatari: Cina, Corea del Sud, Zambia, Gibuti, Indonesia, Algeria, Cuba, l’allora Jugoslavia, Canada, Francia, Grecia, Spagna, e altri. Nessun presule dagli Usa. Continua a leggere