Messaggio del cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino e Susa, in occasione della Festa del Lavoro nella memoria liturgica di san Giuseppe artigiano (Torino-Susa, 1° maggio 2026).
Carissimi,
il nostro cuore in questo tempo di guerra è turbato e deve vigilare per non abituarsi, deve restare inquieto.
Anche la Festa del Lavoro, che i cristiani vivono guardando all’esempio mite di san Giuseppe artigiano, contiene quest’anno motivi di inquietudine: desidero condividervi il mio turbamento al pensiero che le guerre seminano morte nel mondo eppure qui a Torino, a Susa e in Piemonte rappresentano un vantaggio economico per le aziende che producono forniture militari e si offrono come motore di rilancio dell’occupazione.
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La decisione di Pacelli poneva tuttavia il prelato cinquantasettenne alla testa della più importante diocesi del mondo, anche se non venne accompagnata dal cappello cardinalizio, tradizionalmente assegnato agli arcivescovi di Milano, né in seguito Pio XII tenne più concistori per creare nuovi cardinali.
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