Filosofia come conoscenza impegnata nel pensiero giapponese

Tudor Pectu ci invia un testo sulla filosofia giapponese da lui tradotto in italiano. Ecco il link per poter vedere anche la versione inglese https://plato.stanford.edu/entries/japanese-philosophy/.

La maggior parte dei filosofi giapponesi ha ipotizzato che la relazione tra conoscitore e conosciuto sia una congiunzione interattiva tra i due piuttosto che un ponte che attraversa la disgiunzione tra ciò che è nella mente del conoscitore e il conosciuto che sta al di fuori di essa. È quindi più probabile che il filosofo giapponese venga visto come una persona che cerca di sondare la realtà lavorando al suo interno piuttosto che come uno che cerca di capirla distaccandosi da essa. In altre parole, il progetto del filosofo giapponese implica più spesso l’impegno personale che il distacco impersonale. La differenza di enfasi tra la filosofia tradizionale giapponese e la moderna filosofia occidentale divenne chiara per i giapponesi quando quest’ultima fu introdotta per la prima volta nel loro paese in piena forza a metà del diciannovesimo secolo. Una questione cruciale per la leadership intellettuale dell’epoca era come identificare in giapponese ciò che gli occidentali chiamavano filosofia. Volendo assimilare la filosofia occidentale insieme ad altri aspetti della cultura occidentale, gli architetti della modernizzazione giapponese volevano dare al campo il proprio nome giapponese, piuttosto che trattarlo come un termine straniero pronunciato foneticamente.

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«Cattedre» – di padre Pio Parisi

Padre Pio Parisi è nato a Roma il 5 novembre 1926, è entrato nella Compagnia di Gesù l’8 dicembre 1944 ed è stato ordinato sacerdote il 21 luglio 1956. È diventato assistente delle Acli nel 1975, nominato dall’Ufficio per la Pastorale sociale e del lavoro della Cei. Il suo impegno nelle Acli è stato quello di aiutare gli associati a vivere una spiritualità legata all’ascolto della parola di Dio letta con lo spirito dei piccoli. Padre Pio ha svolto il suo incarico nelle Acli fino a maggio 1999. Lunedì 13 giugno 2011 muore a Roma nella sua casa di Via degli Ortaggi dove viveva dal 1971.

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L’uomo che si fermava alle apparenze

da Sufi.it, la via del cuore nel sufismo.

Dopo molte vicissitudini, un ‘cercatore di verità’ trovò finalmente un illuminato che aveva il dono di percepire ciò che è inaccessibile alla maggior parte degli uomini.
“Permettimi di seguirti”, gli disse il cercatore, “affinché possa imparare osservando ciò che hai acquisito”.

“Non sarai in grado di sopportarlo”, rispose il saggio, “perché non avrai la pazienza di rimanere in contatto, diligentemente, con la trama degli eventi. Anziché imparare, cercherai di agire in funzione delle apparenze”.

Il cercatore promise che si sarebbe sforzato di esercitare la pazienza e di imparare dagli eventi senza reagire secondo i propri pregiudizi. “Accetto”, disse allora il saggio, “ma a condizione che tu non faccia nessuna domanda nei riguardi di qualsiasi evento, finché non sia io a darti una spiegazione”.
Il cercatore si affrettò a promettere e si misero in cammino.

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Le cose fanno dispetti? Quando le cose non vanno come tu vuoi

dal profilo facebook di fratel Ignazio de Francesco, monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata.

Otto indizi: 1) Quel semaforo dà il verde agli altri appena ti vede arrivare, da anni. 2) Il treno è puntuale quando sei in ritardo, in ritardo se sei puntuale. 3) La chiave che apre una porta al buio si nasconde sempre in fondo al mazzo. 4) Nelle faccende di casa l’attrezzo indispensabile è introvabile, onnipresente appena non ti serve più. 5) La fotocellula del gabinetto pubblico ti spegne la luce nel momento più drammatico, per vederti sbracciare e agitarti nel modo più ridicolo. 6) Il telefono strilla sin tanto che lo scovi, buttando tutto all’aria. A quel punto tace, soddisfatto. 7) La tua stringa destra reggerebbe un pianoforte a coda, ma si sbriciola come un grissino appena vede che ti vesti in fretta e furia. 8) L’ultima indispensabile pillola salta come un grillo dal blister, rimbalza sul piano del tavolo, sul bracciolo della sedia, sul bordo del cestino, rotola sotto il letto e dal più torvo groviglio di polvere ti sfida beffarda: “Mi mangi?”.

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“Bulloni – Corpo Speciale”: un libro per imparare a capire la realtà senza scivolare nei luoghi comuni

da Interris.it, online international newspaper – con i piedi in terra guardando il cielo.

Raccontare la società, con i suoi problemi e le sue contraddizioni, attraverso gli occhi dei più piccoli. È questo lo spirito di Bulloni, la nuova serie di libri per bambini edita dalla round robin editrice, scritta da Giacomo Pucci e illustrata da Valerio Chiola. L’asticella era molto alta: mettere nero su bianco, in maniera dinamica e divertente, tematiche tutt’altro che semplici come bullismo, disabilità e inclusione. E a leggere il primo episodio della serie (Corpo speciale) l’obiettivo è stato raggiunto pienamente. Continua a leggere

Il lavoro nell’Antico Testamento: scritti sapienziali

Va’ dalla formica, o pigro, guarda le sue abitudini e diventa saggio. Essa non ha né capo, né sorvegliante, né padrone, eppure d’estate si provvede il vitto, al tempo della mietitura accumula il cibo.

Pr 6,6-8

La saggezza biblica è aliena dal disprezzo e dalla svalutazione del lavoro, specialmente manuale, tipici della cultura ellenistica. Continua a leggere