I primi 75 anni di «Von guten Mächten» («Mirabilmente protetti da forze buone»)

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Messo in prigionia dalla Gestapo il teologo protestante luterano Dietrich Bonhoeffer scrisse, settantacinque anni fa, un testo diventato poi una canzone religiosa, tra le più suonate nel XX secolo: «Von guten Mächten».

Le linee melodiche scelte per affiancare le parole profetiche di Bonhoeffer sono oggi contenute tra le pagine di calendari, di innari e di spartiti musicali per orchestre.

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Tv pubblica, garanzia di pluralismo

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A intervalli più o meno regolari la questione della riforma della Rai torna sulle agende dei politici di turno. Una rete privatizzata, un sistema misto, meno controllo politico, adeguamento dei livelli minimi di raccolta pubblicitaria: molte e trasversali all’arco dei partiti le idee messe nero su bianco nel tempo.

 Nessuno era però mai arrivato, come in questi mesi, a proporre una privatizzazione pressoché totale del servizio pubblico radio televisivo (proposta di legge Paxia, Paragone, Patuanelli). Si tratterebbe di un colpo mortale al pluralismo informativo e all’indipendenza, garantite dal canone. L’altro garante, ricordiamo, sarebbe il Parlamento, non fosse che nel nostro Paese onorevoli e senatori hanno confuso troppo spesso il concetto di servizio pubblico con l’ossequio obbligato alla maggioranza del momento, presidiando le varie reti.

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Lombardia: la Consulta smonta un altro pezzo della legge sugli edifici di culto

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Lo scorso 5 dicembre la Corte Costituzionale ha smantellato un altro pezzo della legge della Regione Lombardia sulla localizzazione dei luoghi di culto.

Votata nel 2015 era già stata in parte smontata dalla Corte Costituzionale a febbraio 2016 per la palese discriminazione che metteva in atto nei confronti di interi gruppi di cittadini violando la libertà di culto.

A ottobre 2018 era stato il turno della sentenza del Tribunale amministrativo regionale lombardo, arrivata a seguito del ricorso del comune di Sesto Calende contro la costruzione di una moschea sul suo territorio, sollevare la questione della legittimità della legge in vigore, nonostante le modifiche recepite nel 2016. Per questo motivo è stata di nuovo interpellata la Consulta che si è espressa ieri.

Il ricorso al Tar era stato presentato dall’Associazione comunità islamica ticinese dopo l’ennesimo no dell’amministrazione comunale alla domanda di apertura di un luogo di culto nella cittadina sul lago Maggiore.

Come avevamo già evidenziato la norma pone tutta una serie di paletti amministrativi e urbanistici che di fatto rendono impossibile aperture di luoghi di culto, rimandando inoltre a un referendum dei cittadini la decisione finale. I vincoli riguardano chiunque, dunque anche le chiese evangeliche e qualsivoglia altra confessione: in teoria anche quella cattolica, che però già dispone dei luoghi di culto per cui non è investita dal problema.

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La chiesa di Cristo non può diventare una religione nazionale

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La chiesa di Cristo abbraccia ecumenicamente l’intera terra abitata. Non è una religione tribale né una religione occidentale. È una chiesa per tutta l’umanità.

L’ha ricordato il professor Jürgen Moltmann agli studenti dell’Istituto ecumenico di Bossey di Ginevra.

«Studenti rimasti estasiati dal personaggio ultra novantenne – ricorda il giornalista Peter Kenny sul sito del Consiglio ecumenico delle chiese (Cec) – mentre il teologo raccontava l’esperienza che lo vide impegnato in giovane età al servizio nella Gioventù Hitleriana e nell’esercito tedesco come “patriota” nella seconda guerra mondiale, e poi quando decise di voltare le spalle al nazionalismo e agli orrori di quel conflitto».

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J. B. Metz e la teologia del Novecento

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Si è spento il 2 dicembre, a 91 anni, Johann Baptist Metz, pensatore cattolico-romano, noto nel postconcilio come araldo della «nuova teologia politica», che ha il proprio manifesto nel volume Sulla teologia del mondo, uscito in tedesco nel 1968 e tradotto alcuni anni dopo. La branca della disciplina che Metz coltiva, la “teologia fondamentale”, consiste nell’esposizione delle ragioni di plausibilità della fede cristiana, in serrato dialogo con la filosofia. Il maestro di Metz, Karl Rahner, svolge questo compito mediante concetti derivati dall’esistenzialismo: l’essere umano è per sua natura aperto all’infinito, che costituisce la sua aspirazione profonda, anche quando non è consapevole: il messaggio cristiano si inserisce, per così dire, in tale dinamica, incontrando ed esaudendo tale desiderio.

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Razzismo negli stadi, l’Italia non ne guarirà

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Nel momento in cui, di fronte al foglio bianco, c’è il tentativo di organizzare le idee per provare a parlare di razzismo negli stadi di calcio gli episodi si accavallano a decine, centinaia, così come i “mai più”, i “tolleranza zero” proclamati dai governanti di turno del mondo del pallone. Giornate di sensibilizzazione, squalifiche delle curve e dei campi, iniziative nelle scuole. Ma c’è un grande non detto che sta a monte di tutto e che condiziona ogni ragionamento successivo: buona parte degli italiani non considera tutto ciò razzismo.

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Il pianeta muore, pentiamoci e muoviamoci!

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La Comunione mondiale delle chiese riformate (Wcrc), organismo che riunisce circa ottanta milioni di cristiani riformati presenti in numerosi paesi del mondo uniti nell’azione a favore dell’unità della Chiesa, dei diritti umani, della giustizia economica, ha diramato un documento dedicato all’emergenza climatica. Un versetto biblico (Genesi 2:15) accompagna il testo: «Il Signore Dio prese l’uomo e lo mise nel Giardino dell’Eden perché lo coltivasse e lo custodisse».

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