da Nev.it, Notizie EVangeliche Agenzia Stampa della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia.
“Quando ho visto in internet l’accenno a questa legge, mi sono messa a verificarla perché mi sembrava talmente assurda e razzista, che non potevo credere fosse vera”. Comincia così la lettera che Ulrike Jourdan, pastora della chiesa metodista di Padova, ha indirizzato al “Mattino di Padova” dopo aver appreso delle modifiche che il consiglio regionale del Veneto ha apportato alla legge regionale n. 32 1990 che regolamenta i servizi educativi alla prima infanzia. Secondo la nuova legge, le graduatorie per l’ammissione ai pubblici asili nido della regione privilegeranno “i figli di genitori residenti in Veneto ininterrottamente da almeno quindici anni o che prestino attività lavorativa in Veneto ininterrottamente da almeno quindici anni”.
A spingere la pastora a prendere carta e penna per scrivere al quotidiano veneto, oltre al senso di giustizia, il fatto che la notizia sia passata sotto silenzio anche sui media locali e il contrasto che si pone a livello di coscienza cristiana tra il “principio del sangue e del suolo” e l’universalismo del Vangelo.
Dove sono andate a finire le tanto decantate radici cristiane del Veneto?
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