“Cammino di introduzione al Corano ed all’Islam” di fratel Ignazio De Francesco della comunità di Monte Sole. Incontro n. 4 (13 maggio 2015)

da Famigliedellavisitazione.it, il sito dell’Associazione di fedeli della diocesi di Bologna “Famiglie della Visitazione”.

Mercoledì 13 maggio 2015, secondo il programma annunciato (v. post), si è tenuto presso la parrocchia di S. Antonio alla Dozza (Bologna) il quarto incontro per un “cammino di introduzione al Corano ed all’Islam”

Relatore:
fratel Ignazio De Francesco della comunità di Monte Sole.

Di seguito pubblichiamo la registrazione audio e un resoconto sintetico dell’incontro.

Introduzione al Corano e all’Islam di Ignazio De Francesco. Incontro n. 4 – file audio

Piccola sintesi degli interventi a cura di Francesco Scimè

Una pedagogia della pace. Un conoscere non per acquisire scienza, idee, ma per avvicinarsi alle persone, per comprendere le situazioni e rispettarle.

Tre linee: pietà, etica, diritto

Pietà: fede (Dio, angeli, profeti, libri, Giudizio, Destino) e culto (due professioni di fede, preghiera, elemosina, digiuno, pellegrinaggio).

Diritto: regole che hanno una sanzione giuridica.

Etica: regole che non hanno sanzione giuridica (Fonti: Corano, Sunna, Conveniente/Noto: ma’ruf).

Due poli: il celato (Batin) e lo svelato (Zahir); valore delle azioni, anche se non viste dagli uomini, ma compiute davanti a Dio, solo per Lui; se uno compie il male, scenda il velo (della misericordia) di Dio su di lui.

I 5 pilastri dell’Islam: le due professioni di fede, la preghiera, l’elemosina, il digiuno del Ramadan, il pellegrinaggio.
Il pellegrinaggio: atto di consacrazione a Dio, che esclude l’unione coniugale per tutto il tempo (intuizione interessante per il nostro celibato religioso).
L’elemosina: è una percentuale dai propri proventi con regole molto precise. C’è anche l’elemosina estemporanea, fatta a titolo personale per un povero che si incontra. Si dà qualcosa e Dio lo restituisce da un altro lato.

La preghiera

Corano, 2, 43.45.186: pregare è adorare Dio e chiedergli aiuto; Dio è vicino, risponde a chi lo invoca.
7, 204 la lettura del Corano, l’ascolto è preghiera.
8, 2 i credenti sono quelli a cui tremano i cuori quando viene recitato il Corano.
19, 58 il pianto, alla recitazione del Corano, segno di età adulta, di maturità spirituale.
73,1 la veglia nella notte, la preghiera più efficace (detto di probabile origine monastica).

Il musulmano ha rispetto e anche un certo fascino per il monaco, perché questi rappresenta una esperienza dell’assoluto di Dio.

La preghiera inizia in piedi, con la recita personale di un brano del Corano, poi continua con la prostrazione.
La preghiera islamica è un atto comunitario che unisce tanti oranti individuali, che restano tali.
La preghiera islamica è una serie di movimenti del corpo.

Noi siamo malati di ellenismo, per noi la preghiera sta nella concentrazione mentale (Paul Power, studioso dell’Islam).

L’Islam proibisce la chirurgia estetica, per fini unicamente estetici, perché ogni creatura è opera di Dio, su cui l’uomo non può intervenire per modificarla a suo piacimento. Ringraziare Dio per l’opera della sua creazione porta ad accettare le proprie apparenti imperfezioni fisiche.

Rabia (IX secolo): l’unione mistica con Dio, esperienza culminante dell’amore; sufismo: in Egitto sono 10 milioni, esperienza dell’Islam più popolare.

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