I sussidi di meditazione dei gruppi della Caritas diocesana di Como: domenica 21 novembre 2021

da Caritas.diocesidicomo.it, il sito della Caritas diocesana di Como.

Riproponiamo per il terzo anno consecutivo il sussidio di meditazione relativo al Vangelo della domenica.
Con la stessa struttura, nel sussidio viene proposto quest’anno un unico cambiamento rispetto alle immagini settimanali riportate sulla prima pagina a introduzione del Vangelo, della meditazione e della proposta di lavoro personale.

La meditazione anche per quest’anno sarà guidata dalle riflessioni di don Rocco Acquistapace che ha rinnovato la sua disponibilità ad accompagnarci in questo cammino. Con l’augurio che il sussidio possa rappresentare motivo di condivisione comunitaria alla luce e nell’ascolto della Parola.

L’équipe pastorale Caritas

Vangelo secondo Giovanni (Gv 18, 33b-37)

In quel tempo, Pilato disse a Gesù:

«Sei tu il re dei Giudei?».

Gesù rispose:

«Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?».

Pilato disse:

«Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa
hai fatto?».

Rispose Gesù:

«Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».

Allora Pilato gli disse:

«Dunque tu sei re?».

Rispose Gesù:

«Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

Parola del Signore

Ascolto e medito

Gesù è un re paradossale, un “Re al contrario”. Non si presenta con il potere mondano, non si fregia dell’applauso della gente, non appare in maniera trionfale ma nella nudità di un uomo trattato come schiavo, torturato, flagellato, incoronato di spine; si rivela come unico e vero Re di tutto l’universo con la gloria di chi ama il mondo fino alla fine.

Gesù con la risposta alla prima domanda fattagli da Pilato, lo mette in discussione, vuole indurlo a capire se ciò che gli chiede è per sentito dire o per una domanda interiore.

La risposta alla seconda domanda è invece la rivelazione: “Il mio Regno non è di questo mondo”. Il Regno di Gesù non è dominio ma servizio, è un Regno portatore di vita e non di morte, è pace e giustizia.

Pilato non comprende, interpretando ciò che sta succedendo attraverso la reazione degli altri e secondo una logica umana. Gesù cerca di far capire che è testimone di verità, una verità che vede Dio, Padre, donare suo Figlio per amore dell’umanità. Una verità che non è una realtà astratta, non è nemmeno riconducibile a una dottrina, ma è la vita di Gesù, la vita di un uomo che dona la vita per il mondo, amando fino alla fine; la vita di Dio stesso che Gesù vive in sé. Gesù si mostra Re più che mai, perché non ha paura, risponde a Pilato restando libero e agendo solo per amore.

Gesù, indifeso, inerme, povero e innocente, regna veramente. Quanto fatichiamo a vivere la regalità in questo modo nelle nostre comunità dove il voler essere sempre al centro dell’ attenzione, il voler determinare gli eventi piuttosto che subirli e basta, il voler sempre avere ragione sono i parametri che ci diamo per definirci re, bravi, perfetti, potenti.

Quanto spesso dimentichiamo che Gesù è l’unico e vero Re, e troppe volte la tentazione ci pone in un atteggiamento contrario a quanto descritto nel Vangelo letto. Dio ci ama anche così e la memoria della
Passione e Morte del Figlio accoglie la nostra fragilità e ci permette di rimetterci in cammino per seguire lui, Gesù, unico e vero Re.

Medito e condivido

  • Quanto fa parte della mia vita la regalità di Gesù?

Il metodo

Ciascuna nostra azione,  pensiero, incontro o relazione trova senso nella Parola che ci guida e dà sapore al nostro essere uomini e discepoli di Dio e al nostro vivere la Fede, la Speranza e la Carità nella propria quotidianità. Quando la comunità si riunisce, attraverso i suoi rappresentanti, a pregare, riflettere e organizzare le proprie attività, non può vivere pienamente la propria dimensione comunitaria e cristiana, se non si radica su di un attento ascolto, una condivisa meditazione e una coraggiosa esperienza della Parola di Dio: “nostro nutrimento e fonte di gioia”.

La Caritas Diocesana fa suo il metodo di Ascolto e Meditazione della Parola e lo introduce in una proposta di stile che, dopo l’Assemblea del 17 Marzo 2018, propone a tutte le comunità parrocchiali e vicariali nelle loro forme di incontro, con cadenza settimanale. 

È un metodo che parte dalla lettura del Vangelo della Domenica precedente la settimana in cui ci si incontra; una Parola quindi già sentita, ascoltata e meditata ciascuno a livello personale o famigliare.

Un ascolto che diventa meditazione attraverso una riflessione guida che serve più che altro a contestualizzare il brano del vangelo letto e una meditazione che diventa condivisione se ciascuno, in piena libertà e disponibilità, mette in comunione con gli altri una o più risposte alle domande stimolo proposte.

Infine, tre semplici proposte di impegno concreto da viversi in qualsiasi momento, non durante l’incontro, proprio come accompagnamento e richiamo alla Parola, nel passare del nostro tempo settimanale:

SCRIVERE A … a chi vorrei comunicare la mia riflessione sul Vangelo letto o le mie risposte alle domande stimolo che magari all’interno del gruppo non siamo riusciti ad esprimere;

SCRIVERE DI… cosa vorrei condividere, quale pensiero, quale preoccupazione, quale proposito;

SCRIVERE PER… quale intento mi ha portato a scrivere; quale impegno dopo l’Ascolto, la Meditazione e la Condivisione della Parola, nella mia vita di tutti i giorni.

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