I sussidi di meditazione dei gruppi della Caritas diocesana di Como: domenica 8 maggio 2022

da Caritas.diocesidicomo.it, il sito della Caritas diocesana di Como.

È iniziato il nuovo anno liturgico-pastorale.
Prosegue per il quarto anno consecutivo la proposta di meditazione al Vangelo della domenica con il consueto sussidio.

Alleghiamo di seguito la presentazione della nuova modalità di raccolta delle meditazioni stesse.
Il sussidio, aggiornato ogni settimana, rimane strumento di accompagnamento all’Ascolto e alla meditazione della Parola, per chiunque avesse occasione di utilizzarlo, in preparazione di incontri parrocchiali o familiari, o anche per momenti di riflessione personale.

L’équipe pastorale Caritas

Leggi la presentazione della proposta

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 10, 27-30)

In quel tempo, Gesù disse:

«Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.

Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

Parola del Signore

Ascolto e medito

Un brevissimo brano di Vangelo in cui pare di percepire la profonda relazione tra Dio, il Figlio Gesù e noi. Un rapporto che nasce dall’ascolto e da una profonda unione “siamo una cosa sola”, che nemmeno la morte ha potuto scalfire.

Un brano che segue quello di domenica scorsa che si concludeva con “seguimi”. Seguire Gesù è proprio questo, stabilire una relazione nuova, profonda, che niente e nessuno può interrompere se c’è ascolto, conoscenza e cammino insieme.

E noi siamo quelle pecore di cui nel vangelo si parla. Siamo le pecore a cui Gesù rivolge le sue parole e siamo le pecore destinatarie del suo Amore e della sua azione attraverso la sua Presenza.

Ma che pecore siamo noi oggi? Alla luce degli avvenimenti che stanno caratterizzando il nostro tempo, la guerra in Ucraina ma non solo quella, le sofferenze di ogni tipo, le povertà, ci rattrista pensare alle tante pecore smarrite, disorientate, scoraggiate e ci viene quasi più facile sentirci così un po’ tutti.

Ma siamo appena dopo la Pasqua, quando Gesù ha redento e salvato il mondo e ci ha detto di non avere paura. Un’affermazione da fare ogni giorno nostra per non perdere la fiducia e la speranza, per tenere alto lo sguardo. O il nostro cuore pacificato si converte oppure difficilmente potremo contagiare gli altri che ci stanno intorno.

Gesù è pastore, un pastore, quello presentato da Giovanni, che ci porta a fare una riflessione su Lui e su noi. La fede e la relazione nascono dall’Ascolto, dobbiamo innamorarci della Parola, una Parola diversa dalle altre. Il Signore conosce, conosce ogni nostro passo, ogni nostra fatica. Seguire Gesù significa sperimentare la vita eterna che è la vita di Dio, sperimentare la pienezza, l’eternità non in tempo ma in qualità.

E poi una volta ascoltato, sperimentato e seguito, niente ci può strappare dalla mano di Gesù, perché Lui si offre sempre, c’è in tutte quelle piccole azioni ed esperienze che viviamo alla luce della sua presenza. Se seguiamo Gesù è per conoscere Dio e farne esperienza.

A volte l’immagine che portiamo nel cuore è un’idea meschina e piccina; ma la ragione ultima per cui siamo cristiani è per scoprire che Dio c’è ed è Dio Padre Pastore. E Lui non ci disperde, continua a chiamarci, a noi la capacità di ascoltare questa chiamata e intraprendere il cammino eterno che apre davanti a noi.

Il metodo

Ciascuna nostra azione,  pensiero, incontro o relazione trova senso nella Parola che ci guida e dà sapore al nostro essere uomini e discepoli di Dio e al nostro vivere la Fede, la Speranza e la Carità nella propria quotidianità. Quando la comunità si riunisce, attraverso i suoi rappresentanti, a pregare, riflettere e organizzare le proprie attività, non può vivere pienamente la propria dimensione comunitaria e cristiana, se non si radica su di un attento ascolto, una condivisa meditazione e una coraggiosa esperienza della Parola di Dio: “nostro nutrimento e fonte di gioia”.

La Caritas Diocesana fa suo il metodo di Ascolto e Meditazione della Parola e lo introduce in una proposta di stile che, dopo l’Assemblea del 17 Marzo 2018, propone a tutte le comunità parrocchiali e vicariali nelle loro forme di incontro, con cadenza settimanale. 

È un metodo che parte dalla lettura del Vangelo della Domenica precedente la settimana in cui ci si incontra; una Parola quindi già sentita, ascoltata e meditata ciascuno a livello personale o famigliare.

Un ascolto che diventa meditazione attraverso una riflessione guida che serve più che altro a contestualizzare il brano del vangelo letto e una meditazione che diventa condivisione se ciascuno, in piena libertà e disponibilità, mette in comunione con gli altri una o più risposte alle domande stimolo proposte.

Infine, tre semplici proposte di impegno concreto da viversi in qualsiasi momento, non durante l’incontro, proprio come accompagnamento e richiamo alla Parola, nel passare del nostro tempo settimanale:

SCRIVERE A … a chi vorrei comunicare la mia riflessione sul Vangelo letto o le mie risposte alle domande stimolo che magari all’interno del gruppo non siamo riusciti ad esprimere;

SCRIVERE DI… cosa vorrei condividere, quale pensiero, quale preoccupazione, quale proposito;

SCRIVERE PER… quale intento mi ha portato a scrivere; quale impegno dopo l’Ascolto, la Meditazione e la Condivisione della Parola, nella mia vita di tutti i giorni.

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