da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.
In questo ultimo scorcio della Quaresima, i settimanali cattolici sono pieni di notizie sugli adulti che saranno battezzati nella notte di Pasqua.
da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.
In questo ultimo scorcio della Quaresima, i settimanali cattolici sono pieni di notizie sugli adulti che saranno battezzati nella notte di Pasqua.
da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).
Non passa giorno, ormai, in cui il tema dell’intelligenza artificiale – con il suo equilibrio così delicato tra potenzialità e pericoli – non incroci gli ambiti più disparati delle nostre vite. Ma può diventare un tema anche per la nostra preghiera? È quanto provo a proporre nella Via Crucis di oggi. Non certo per crocifiggere gli algoritmi; ma per purificare il nostro cuore, riflettendo su alcune risonanze tra i racconti della Passione e l’uso che oggi facciamo di questi strumenti.
America magazine, vicinissima a papa Francesco ma ora anche a papa Leone XIV, attacca frontalmente il presidente Usa sulla guerra all’Iran, il negazionismo climatico e le politiche antimmigrazione.
Il titolo non lascia spazio ad interpretazioni: «Il governo degli Stati Uniti è in guerra con la Chiesa cattolica». Così America, la rivista Usa dei gesuiti, vicinissima a papa Francesco, ma non lontana nemmeno da papa Leone XIV, ha pubblicato in apertura un commento durissimo nei confronti di Donald Trump.
Testi di Antonio Doda pubblicati sul gruppo Facebook Kairos – Storia del cristianesimo
Continua una mia sintesi senza pretese de “Un ebreo marginale” di John P. Meier. Siamo al secondo volume dal titolo “Mentore, messaggio e miracoli”. Trattiamo qui dell’ultima sezione: i miracoli.
Un uomo nudo, sospeso tra terra e cielo su due travi di legno grezzo, esala l’ultimo respiro mentre i soldati si giocano a dadi l’unica cosa che possiede: una tunica usata. Questa è l’immagine plastica del Vangelo. Eppure, se oggi entrassimo in una megachurch di Houston o seguissimo i post della “Faith Office” alla Casa Bianca, vedremmo sfilare jet privati, Rolex d’oro e la promessa che, se il tuo conto in banca piange, è perché la tua fede è anemica. Benvenuti nell’era della Teologia della Prosperità , dove Dio è stato promosso da Padre a consulente finanziario d’assalto.
da Circolidossetti.it, Circoli Dossetti, eremo e metropoli.
“Urge un grado superiore di ordinamento internazionale”. È frase, non sufficientemente sottolineata, del discorso del Papa Polacco per la giornata della pace del primo gennaio 2004. Urge. Ma che c’è dietro? Ritardi, tradizioni, aporie, tentativi e sperimentazioni. Il quadro è monsonico, non privo di indicazioni. Nulla è casuale.

Perché non vi è autorità se non da Dio, e quelle che esistono sono stabilite da Dio
Rm 13, 1
La scena dei pastori evangelici, alcuni dei quali battisti, che, riuniti nello Studio Ovale della Casa Bianca, pregano imponendo le mani sul presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha suscitato sconcerto non solo perché quella preghiera avveniva subito dopo la decisione di scatenare una guerra, quella contro l’Iran, fuori dal quadro delle regole e del diritto internazionale; ma anche perché in essa si chiedevano forza per il presidente, protezione per le truppe e successo nella missione militare in corso.
Ai mercanti della morte,
a voi che fate affari con il sangue degli uomini,
a voi che contate i profitti mentre le madri contano i figli,
a voi che chiamate “strategia” ciò che il Vangelo chiama scandalo,
rivolgo parole che non nascono dalla diplomazia, ma dalla ferita.
da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.
Nel febbraio del 1929, mentre l’Italia celebrava la fine della «questione romana» con i Patti Lateranensi, l’allora parroco di Cicognara, don Primo Mazzolari, scriveva sul suo diario parole tutt’altro che trionfali.
Mentre molti cattolici salutavano con entusiasmo la riconciliazione tra Stato e Chiesa, lui confessava di sentirsi perplesso e spaventato, perché «non posso dimenticare le lezioni della storia: dai poteri assolutisti e reazionari la Chiesa non ha mai guadagnato che umiliazioni, restrizioni di libertà e… corresponsabilità tremende davanti ai popoli stanchi e avviliti». Mazzolari non temeva la pace tra Roma e il Vaticano. Temeva qualcosa di molto più profondo: che la Chiesa perdesse la sua libertà evangelica entrando troppo dentro il sistema del potere.
A quasi un secolo di distanza, quelle pagine suonano come una diagnosi inquietante anche per la Chiesa italiana di oggi. Non perché la situazione storica sia la stessa. Ma perché le tentazioni sono sorprendentemente simili.
Il vescovo di Prato Giovanni Nerbini interviene con un commento sulla manifestazione nazionale «Remigrazione e Riconquista» in programma per sabato 7 marzo 2026, a Prato (da Diocesiprato.it)
Parole come «remigrazione» e «riconquista» suscitano una certa inquietudine. Ho letto con attenzione le proposte contenute nel manifesto politico che è alla base della manifestazione nazionale in programma domani, sabato 7 marzo, a Prato. Si vuole introdurre l’istituto della remigrazione con l’obiettivo di recuperare sovranità e identità nazionali, alla base c’è dunque un chiaro intento di autodifesa, di concezione di un mondo fermo, statico, nel quale i flussi migratori vanno ostacolati e osteggiati. Il termine «riconquista», indicato esplicitamente tra i temi della mobilitazione convocata nella nostra città, è sintomo di una mentalità non solo chiusa ma dichiaratamente xenofoba.
Testi di Antonio Doda pubblicati sul gruppo Facebook Kairos – Storia del cristianesimo
Ancora sull’opera di Meier “Un ebreo marginale”. Abbiamo già riassunto molto approssimativamente l’ampia sezione del Volume 2 dedicata al tema enorme del messaggio di Gesù’. Credo possa essere interessante espandere il tema specifico della preghiera del Padre Nostro, per come Meier la situa nella trattazione sul regno di Dio.
Da “Scritti Corsari” di Pier Paolo Pasolini [L’articolo completo era apparso sul “Corriere della Sera” il 10 marzo 1975 con il titolo “Non aver paura di avere un cuore”].
Non possiamo più usare contro di esso [il potere] gli argomenti – a cui ci eravamo tanto abituati e quasi affezionati – che tanto abbiamo adoperato contro il potere clerico-fascista, contro il potere repressivo.
Il nuovo potere consumistico e permissivo si è valso proprio delle nostre conquiste mentali di laici, di illuministi, di razionalisti, per costruire la propria impalcatura di falso laicismo, di falso illuminismo, di falsa razionalità. Si è valso delle nostre sconsacrazioni per liberarsi di un passato che, con tutte le sue atroci e idiote consacrazioni, non gli serviva più.
da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.
Il Piemonte istituisce la Giornata regionale della memoria delle regie patenti. Lo ha deciso il Consiglio regionale, approvando all’unanimità la legge che la istituisce: sarà celebrata il 17 febbraio di ogni anno. Come racconta l’agenzia Ansa, il provvedimento, presentato dalla consigliera Pd Monica Canalis, prevede che nell’anniversario della firma da parte di Carlo Alberto delle Regie lettere patenti che hanno posto fine a secoli di discriminazione e di persecuzione riconoscendo i diritti civili e la cittadinanza alle persone appartenenti alla minoranza religiosa valdese, e il 29 marzo 1848 a quella ebraica, la Regione promuova una serie di iniziative.
Che fede abbiamo se non ci interessa questo mondo che va in pezzi? Se non ci interessa la discordia fra gli uomini? E non solo, se siamo perfino noi a partecipare, con le nostre scelte, ad aumentare questa discordia, ad aumentare le divisioni, le separazioni, che fede è la nostra?
Siamo figli dell’epoca,
l’epoca è politica.
Tutte le tue, nostre, vostre
faccende diurne, notturne
sono faccende politiche.
da Settimananews.it, la storica rivista di attualità, pastorale, teologia dei dehoniani.
Nel 1933, all’indomani della presa del potere da parte di Adolf Hitler, qualcuno chiede al teologo Karl Barth come egli, da sempre politicamente socialista e precocemente consapevole delle potenzialità disgregatrici del Nazismo, anche per quanto riguarda la Chiesa, intenda reagire.
La risposta suona più o meno così: continuerò a fare teologia insieme ai miei studenti, «come se nulla fosse accaduto […]. Alla stessa maniera in cui i benedettini della vicina [a Bonn, dove Barth insegna] abbazia di Maria Laach continuano normalmente, anche nel Terzo Reich, la recita delle ore canoniche, senza avere dubbi, senza interrompersi o distrarsi».
Nella Chiesa non ci dovrebbero essere né superiori né sudditi, perché siamo tutti fratelli.
Ma la Chiesa è imprevedibile, è fatta di tutti, di materiale d’ogni genere: fatta perfino di me.
Fatta di bene, di meno bene, e anche di male.
Ma è certo.. che il bene la vince.
da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).
l termine dell’analisi delle indicazioni magisteriali relative al dialogo ecumenico e interreligioso, provenienti dall’Assemblea sinodale del 2024, mi chiedevo quanto si tentasse di metterle effettivamente in pratica a livello di Cei e di singole diocesi e parrocchie.
da Vinonuovo.it, «vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi» (Lc 6,36).
Al termine dell’analisi delle indicazioni magisteriali relative al dialogo ecumenico e interreligioso, provenienti dall’Assemblea sinodale del 2024, mi chiedevo quanto si tentasse di metterle effettivamente in pratica a livello di Cei e di singole diocesi e parrocchie. Non limitandosi, però, ad incontri o momenti liturgici, sempre a rischio di ridursi a meri atti di “cortesia istituzionale”, ma andando a toccare, a smuovere, se non a sciogliere, alcuni dei nodi teologici che bloccano o rallentano tale dialogo, impedendone la maturazione dei frutti sperati. In tal senso, significativo è stato il messaggio che la CEI ha elaborato per la (37^) Giornata del dialogo tra cattolici ed ebrei (17 gennaio). Anche perché esso, come esempio della «via italiana al dialogo interreligioso», sembra compiere un passo in avanti nel dialogo con il mondo islamico rispetto al magistero stesso della Chiesa universale. [1]
Le comunità virtuali che hanno sostituto quelle naturali, creano solo l’illusione di intimità e una finzione di comunità.
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