«Non ho mai letto un libro di pastorale giovanile come questo: ricco di storia, racconti, articolazioni teologiche e implicazioni per l’oggi. È affascinante!».
Mark Oestreicher
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«Mia Europa!». Una poesia di p. David Maria Turoldo
Maledetta Europa,
per i tuoi giorni e per le tue notti
per il tuo passato e per l’ avvenire.
«Tra me e l’altro c’è Cristo». Conseguenze riguardo l’amore – di Dietrich Bonhoeffer
«Paradossalmente, dobbiamo ringraziare la Gestapo se Bonhoeffer ha scritto Vita comune. Infatti la polizia segreta, alla fine di settembre del 1937, aveva chiuso, insieme ad altri istituti della chiesa confessante, anche il «seminario per predicatori» e la fraternità di Finkenwalde, diretti da Dietrich Bonhoeffer, nel cui ambito un gruppo di pastori alle prime armi aveva cercato di praticare una «vita comune». In questo modo aveva indotto Bonhoeffer a mettere per iscritto le sue idee circa la vita di una comunità cristiana» (prefazione dei curatori al vol. 5 dell’Edizione critica delle Opere di Dietrich Bonhoeffer). Il pastore Bonhoeffer scrisse Vita comune nell’estate del 1938 e lo pubblicò l’anno dopo. Ne proponiamo alcuni brani.
Il manifesto di Ventotene. II. I compiti del dopoguerra. L’Unità Europea
Il Manifesto di Ventotene – che aveva come titolo originale Per un’Europa libera e unita. Progetto d’un manifesto – è un documento per la promozione dell’unità politica europea scritto da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi (con il contributo di Eugenio Colorni) nel 1941 durante il periodo di confino presso l’isola di Ventotene, nel mar Tirreno, per poi essere pubblicato da Eugenio Colorni, che ne scrisse personalmente la prefazione. È oggi considerato uno dei testi fondanti dell’Unione europea.
Mentre il precedente Pan-Europa, scritto da Kalergi nel 1922, auspicava un’unione europea a guida tecnocratica, il Manifesto di Ventotene prefigurava la necessità per l’ideologia europeista di istituire una federazione europea dotata di un parlamento e di un governo democratico con poteri reali in alcuni settori fondamentali, come economia e politica estera.
Inizialmente articolato in quattro capitoli, il Manifesto venne diffuso clandestinamente. Nel 1944, poco prima di essere ucciso dalla milizia fascista, Eugenio Colorni ne curò la versione definitiva in tre capitoli: La crisi della civiltà moderna, Compiti del dopoguerra. L’unità europea e Compiti del dopoguerra. La riforma della società. La maggior parte del testo fu elaborata da Spinelli, mentre Rossi contribuì alla prima parte dell’ultimo capitolo.
Continua a leggereIl manifesto di Ventotene. I. La crisi della civiltà moderna
Il Manifesto di Ventotene – che aveva come titolo originale Per un’Europa libera e unita. Progetto d’un manifesto – è un documento per la promozione dell’unità politica europea scritto da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi (con il contributo di Eugenio Colorni) nel 1941 durante il periodo di confino presso l’isola di Ventotene, nel mar Tirreno, per poi essere pubblicato da Eugenio Colorni, che ne scrisse personalmente la prefazione. È oggi considerato uno dei testi fondanti dell’Unione europea.
Mentre il precedente Pan-Europa, scritto da Kalergi nel 1922, auspicava un’unione europea a guida tecnocratica, il Manifesto di Ventotene prefigurava la necessità per l’ideologia europeista di istituire una federazione europea dotata di un parlamento e di un governo democratico con poteri reali in alcuni settori fondamentali, come economia e politica estera.
Inizialmente articolato in quattro capitoli, il Manifesto venne diffuso clandestinamente. Nel 1944, poco prima di essere ucciso dalla milizia fascista, Eugenio Colorni ne curò la versione definitiva in tre capitoli: La crisi della civiltà moderna, Compiti del dopoguerra. L’unità europea e Compiti del dopoguerra. La riforma della società. La maggior parte del testo fu elaborata da Spinelli, mentre Rossi contribuì alla prima parte dell’ultimo capitolo.
«Preghiera per l’Europa e la pace». Un testo del del pastore riformato svizzero Martin Högger
La «Preghiera per l’Europa e la pace» è stata scritta dal pastore riformato svizzero Martin Högger nel 2020.
Dio di bontà, tu guardi all’Europa,
tu l’hai benedetta attraverso i secoli,
tu hai suscitato una cultura e dei testimoni di speranza;
ti rendiamo grazie per la tua presenza nella storia dell’Europa.
«Preghiera per l’Europa». Un testo del card. Carlo Maria Martini
La «Preghiera per l’Europa» è stata scritta dal card. Carlo Maria Martini, già presidente della KEK, nel 2005.
Padre dell’umanità, Signore della storia,
guarda questo continente europeo
al quale tu hai inviato tanti filosofi, legislatori e saggi,
precursori della fede nel tuo Figlio morto e risorto.
Amore psichico e amore spirituale – di Dietrich Bonhoeffer
«Paradossalmente, dobbiamo ringraziare la Gestapo se Bonhoeffer ha scritto Vita comune. Infatti la polizia segreta, alla fine di settembre del 1937, aveva chiuso, insieme ad altri istituti della chiesa confessante, anche il «seminario per predicatori» e la fraternità di Finkenwalde, diretti da Dietrich Bonhoeffer, nel cui ambito un gruppo di pastori alle prime armi aveva cercato di praticare una «vita comune». In questo modo aveva indotto Bonhoeffer a mettere per iscritto le sue idee circa la vita di una comunità cristiana» (prefazione dei curatori al vol. 5 dell’Edizione critica delle Opere di Dietrich Bonhoeffer). Il pastore Bonhoeffer scrisse Vita comune nell’estate del 1938 e lo pubblicò l’anno dopo. Ne proponiamo alcuni brani.
«Gesù di Nazareth. Vita e destino». Un libro di Daniel Marguerat
Gesù di Nazareth, forse, non è mai stato così affascinante. Nel momento in cui il cristianesimo del XXI secolo si scopre stanco, la sua figura fondatrice attira sempre più l’attenzione degli storici, degli scrittori, dei registi. Come mai questo interesse, vivo e mai sazio, per l’uomo che veniva da Nazareth?
Dopo due millenni, non è stato ancora tutto detto, scritto, discusso, predicato al suo riguardo? Le ricerche per ritrovare il “vero Gesù” hanno dato vita a un Gesù rivoluzionario, un Gesù hippie, un Gesù rabbi, un Gesù profeta, un Gesù medico, un Gesù femminista, un Gesù filosofo… Di quale ritratto fidarsi? A distanza di duemila anni, l’enigma Gesù continua a resistere. Questo libro riapre il cantiere e propone al lettore un ritratto del Gesù storico. Per ottenere risultati virtuosi, il lavoro è senz’altro arduo. Il cristianesimo, infatti, gode di una peculiarità unica nel mondo delle religioni: il Signore in cui si riconosce apparteneva a un’altra religione, quel giudaismo che egli non ha mai avuto l’intenzione di abbandonare.
Daniel Marguerat
«Fucilazione». Una poesia di Gianni Rodari
Gianni Rodari non è stato solo il poeta delle filastrocche per l’infanzia, dei racconti edificanti e delle favole morali, è stato anche un intellettuale a tutto tondo, senza dubbio uno dei migliori maestri che l’Italia abbia avuto negli anni sessanta e ottanta del Novecento. Lo dimostra Fucilazione, una bella poesia forse poco conosciuta, composta dallo scrittore e pedagogista nel 1961. La poesia fu pubblicata sulla rivista Il caffè e in seguito edita postuma nel 1990 in un libretto dal titolo Il cavallo saggio. Poesie Epigrafi Esercizi (Editori Riuniti, Roma, 1990) con prefazione a cura di Edoardo Sanguineti. Il testo è il ventiseiesimo della raccolta, contenuto nella seconda sezione dal titolo Materia prima. Fucilazione, lo si comprende fin dal titolo cruento e diretto, non è un testo rivolto ai bambini: è una poesia per adulti che naturalmente parla, ancora una volta, d’infanzia e ci mostra un lato inedito di Rodari.
La conversione «psichica» – di Dietrich Bonhoeffer
«Paradossalmente, dobbiamo ringraziare la Gestapo se Bonhoeffer ha scritto Vita comune. Infatti la polizia segreta, alla fine di settembre del 1937, aveva chiuso, insieme ad altri istituti della chiesa confessante, anche il «seminario per predicatori» e la fraternità di Finkenwalde, diretti da Dietrich Bonhoeffer, nel cui ambito un gruppo di pastori alle prime armi aveva cercato di praticare una «vita comune». In questo modo aveva indotto Bonhoeffer a mettere per iscritto le sue idee circa la vita di una comunità cristiana» (prefazione dei curatori al vol. 5 dell’Edizione critica delle Opere di Dietrich Bonhoeffer). Il pastore Bonhoeffer scrisse Vita comune nell’estate del 1938 e lo pubblicò l’anno dopo. Ne proponiamo alcuni brani.
«Wstawać». Due testi di Primo Levi
Sognavamo nelle notti feroci
Sogni densi e violenti
Sognati con anima e corpo:
Tornare; mangiare; raccontare.
Finché suonava breve sommesso
Il comando dell’alba:
«Wstawać»;
E si spezzava in petto il cuore.
«Le favole a rovescio». Una poesia di Gianni Rodari
C’era una volta
un povero lupacchiotto,
che portava alla nonna
la cena in un fagotto.
E in mezzo al bosco
dov’è più fosco
incappò nel terribile
Cappuccetto Rosso,
armato di trombone
come il brigante Gasparone…,
Quel che successe poi,
indovinatelo voi.
Cammino dalla religione alla fede. Un testo di p. David Maria Turoldo
È l’uomo religioso che deve convertirsi, è il praticante che deve verificare la sua stessa pietà, perché posso essere praticante senza essere credente, come posso essere credente senza essere praticante. Il “ritualismo” è il culto separato dalla vita.
«La Bibbia di De André». Un libro di Brunetto Salvarani
in Fabrizio De André, «sembra affiorare una sorta di religiosità laica, […]. Il risultato è che, al di là delle sue stesse intenzioni, Fabrizio ha esercitato una diretta influenza teologica sulla cultura italiana dell’ultimo cinquantennio. Il riferimento oltrepassa quello relativo a La buona novella, emblema di un’inquietudine generazionale alla ricerca delle ragioni di una ribellione interiore poetica e radicale, per toccare tante canzoni disseminate di orme evangeliche, che ci consegnano una galleria inedita e memorabile di variopinti santi peccatori».
Brunetto Salvarani
«Ode alla pace». Una poesia di Pablo Neruda
Sia pace per le aurore che verranno,
pace per il ponte, pace per il vino,
pace per le parole che mi frugano
più dentro e che dal mio sangue risalgono legando terra e amori con l’antico
canto;
«Confessione antica». Un testo di p. David Maria Turoldo
Io non so cosa sia il prete: e sono un prete! Anzi un frate. Già questo è un po’ diverso. Questioni tuttavia, cui non voglio ora pensare. Io sono tutti voi, sono popolo intero. Certo è che devo pagare per tutti. E per amore.
«In principio era la Chiesa». Un testo di Romano Penna
In principio era la chiesa! Questo assioma ha un’intenzione provocatoria e necessita di precisazioni, […] esprime comunque una verità.
Schweitzer, tre volte precursore
da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.
Esegesi biblica, musica, impegno umanitario: «Se Schweitzer avesse praticato, al livello al quale lo ha fatto, anche una sola di queste tre attività, ciò sarebbe bastato ad assicurargli un posto di rilievo nella storia del Novecento» (F. Ferrario, La teologia del Novecento, Carocci, 2011): Albert Schweitzer le ha compiute tutte e tre. Per coincidenza, mentre nelle chiese evangeliche cadeva la “Domenica della Cevaa” (12 gennaio), si approssimava (il 14) l’anniversario della nascita del teologo, musicista e medico, che fu missionario a Lambaréné in Gabon, nato a Kayserberg, in Alsazia nel 1875.
«Fa freddo». Una poesia di Gianni Rodari
Italia sottozero.
Lo stivale si è ghiacciato.
Sta la neve sui monti
come panna sul gelato.
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