Il capitalismo e il sacro. Corso di Luigino Bruni

Il corso sul tema Il capitalismo e il sacro ha affrontato un argomento svincolato da un unico Libro biblico. Luigino Bruni infatti ha analizzato idee, teorie e parole che, pur generate dalla dimensione religiosa dell’esperienza umana, attraversano e influenzano la storia economica e civile del mondo occidentale, anche quella contemporanea. Si è trattato quindi di un corso peculiare, che ha ripreso temi presentati in cinque puntate della trasmissione Uomini e Profeti di Radio Rai Tre e ora raccolti in un libro in uscita il 20 novembre.

Spiega Bruni: «Questo corso si presenta con alcuni aspetti diversi rispetto alle precedenti edizioni della Scuola di Economia Biblica. Servirà a offrire delle chiavi di lettura e di comprensione diverse del capitalismo del nostro secolo a partire dall’ipotesi che percepire ciò che sta accadendo alle grandi imprese e alle strutture del consumo e della finanza del nostro tempo, occorrono alcune categorie più di tipo religioso che di tipo tecnico, in quanto non è sufficiente capire i sistemi di funzionamento dei mercati o conoscere la teoria economica, ma occorre conoscere aspetti che sono più simili alle religioni che non alle teorie economiche da un punto di vista scientifico. Per questo cercheremo di guardare all’economia del nostro tempo partendo da alcuni grandi temi biblici (e non solo), come il sacrificio, la gratuità e da lì cercare di capire perché la nostra economia ha utilizzato le categorie del sacro togliendole dal loro ambiente biblico e usandole in un contesto molto artificiale e con obiettivi che sono quelli soliti delle imprese».

Prima lezione

Continua a leggere

Carlo Petrini: «Oggi più che mai le botteghe alimentari fanno la differenza»

da Slowfood.it, il sito dell’associazione Slow Food.

Ciò che sta accadendo negli ultimi giorni ci porta a riflettere su ciò che è essenziale, e in particole su due fattori primari e indispensabili per la nostra sopravvivenza: la salute e l’approvvigionamento alimentare. Se per il primo evito di contribuire alla bulimia informativa in corso, per il secondo ci sono diverse riflessioni che mi sembra interessante mettere sul tavolo della discussione.

Continua a leggere

Riflessioni su lavoro, precarietà e vita quotidiana: Conseguenze delle trasformazioni del lavoro nella vita quotidiana delle persone

Poiché l’attività economica è per lo più realizzata in gruppi produttivi in cui si uniscono molti uomini, è ingiusto e inumano organizzarla con strutture e ordinamenti che siano a danno di chiunque vi operi. […] Occorre dunque adattare tutto il processo produttivo alle esigenze della persona e alle sue forme di vita; innanzitutto della sua vita domestica […]. Ai lavoratori va assicurata inoltre la possibilità di sviluppare le loro qualità e di esprimere la loro personalità nell’esercizio stesso del lavoro. Pur applicando a tale attività di lavoro, con doverosa responsabilità, tempo ed energie, tutti i lavoratori debbono però godere di sufficiente riposo e tempo libero che permetta loro di curare la vita famigliare, culturale, sociale e religiosa.

Gaudium et spes, n. 67

Posta dunque la persona al centro del lavoro, è necessario analizzare come le nuove forme di lavoro atipico influenzino e mettano in questione gli altri ambiti di vita dell’uomo. A titolo di esempio e cogliendo ispirazione dal passo della Gaudium et spes sopracitato, si accennerà ai seguenti ambiti:

  1. Effetti psicologici dell’instabilità del lavoro;

  2. Progettualità e identità – «vocazione» lavorativa e di vita;

  3. Famiglia e vita di coppia.

Continua a leggere

Riflessioni su lavoro, precarietà e vita quotidiana: Per una centralità non esclusiva

Il XVIII secolo segna la nascita del moderno concetto di lavoro, cioè “l’invenzione del lavoro astratto, del lavoro-merce1 ad opera dell’economia di mercato e delle nuove scienze economiche, che finisce per essere solo “ciò che crea ricchezza o, in termini più moderni, un fattore di produzione2.

Continua a leggere

Riflessioni su lavoro, precarietà e vita quotidiana: Dall’etica del lavoro all’estetica del consumo

La percezione del mondo, la realtà del lavoro e l’idea di uomo sono legate tra loro, si rivelano reciprocamente e possono dare l’affresco di un’epoca, tanto dell’epoca cosiddetta postmoderna oggi, come di altre età nel passato. Ma come l’intreccio di questi elementi ha portato al nostro tempo?

Può essere interessante e feconda, a questo proposito, la riflessione sociologica e filosofica di Zygmunt Bauman1.

Continua a leggere

Quanto consumiamo?

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

«Non c’è più tempo». Poche parole ma che esprimono un concetto chiaro. «Non possiamo più aspettare, non è più il momento di rimandare decisioni, dobbiamo agire per cercare quantomeno di limitare i danni».

A dirlo è Andrea Crocetta, ricercatore al Politecnico di Torino ed esperto in campo energetico e ambientale.

Continua a leggere