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Una voce nuova nel panorama delle comunità religiose. I due editoriali del primo numero del magazine dell’UBI
da Unionebuddhistaitaliana.it, il sito dell’UBI (Unione Buddhista Italiana).
Perché un magazine dell’Unione Buddhista Italiana?
I tempi sono maturi per la diffusione di un organo di informazione che faccia da cassa di risonanza della voce dell’UBI, non solo rispetto alla preservazione e alla diffusione del Dharma. Immaginiamo un magazine che racconti della vita dei Centri, e allo stesso tempo, nella consapevolezza delle differenze sul piano rituale e dottrinale delle varie scuole e tradizioni facenti capo all’UBI, sia in grado di esprimere, grazie anche a questa ricchezza, la sensibilità buddhista su questioni di carattere etico o comunque legate all’attualità. Intervenire nel sociale è un impegno legato anche agli effetti dell’Intesa con lo Stato che, attraverso il finanziamento dei progetti con i fondi dell’otto per mille, ci porta alla conoscenza e allo scambio di esperienze con diverse realtà presenti sul territorio italiano e non solo.
L’immaginario animale. Una prospettiva induista
da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.
Le pareti aggettanti e i portali monumentali d’ingresso dei templi induisti pullulano di raffigurazioni attinte dai diversi piani di esistenza: acquatico, terrestre e celeste; sono veri intarsi scolpiti nella pietra. La poesia abbonda di figure retoriche; ugualmente affollato appare il pantheon delle divinità, fino a sfiorare i trentasei milioni
È innegabile che il primo sguardo sull’induismo sembri l’elogio dell’horror vacui! Eppure, varcata la soglia, si riscopre un andamento fortemente centripeto dalla molteplicità della forma verso un’Unità originaria. Un moto che conduce a quell’Uno, variamente definito dai Testi sacri: l’Ekam sat del Rig-veda, il Tat o il Brahman delle Upanishad, il sostrato di tutto. Nello stesso passo vedico, i succitati trentasei milioni di dèi sono, invero, ricondotti a Uno senza secondo.
