402° Festino in onore di Santa Rosalia – Piazza Marina – 15 luglio 2026 – “La peste è tornata, Palermo reagisci, rialzati, non piegarti alla mafia stupida e meschina”
Il forte Discorso alla Città dell’Arcivescovo Mons. Corrado Lorefice durante la Processione delle reliquie della Santuzza
Si è tenuto sabato pomeriggio 11 maggio 2013, a Como presso la Circoscrizione 3 di Camerlata, un approfondimento promosso dall’Istituto di Storia Contemporanea Pier Amato Perretta con la partecipazione di Acli, Cgil, Cisl e Uil, dedicato al tema dell’evoluzione dell’impegno sociale e politico “dalle militanze al volontariato”.
Due interventi molti densi di Alberto Burgio e di Giovanni Bianchi hanno affrontato l’argomento calandolo nella prospettiva storica della crisi delle democrazie occidentali, dello “stato fiscale” e delle organizzazioni di massa della sinistra. Il passaggio dalle forme di impegno sociale e politico tipiche degli anni Sessanta e Settanta a quelle del nuovo millennio è al tempo stesso radicale e sfumato: i due modelli differiscono per molti aspetti (per esempio la sottolineatura dell’impegno “per il presente” rispetto a quello “per il futuro”), ma hanno anche molti tratti in comune. Dalle analisi convergenti dei due “testimoni privilegiati” – uno afferente al mondo della sinistra di classe, l’altro a quello della sinistra cattolica – è emerso il ruolo centrale delle organizzazioni di massa, la cui scomparsa o radicale mutazione è ciò che davvero fa la differenza tra oggi e i decenni passati. I due interventi seguiti con molta attenzione dal numeroso pubblico convenuto hanno fornito materia di molte riflessioni, stimoli a molti approfondimenti che potranno venire nello sviluppo del progetto “Lavoro/memoria”.
Vi si apprendono cosa interessanti, al di là dei riferimenti al “solito” cardinal Ruffini (arcivescovo di Palermo negli anni Cinquanta e Sessanta) e ad altre figure ecclesiastiche più o meno legate – se non addirittura affiliate – a Cosa Nostra: don Agostino Coppola, che sposò Totò Riina in latitanza o fra Giacinto Castronovo detto “fra Lupara”… Cose di cui restare perplessi come cattolici, ma pure luminosi esempi di riscatto e coraggio: da don Puglisi al giudice Livatino, dalla “scomunica” di Giovanni Paolo II ad Agrigento – giusto 25 anni fa – a quella di papa Francesco.
Vorrei però risalire dall’aneddotica spicciola portando alla riflessione comune alcune delle questioni sollevate dai vari autori nel blog stesso, in quanto ritengo che la nostra posizione di cattolici italiani navighi ancora – generalmente parlando – in varie ambiguità, allorché si parla di criminalità organizzate. Ecco dunque qualche spunto.