Frère Alois Löser ospite di #SOUL con Monica Mondo

Frère Alois Löser, è dal 2005 il priore della comunità di Taizé fondata da Frère Roger, luogo di incontro e di crescita spirituale e umana per decine di migliaia di giovani.

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«Il prossimo non ce lo scegliamo noi». il discorso finale del moderatore della Tavola valdese Eugenio Bernardini, nell’ultimo giorno del Sinodo delle chiese valdesi e metodiste

Il Sinodo delle chiese valdesi e metodiste si è chiuso con il discorso finale del moderatore della Tavola valdese Eugenio Bernardini. Lo proponiamo con alcuni link agli interventi e ai documenti citati nella relazione stessa.

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Con Bibbia e teologia di fronte all’attualità

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Un momento drammatico, un’estate sospesa tra i lutti come quello per il ponte di Genova e le tensioni fra poteri dello Stato; fra le ragioni dell’accoglienza e le chiusure sovraniste, fra gli appelli alla moderazione dei toni e le parole gridate, amplificate al di là dei loro, spesso labili, contenuti. Uno sfondo, quello dell’Italia 2018, che rapidamente riporta chi segua il Sinodo delle chiese valdesi e metodiste a una dimensione che sembra ben più problematica rispetto a quella della vita interna del protestantesimo nel nostro Paese. Eppure questa assise, di per sé, ha le premesse per essere una sessione importante per la vita, interna ed esterna, del messaggio cristiano in una società a cui Dio e Gesù Cristo interessano pochissimo. Non è più solo una questione di linguaggi nuovi da trovare, ma è questione di capire il valore che si dà alla propria fede, cercando senza reticenze la forma testimonianza che ognuno e ognuna di noi può dare agli altri, e soprattutto… decidendo di non rinunciare a farlo.

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Minima personalia, un’autobiografia scritta da Alexander Langer nel 1986

da Alexanderlanger.org, il sito della Fondazione Alexander Langer Stiftung.

Minima personalia è stato pubblicato per la prima volta nel marzo 1986 (annata XLI) sulla rivista “Belfagor Rassegna di varia umanità” diretta da Carlo Ferdinando Russo.

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Roncalli visitatore apostolico in Bulgaria aiuta le popolazioni colpite dal terremoto

da Santalessandro.org, settimanale online diocesi di Bergamo.

Il primo dei due inediti concessi in anteprima al settimanale diocesano Santalessandro.org dalla Fondazione Papa Giovanni XXIII in occasione della presentazione dell’archivio digitale, è una lettera scritta da Angelo Roncalli nel 1928. 

Questa lettera – racconta don Ezio Bolis – è indirizzata un “signor Dammacco”, probabilmente un commerciante che – come tanti altri italiani al tempo – aveva rapporti di affari in Bulgaria. Roncalli, che nel 1925 era appunto stato nominato “visitatore apostolico” in quel Paese, fa riferimento alle disastrose scosse di terremoto che avevano colpito la regione di Plovdiv, l’antica Filippopoli; racconta anche di essersi recato in quella zona per aiutare “del suo meglio” i superstiti. Da altre lettere, indirizzate ai familiari, apprendiamo che decise di dormire all’addiaccio, per un senso di solidarietà con coloro che erano rimasti senza casa. Sappiamo pure che egli si attivò con la Santa Sede per avere una discreta somma di denaro, che poi ripartì tra i terremotati, senza distinzioni tra i cattolici e i membri di altre confessioni, perlopiù ortodossi».

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La devozione mariana nella storia della Chiesa. Una conferenza e un articolo di don Saverio Xeres

da Alzogliocchiversoilcielo.blogspot.it, sito di taglio ecumenico con testi, audio e video di catechesi, commenti alle letture, conferenze, corsi biblici, lectio e omelie.

La devozione mariana non è soltanto un elemento costante della vita della Chiesa nei suoi duemila anni di storia; essa può essere a buon diritto considerata come un punto di osservazione profondo, interiore, dello spirito ecclesiale, dei suoi sviluppi e delle sue involuzioni. Maria, infatti, è l’immagine e il modello della Chiesa.

Più precisamente, modello della “forma” primitiva della Chiesa, quella delle origini: di qui l’intensificarsi del richiamo a Maria durante le fasi di maggiore tensione riformatrice della vicenda ecclesiale.

Conferenza di mons. Saverio Xeres tenuta alle Religiose della diocesi di Como il 25 aprile 2018 presso la casa dei Padri Missionari Saveriani a Tavernerio (Como)

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Sui cattolici romani e sul cattolicesimo romano. Lo schietto punto di vista del sacerdote ortodosso padre Andrew Phillips

Pubblichiamo su La Bottega di Nazareth un intervento dell’arciprete Andrew Phillips (n. 1956), un sacerdote inglese della Chiesa Ortodossa Russa al di fuori della Russia (ROCOR), rettore della chiesa di san Giovanni di Shanghai nella sua città natale di Colchester, Essex, nel Regno Unito. L’articolo (originariamente pubblicato sul blog del sito Orthodox England e poi tradotto in italiano su Ortodossiatorino.net) scritto come risposta ad una domanda fatta a padre Phillips è un’opinione schietta e diversa da quelle che normalmente siamo abituati a leggere in Italia sul cristianesimo e le sue divisioni. Si può non essere d’accordo, ma ascoltare un punto di vista alternativo e vedersi attraverso gli occhi di un altro diverso da te è sempre un’esperienza intellettualmente salutare.

da Ortodossiatorino.net, il sito della parrocchia ortodossa del Patriarcato di Mosca a Torino dedicata a San Massimo.

Padre Andrew Phillips risponde a una domanda che dovrebbe interessare a ogni ortodosso che vive in Italia, e che prima o poi deve saper dare un giudizio storico e teologico sul cattolicesimo romano, facendo attenzione a non trattare nello stesso modo le idee e i fedeli che credono sinceramente in tali idee.

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Alce Nero, il ‘medicine man’ che diventò cristiano

da Interris.it, online international newspaper – con i piedi in terra guardando il cielo.

Lance ornate di penne e copricapi decorati di piume, cacce ai bisonti in praterie con il cielo come confine e assalti con archi e Winchester ai ranch di coloni, pipe decorate scambiate attorno ai fuochi e danze tribali animate da “medicine men” in un mistico e costante contatto con gli spiriti della Terra. Immagini pittoresche, attinenti alla realtà quel tanto che basta per creare un’immagine dei nativi d’America che ha costellato l’immaginario collettivo di tutte quelle generazioni di occidentali avvicendatesi nelle epoche posteriori al mito della frontiera.

Stereotipi? Non del tutto ma, certamente, un notevole incentivo alla creazione di un imprinting affascinante e a tratti quasi “mitico” con i cosiddetti indiani d’America, inquadrati in ottiche e prospettive diverse ma allo stesso modo fortemente caratterizzanti: dagli urlanti predoni mescaleros di ‘Ombre rosse’ ai saggi Lakota di ‘Balla coi lupi’, passando per interi filoni narrativi al limite fra realtà e finzione, dai Dime novels del Far West ai volumi analitici di chi, realmente, ha tentato di fornire dei nativi una descrizione quantomeno calzante alle numerose sfaccettature che, in quanto popolo, li hanno storicamente contraddistinti. Va da sé che in un simile bacino d’informazione, la stereotipizzazione sia un rischio concreto, specie nel trattare delle figure storiche che hanno contribuito alla costruzione della miticità del popolo “rosso”. Alce Nero, in questo senso, non fa certo eccezione: il leggendario Sioux Oglala, recentemente salito alla ribalta delle cronache d’Occidente per l’annuncio dell’avvio del suo percorso di beatificazione.

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Spezzare il ciclo di violenza in Siria. Dichiarazioni da parte di chiese e organismi ecumenici dopo l’escalation militare dei giorni scorsi

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

In una dichiarazione del 16 aprile, il Consiglio ecumenico delle chiese (Cec) ha esortato la comunità internazionale a trovare un modo per spezzare il ciclo di violenza in Siria. La dichiarazione arriva due giorni dopo che Stati Uniti, Francia e Regno Unito hanno compiuto attacchi missilistici in seguito a un presunto attacco di armi chimiche del governo siriano.

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La resistenza spirituale al vuoto nella Chiesa e nella società. Relazione di Giovanni Bianchi nel settembre 2008 a Mosca

Il rapporto tra le ACLI della Lombardia (in particolare con quelle provinciali di Como e il circolo di Arosio) con la Russia e la fraternità della Trasfigurazione (insieme di gruppi e di comunità ortodosse che riuniscono sia a Mosca, che in altre località russe, sia all’estero persone di diverse età, professioni e provenienze) dura ormai da molti anni. 

Nel 2001 e nel 2002 due delegazioni delle ACLI lombarde, tra cui anche diversi membri del Circolo ACLI di Arosio e delle ACLI di zona di Cantù, si sono recate a Mosca per riprendere i contatti iniziati nel decennio precedente e poi affievolitisi. In molti viaggi effettuati, oltre alle ACLI hanno partecipato anche membri della Caritas Decanale di Cantù, della CISL regionale e rappresentanti di gruppi locali parrocchiali e non.

Nel giugno 2004 e poi nel giugno 2006 sono stati effettuati altri viaggi che hanno permesso di allargare e conoscere meglio l’esperienza di Sretenie anche presso altre fraternità russe. In particolare, oltre a quella di Mosca, sono state visitate altre comunità: quella di Pietroburgo, quella di Arkhangelsk e quella di Tver’. L’accoglienza è stata molto cordiale e sempre molto alta è stata la loro capacità di trasmetterci amicizia, di farci sentire a nostro agio, oltre che il desiderio di conoscere la nostra realtà italiana. Soprattutto nei momenti di preghiera abbiamo sentito quei legami che uniscono la nostra comune fede nel Signore e di questi momenti se ne è avuta una maggior quantità e profondità durante la partecipazione al pellegrinaggio sulle isole Solovievski compiuto con la fraternità di Arkangelsk nei mesi di Agosto 2004 e 2009.

Nell’agosto 2007 e nel Settembre 2008 Giovanni Bianchi ha poi partecipato ai Convegni internazionali di Mosca con le seguenti rispettive relazioni “Conciliarità e solidarietà sociale”, e “La resistenza spirituale al vuoto nella Chiesa e nella società“. 

Proponiamo il testo della relazione presentata da Giovanni a Mosca nel settembre 2008 dal titolo “La resistenza spirituale al vuoto nella Chiesa e nella società” (già pubblicata sia su Acliarosio.it, il sito del circolo ACLI “Antonio Ballabio” di Arosio, che su Circolidossetti.it, Circoli Dossetti, eremo e metropoli), memoria del percorso di conoscenza reciproca e di ricerca ecumenica su come il cristiano sta nella società.

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