Sionismo cristiano: l’eresia preferita dei neocon

da Ortodossiatorino.net, il sito della parrocchia ortodossa del Patriarcato di Mosca a Torino dedicata a San Massimo.

Il rev. dr. Stephen Sizer è il rettore della Christ Church in Virginia Water e l’autore di Christian Zionism: Road-map to Armageddon? (InterVarsity Press, 2004); Zion’s Christian Soldiers? (2007) e di In the Footsteps of Jesus and the Apostles (Eagle, 2004). Per maggiori informazioni si veda www.stephensizer.com. L’articolo originale è stato pubblicato su Russia Insider,  gennaio 2018.

Per ogni sionista ebreo ci sono dieci sionisti cristiani evangelici fuori di testa.

Almeno uno su quattro cristiani americani intervistati di recente dalla rivista Christianity Today ha detto di ritenere che sia la propria responsabilità biblica sostenere la nazione di Israele. Questa visione è conosciuta come sionismo cristiano. Il Pew Research Center ha posto la cifra al 63% tra gli evangelici bianchi. Il sionismo cristiano è pervasivo all’interno delle principali denominazioni evangeliche, carismatiche e indipendenti americane, incluse le Assemblee di Dio, i pentecostali e i battisti del Sud, così come in molte delle mega-chiese indipendenti. È meno prevalente all’interno delle denominazioni storiche, che mostrano un maggiore rispetto per il lavoro delle Nazioni Unite, un sostegno ai diritti umani, allo stato di diritto internazionale e un’empatia con i palestinesi.

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Il peccato e l’eresia del separatismo razziale

da Ortodossiatorino.net, il sito della parrocchia ortodossa del Patriarcato di Mosca a Torino dedicata a San Massimo.

Ci sono diversi gradi di pregiudizio razziale ed etnico. Per molti, è una cosa molto inconsapevole, ma che si manifesta con il desiderio di stare vicino a quelli del tuo stesso tipo e di escludere gli altri… almeno in certi contesti. Ci sono tuttavia alcuni nella Chiesa ortodossa che sono apertamente razzisti e antisemiti e che hanno ragioni ideologiche per le proprie opinioni. Tali persone sono fortunatamente una piccola minoranza, ma anche se non dovremmo esagerare la loro importanza, spingendo il problema al di fuori di ogni proporzione, non dobbiamo sottovalutarli. Come per ogni peccato, dobbiamo dire chiaramente ciò che dice la Chiesa. Inoltre, dobbiamo combattere anche le forme inconsce di razzismo e di etnocentrismo, perché queste cose sono barriere che impediscono alla gente di entrare nella Chiesa ortodossa.

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«La difesa della povera gente» di Giorgio La Pira

da Giorgiolapira.org, sito della Fondazione La Pira.

Questo testo (di poco posteriore a L’attesa della povera gente già pubblicato su La Bottega di Nazareth), sguardo su un dibattito inevitabilmente legato al proprio tempo ma attuale nel mettere al centro il lavoro e la lotta alla povertà, risplende per profondità dell’ispirazione e articolazione dell’esposizione a confronto con le miserie dell’attuale campagna elettorale. Esso apparve su “Cronache Sociali” nel 1950; è stato poi pubblicato nel 1951 dalla Libreria Editrice Fiorentina: G. La Pira, L’attesa della povera gente, Firenze, Libreria Editrice Fiorentina 1951 (Collezione Servire).
Ripubblicato in G. La Pira, Per un architettura cristiana dello Stato, Firenze, Libreria Editrice Fiorentina 1954 (Collana Questioni Disputate 2). Continua a leggere

Amico dell’ultimo istante. Profezia e martirio di P. Christian-Marie de Chergé, monaco trappista in terra d’Islam

da Oasiscenter.eu, il sito della fondazione Oasis, cristiani e musulmani nel mondo globale.

Ho ricevuto il testo delle lettere di p. Christian a p. Borrmans quasi in contemporanea alla notizia della sua scomparsa. Un profondo legame spirituale e di testimonianza li ha legati fino alla fine. Che a ben vedere non è affatto una fine, ma l’inizio sempre nuovo ed entusiasmante di chi testimonia contra spem l’unica autentica speranza, quella di chi vive nella luce e nella chiamata dell’Altro e dell’Oltre, in virtù di una misericordia che, il Cielo ne sia lodato, non è la nostra.

Miguel Manara

Nella notte fra il 26 e il 27 marzo del 1996 sette monaci trappisti del monastero di Tibhirine, in Algeria, sono stati sequestrati nel corso della sanguinosa guerra civile che ha fatto decine di migliaia di morti nel paese nordafricano, per essere ritrovati uccisi il 21 maggio.

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Una prospettiva contemporanea sul significato dell’ecumenismo. Intervista di Tudor Petcu ad André Birmelé

Tudor Pectu ha intervistato il pastore André Birmelé sull’ecumenismo. André Birmelé, pastore luterano alsaziano, insegna teologia sistematica presso la Facoltà teologica protestante di Strasburgo. La sua ricerca si concentra sull’ecclesiologia, sull’identità luterana e soprattutto sull’ecumenismo. 

André Birmelé ha studiato matematica all’Università di Strasburgo prima di dedicarsi alla teologia. Ha completato la sua carriera in tre diverse università, Strasburgo, Tubinga e Basilea ed è stato nominato nella sua prima parrocchia nel 1972. Il suo impegno ecumenico è iniziato due anni dopo con la sua nomina come assistente di ricerca presso il Centro di studi ecumenici del Federazione mondiale luterana, con sede a Strasburgo. Nel 1976, ha completato la sua tesi sulle scienze religiose sulla nozione di identità confessionale di Werner Elert. Dopo 6 mesi all’istituto ecumenico di Gerusalemme, è diventato assistente in teologia sistematica nel 1983 presso la Facoltà di teologia protestante dell’Università Marc Bloch di Strasburgo. Entrò nello stesso anno il comitato esecutivo del Consiglio Mondiale delle Chiese, mentre lavorava alla sua tesi di teologia protestante, Le salut en Jésus Christ dans les dialogues oecuméniques. Lo completò nel 1986 e divenne professore tre anni dopo. Insegna, oltre che a Strasburgo, nelle facoltà teologiche germaniche, Heidelberg, Lipsia, Zurigo, ma anche all’Istituto cattolico di Parigi. Ha servito come decano della facoltà di teologia e direttore della Scuola di specializzazione in teologia e studi religiosi della sua università. Oltre alle sue tesi, la sua bibliografia include diversi titoli importanti: La communion ecclesiale, Progrès oecuméniques et enjeux méthodologiques, Accords et dialogues oecuméniques, Introduction. à la théologie systématique. Ha anche diretto la pubblicazione di La foi des églises luthériennes. Confessions et catéchismes et Dictionnaire critique de théologie.

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Messaggio natalizio di Sua Santità Kirill, Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’

In occasione del Natale ortodosso che si celebra, nelle Chiese legate al calendario giuliano a cominciare da quella russa, il 7 gennaio 2018, il patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill, come ogni anno, ha mandato a tutti i fedeli un messaggio augurale. Il testo, nella traduzione italiana, è stato diffuso dal Patriarcato di Mosca nella mattinata del 6 gennaio.  Continua a leggere

Una luce di speranza e di fiducia

da Chiesavaldese.org, il sito dell’Unione delle Chiese metodiste e valdesi.

Il saluto del moderatore della Tavola valdese Eugenio Bernardini in occasione del nuovo anno.

Torre Pellice, 29 dicembre 2017

Ecco, io sto alla porta e busso.

Apocalisse 3,20

Si è appena chiuso un anno difficile, un altro. Alcuni segnali positivi ci sono stati, ma intorno a noi avvertiamo un clima che continua a essere dominato dall’incertezza se non dalla paura per il domani, quasi che il mondo in cui viviamo sia destinato al declino (per gli ottimisti) o al collasso (per i pessimisti). Questo è il dramma della nostra generazione, sempre più tentata dalle proposte politiche e dalle culture identitarie e intolleranti. Continua a leggere

I due Natali

da Aclisondrio.it, Acli provinciali di Sondrio.

Per sfuggire alla poco avvincente contabilità della parrocchia, faccio vagare lo sguardo sui dorsi dei libri che mi guardano dalla libreria davanti a me. Senza un perché, se non per noia, prendo un libro sui Balcani, forse per sfogliarlo. Dalle prime pagine, come stravaganti segnalibri, spuntano due banconote da dieci kune (reduci dimenticate di uno dei tanti viaggi tra Croazia e Bosnia) e quello che sembra un “santino”. Stampata sopra, accanto alla riproduzione di un volto di Gesù da icona orientale, non una citazione biblica, non una frase devota, ma un rimprovero piuttosto esplicito e ruvido: «Quando vi ho detto di comprare tutta quella roba per il mio compleanno?». Leggo la scritta in piccolo di lato … r.scapolo@tin.it … e mi torna in mente: un giorno d’inverno di non so quanti anni fa, a Como, incontro per caso don Renzo Scapolo, sempre prodigo di idee e azione dall’America Latina all’ex Jugoslavia, facciamo quattro chiacchiere sul suo progetto del momento e sui ricordi balcanici, i saluti da portare a qualche amico comune e, mentre sta per andarsene, mi mette in mano qualcuno di questi cartoncini. Continua a leggere

I Farisei si bevvero le fake news

da Svoltaonline.it, per i giovani cristiani che vogliono capire, credere e cambiare, il blog dei giovani della Assemblee di Dio in Italia.

Capitolo 7 del Vangelo di Giovanni: Nicodemo si alza e li invita a consultare direttamente Gesù per capire meglio la Sua storia. Ma i Farisei gli rispondono mettendola sul piano della faziosità e dell’interesse personale: “Sei anche tu di Galilea?”. L’interpretazione biblica dei Farisei era giusta: “vedrai che dalla Galilea non sorge profeta” (v.52), “è forse dalla Galilea che viene il Cristo? La Scrittura non dice forse che il Cristo viene dalla discendenza di Davide e da Betlemme, il villaggio dove stava Davide?” (vv.41 e 42) Non faceva una piega, il profeta Michea aveva profetizzato proprio così (Michea 5:1). Ma non si erano preoccupati di verificare se la storia che Gesù fosse nato a Nazareth fosse vera, non gli avevano neppure mai posto la domanda. Si erano attenuti al “sentito dire“.

Peccato che il sentito dire fosse una bufala. Peccato che per questa ragione, la maggior parte di loro sia morto senza riconoscere il Messia promesso. Continua a leggere

«La Chiesa deve annunciare il suo giudizio alle nazioni». Card. Giacomo Lercaro, Omelia in occasione della prima Giornata mondiale della pace (1.1.1968)

da Dossetti.eu, “Studiare Dossetti” notizie, info, bibliografia, approfondimenti su Giuseppe Dossetti.

È stata una delle omelie più dibattute della seconda metà del ‘900. A stenderne la minuta Giuseppe Dossetti, allora provicario della diocesi di Bologna, su richiesta dell’arcivescovo cardinale Giacomo Lercaro che la pronunciò in cattedrale l’1 gennaio ’68, in occasione della prima “Giornata della Pace” voluta da Paolo VI. Un’omelia contro la guerra, passata alla storia come documento profetico cristallizzato dalla memoria collettiva nella richiesta di cessazione dei bombardamenti americani in Vietnam.

Un testo che, ora, cinquant’anni dopo, torna come fu pronunciato dopo che – chiusa in archivio per mezzo secolo – è riemersa la registrazione fatta dall’altoparlante che si trovava nella sagrestia della cattedrale. Dal 1 gennaio 2018, l’inedita registrazione si potrà ascoltare sul sito www.dossetti.eu (la redazione è composta da Nicola Apano, Paolo Barabino, Enrico Galavotti e Daniele Binda) dove appare una nota introduttiva all’omelia.  (dall’articolo di Marco Roncalli su Lastampa.it)

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Messaggio di Natale del Patriarca ecumenico Bartolomeo I

Anche quest’anno, le parole «Cristo è nato» risuonano «in un mondo pieno di violenza, di pericoloso conflitto, di disuguaglianze sociali e disprezzo dei diritti umani fondamentali»: lo scrive il Patriarca ecumenico Bartolomeo, arcivescovo di Costantinopoli, nel suo messaggio natalizio. Continua a leggere

Il rifiuto del povero

da Monasterodibose.it, il sito della comunità monastica di Bose.

Circolari ministeriali a difesa del decoro dei centri urbani, ordinanze di sindaci che spostano il degrado in periferia, solerti pulizie mattutine di portici e piazze con getti d’acqua su marciapiedi e sottopassi, scomparsa di panchine pubbliche e chiusura di sale d’aspetto nelle stazioni, iniziative di privati cittadini che impediscono a senzatetto di trovare ricovero in un garage regolarmente affittato, multe e denunce a volontari che distribuiscono cibo e bevande a mendicanti… Non è una bella vigilia di Natale quella che stiamo vivendo. In verità è da mesi che assistiamo a episodi di questo tipo, con l’unica differenza che il gelo ha preso il posto del caldo torrido. Continua a leggere

I musulmani e il Natale. Due contributi per chiarire le idee.

Come ogni anno si avvicina il Natale, le luminarie si accendono, sugli scaffali dei supermercati si allineano pandori e panettoni e i media traboccano di polemiche su presepe, canzoncine natalizie e affini. Pubblichiamo due contributi su come i musulmani considerano il Natale (e in coda un brano del Corano sulla nascita di Gesù). Ci sembrano utili per chiarire le idee sia a chi vorrebbe togliere ogni riferimento cristologico al Natale perché pensa che ai musulmani possa dar fastidio, sia a chi sventola presepi e altri simboli religiosi come bandiere identitarie proprio perché pensa che ai musulmani possa dar fastidio.

I musulmani NON vogliono vietare il Presepe e le canzoni natalizie nelle scuole pubbliche

da Lmticino.blogspot.it, Lega Musulmani Ticino, Associazione islamica e centro culturale a Lugano (CH).

Sotto Natale gli islamofobi ritornano alla carica, insinuando, senza nessuna prova, che i musulmani non accettano le tradizioni cristiane nelle scuole pubbliche.

In questo video si afferma e si ripete che i musulmani non vogliono vietare i crocifissi, i riferimenti religiosi nelle scuole pubbliche, negli inni nazionali, nelle Costituzioni, ecc.

Estratto dal dibattito: “Ma Gesù bambino disturba la festa?” andato in onda il 17.12.2013 sulla trasmissione Piazza del Corriere di TeleTicino.

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Cosa ha fatto Dio a Natale e cosa dovremmo fare anche noi (ovvero alcune cose che potremmo imparare dal Natale)

da Natidallospirito.com, spiritualità cristiana ortodossa.

In questi giorni gli ortodossi in tutto il mondo vivono il digiuno di Avvento, più correttamente chiamato “digiuno della Natività”. In esso ci è dato di meditare più intensamente il mistero indicibile dell’Incarnazione del Verbo di Dio. Sono giorni di gioia e di luce nei quali ripercorriamo le vicende della Natività di nostro Signore e glorifichiamo Dio rallegrandoci insieme agli uomini e alle donne che sono stati testimoni di quei fatti storici – la Vergine santa Maria, Giuseppe, Zaccaria, Elisabetta, i pastori, i magi – di quanto Dio abbia amato gli uomini inviando suo Figlio sulla terra.

Che cosa potremmo imparare in maniera molto semplice dal Natale per la nostra vita quotidiana? Continua a leggere

L’archivio dei podcast della serie “Leggere la Bibbia” di Uomini e Profeti: memoria feconda di una operazione culturale coraggiosa e gemma dalle molte facce preziosa e gratuita

Uomini e profeti (sito www.uominieprofeti.rai.it) è il titolo di una bella trasmissione radiofonica di Rai Radio 3. Si descrive così: «Uomini e Profeti è la trasmissione di cultura religiosa di Radio3. Il suo obiettivo è quello di far conoscere le esperienze, le vicende, i linguaggi, le figure, i grandi testi delle tradizioni religiose di tutti i tempi, al di fuori di ogni dimensione confessionale, ma nello stesso tempo considerando il fatto religioso come un grande vettore della storia e della sapienza dell’umanità. In un dialogo critico con autori, testi, interpreti dei diversi mondi religiosi (e non solo religiosi), si potrebbe dire che Uomini e Profeti vuole “guardare il mondo con gli occhi delle fedi e le fedi con gli occhi del mondo”. Uomini e profeti è una trasmissione che si muove sulla linea di confine tra le fedi religiose e la complessità del mondo in trasformazione».

Il programma ha proposto dal gennaio 2010 al giugno 2013 la lettura integrale della Bibbia disponibile poi in pratici podcast da scaricare e ascoltare. Una lettura sistematica commentata da esegeti, storici, biblisti, filosofi. Un ciclo di particolare qualità ed interesse. È un’occasione per conoscere il grande codice della cultura occidentale. Un testo che ha molteplici significati culturali e religiosi ed è per questo commentato da una pluralità di voci: ebraiche, cattoliche, protestanti, ortodosse, musulmane e laiche. Tra gli ospiti, Enzo Bianchi, Massimo Cacciari, Riccardo Di Segni, Shahrzad Hushmand Zadeh, Adnane Mokrani, Moni Ovadia, Gianfranco Ravasi e tanti altri. Continua a leggere

Frère Charles, germoglio della «Chiesa delle periferie»

da Jesuscaritas.it, Piccoli Fratelli di Jesus Caritas, “Apparteniamo completamente soltanto all’attimo presente”.

Con il pontificato di papa Francesco, primo Vescovo di Roma venuto «dalla fine del mondo», il termine periferia è entrato nel vocabolario ordinario della Chiesa. Frasi famose come «Chiesa in uscita verso le periferie anche esistenziali»; «Sogno una Chiesa povera per i poveri», denotano non soltanto uno spostamento geografico, ma altre dimensioni, a cominciare da quella spirituale, quindi abbraccia la spiritualità e di conseguenza la prassi pastorale. Andrea Riccardi, nel suo recente contributo, Periferie. Crisi e novità per la Chiesa (ed. Jaca Book), ripercorre velocemente il rapporto tra la Chiesa e la periferia, iniziando dal dato biblico e passando in rassegna i diversi momenti storici che hanno visto soprattutto la distanza tra la «centralità della Chiesa» e le periferie. Tuttavia è col Novecento che le periferie si presentano come una terra nuova: «Le periferie – sostiene Riccardi – si sono riproposte con forza al cristianesimo del Novecento, non tanto come luogo di elezione dove vivere la fedeltà al Vangelo e la ricerca di Dio, quanto come spazi problematici per la sopravvivenza del cristianesimo». Continua a leggere

«Con il lavoro collaboriamo all’opera creatrice di Dio». Lettera del Papa sul tema del lavoro

Giovedì 23 e venerdì 24 novembre 2017 si è tenuta in Vaticano, presso l’Aula Nuova del Sinodo, la Conferenza internazionale “Dalla Populorum Progressio alla Laudato si’. Il lavoro e il movimento dei lavoratori al centro dello sviluppo umano integrale, sostenibile e solidale. Perché il mondo del lavoro continua a essere la chiave dello sviluppo nel mondo globale?”, organizzata dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.

La conferenza si poneva l’obiettivo di aprire uno spazio di dibattito e riflessione sul mondo del lavoro e sulle questioni legate alle attività professionali nelle attuali strutture sociali, grazie al contributo nell’approfondimento da parte di diversi movimenti sindacali presenti. Saranno al centro dell’assise il patrimonio della Dottrina sociale della Chiesa sul tema del lavoro e le prospettive da essa indicate, l’analisi delle realtà sociali emergenti; il recupero e la presentazione di esperienze positive; e le proposte di iniziative comuni a favore della costruzione di società che pongano la persona e la sua dignità al cuore dell’agenda sociale, delle politiche pubbliche e di uno sviluppo umano integrale realmente proteso sia agli aspetti materiali che spirituali.

Per l’occasione, il Santo Padre, impossibilitato ad intervenire personalmente, ha inviato una lettera di saluto al cardinale Peter K.A. Turkson, che pubblichiamo. Continua a leggere

Chi sono i sufi?

da Sufi.it, la via del cuore nel sufismo.

Il Sufismo è conosciuto come la Via del Cuore, la Via del puro, mistico cammino dell’Islam. Con qualunque nome lo vogliate chiamare, è il sentiero che conduce il ricercatore alla Presenza Divina.

L’Amore è il legame che unisce i cuori, la base su cui costruire. Se l’amore è il fondamento, il tuo edificio sopporterà tutti i terremoti e tutte le tempeste. Potrai costruirlo alto e ampio quanto vorrai, senza essere in pericolo. Quindi, la nostra Via è la Via dell’Amore. Abbandona ciò che ti impedisce di seguire il Sentiero e volgiti per seguirlo con perseveranza; segui la Via fino in fondo, fino alla tua destinazione …

Shaikh Nazim al Haqqani an-Naqshbandi

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