A qualcuno piace il caldo

da Riforma.it, il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

Il negazionismo climatico è un fenomeno di disinformazione che nega o minimizza il riscaldamento globale di origine antropica, nonostante che oltre il 99% della comunità scientifica sia ormai concorde sulle cause industriali. Oggi il caldo anomalo e persistente che attanaglia l’Europa sembra convincere anche i più ostinati che qualcosa non va.

L’immagine di montagne e ghiacciai coperti da giganti protezioni anti-scioglimento sono emblematiche. Tuttavia, c’è ancora chi, e sono ancora in tanti, ritiene che l’uomo e la sua azione non siano i responsabili del cambiamento climatico e che tali cambiamenti, come il riscaldamento globale, siano causati al 95% dal Sole e da cicli naturali – attribuendo alle attività umane e alla CO₂ solo una frazione minima di condizionamento.

Abbiamo sentito il parere di Luca Mercalli, presidente della Società meteorologica italiana, direttore della rivista Nimbus, ambasciatore europeo del Patto per il Clima e autore del libro Breve storia del clima in Italia (Einaudi, 2025).

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Sahel. La muraglia verde contro il deserto – Finis Terrae #8

La siccità è una minaccia sempre più concreta. E se ce ne rendiamo conto perfino alle nostre latitudini, ai margini del Sahara è ormai lotta aperta per fermare l’avanzata del deserto. Haidar el Ali, già ministro senegalese dell’ambiente, è stato il direttore per il suo Paese dell’Agenzia della Grande muraglia verde, un progetto regionale che punta a frenare la desertificazione nel Sahel. A “Finis Terrae. Storie oltre i confini” ha raccontato la crisi umanitaria innescata dai mutamenti climatici, in un’area dove cresce il jihadismo e prosperano i traffici di armi, droga ed esseri umani. Ma proprio qui, una lunghissima muraglia di alberi potrebbe salvare il futuro di milioni di persone.

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Una nuova sobrietà per abitare la Terra

da Ortodossia.it, sito ufficiale della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta.

Proponiamo un testo del 2008 sulla custodia del creato del Metropolita Gennadios Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta. 

Primissimo protettore e vero protagonista a favore del creato, cioè per la sua custodia e salvaguardia, è il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I, chiamato “Patriarca Verde” per i suoi sovrumani sforzi, coinvolgendo i più eminenti teologi, ambientalisti, scienziati e burocrati, ma soprattutto gli studenti ed i rappresentanti delle maggiori confessioni cristiane e delle più importanti religioni del mondo.

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